CUBA, INGHILTERRA, SPAGNA, IRLANDA, CANADA, ISLANDA, LA PAROLA ALLE DONNE

Cristina Sánchez-Andrade
Le lucertole hanno l'odore dell'erba

"Salendo il legno vecchio degli scalini si sbriciolava come pastafrolla in bocca, e sull'ultimo gradino, due lucertole magre si guardavano. I bambini spinsero la porta, saracinesca di una memoria dimenticata, che immetteva in una stanza della casa dove non erano mai stati. [...] 'C'è odore d'erba' disse Luisito annusando l'aria. 'È per le lucertole, che vivono qui' gli spiegò Fernanda."

La piccola Fernanda e il piccolo Luisito, suo fratello, abitano ai piedi di una collina arancione, in casa delle nonne, due vecchie sorelle: "C'erano una volta due vecchie o c'era due volte una vecchia, o forse c'era una cisti di carne vecchia appostata in un angolo di una casa di paese, sebbene nessuno, in quel paese, sappia se siano sorelle e se siano nonne". Sembra una favola questo romanzo di un'autrice spagnola che dimostra uno straordinario talento nella narrazione e nella descrizione delle radici ancestrali dell'essere umano. È una favola intesa come dramma catartico, come letteratura semplice per le buie serate nelle cascine in cui non avevano ancora fatto la loro comparsa la radio o la televisione, tutti raccolti intorno al fuoco, quando i bambini restavano a occhi strabuzzati ad ascoltare i vecchi che raccontavano storie terrificanti. Ricorda molte delle fiabe classiche, quelle dei Grimm, ma anche, e forse soprattutto, quelle arcaiche, truculente e senza "filtri" delle Fiabe italiane raccolte da Calvino. Lo sguardo pulito ma forte, ingenuo ma non per questo privo di crudeltà dei due bambini è contrapposto alla figura delle vecchie, a volte malvage, altre volte semplicemente umane: due ma con un'unica personalità comune, o una sola piena di duplicità. In una natura antica, che nulla risparmia a chi la abita, i due bambini cresciuti troppo in fretta devono vendicare una mamma scomparsa troppo presto. Le vecchie vestono il ruolo della strega di Hansel e Gretel e i due piccoli di questi ultimi hanno la medesima ferocia punitiva.
Marco Lodoli nella sua Introduzione esordisce con queste parole: "Sarebbe bello se questo breve romanzo spagnolo trovasse tanti lettori: sarebbe bello, ma non sarà facile, perché i motori delle mode culturali spingono al massimo nella direzione opposta, sollevando montagne di schiuma che sommergono tutto quanto". Beh, nel nostro piccolo cerchiamo di fare qualcosa perché ciò non avvenga. A volte basta un semplice passa-parola per fare di un romanzo "nascosto" negli scaffali della libreria un piccolo bestseller. Proviamo a suggerirvelo parlando a bassa voce, in un orecchio, e vediamo se voi deciderete di trasmettere ad altri la notizia.

Le lucertole hanno l'odore dell'erba di Cristina Sánchez-Andrade
Titolo originale: Las lagartijas huelen a hierba
Traduzione di Christian Mechini
VIII-139 pag., Euro 14.50 – Edizioni La Nuova Frontiera (Liberamente n. 6)
ISBN 88-8373-038-0

Le prime righe

D'estate il manto verde della collina e i culetti delle bambine diventano sodi e arancioni. D'estate il fiume si consuma e alle bambine dal petto piatto spuntano le belle tettine, bellissime, e cominciano a crescere in silenzio, rotonde, rosacee, morbide, mentre il fiume scorre lentamente, strisciando come un goffo rettile, giorno dopo giorno, e un giorno, alla fine di quell'estate, quando il letto del fiume è così secco e screpolato come le labbra di una vecchia, e rimane solo una stretta lingua d'acqua con odore di fiele e di alghe, le tettine si trasformano in un frutto lussurioso e solcato di vene, mentre sulla collina, vicino al fiume, cresce il pruno dai rami dritti e dalle dure spine, e le bambine giocano nell'acqua incorporea, vicino ai frutti ripieni di semi velenosi, e sguazzano nella corrente calma e fangosa simile al brodo di verdura.
D'estate, le rane si disperdono in macchie verdi palpitanti, e così attenuano il dolore di un paesaggio secco e duro, e le vecchie farfalle cadono esauste a terra, e le cicale, come le bambine, come la bambina, strepitano sotto una terra scarna, e gli insetti, come la rabbia della bambina, crepitano rossi sotto il sole, e gli alberi vicino al fiume sono stremati e si rimpiccioliscono per il calore, mentre le bambine crescono. E crescono.
Il sole, d'estate, comprime la peluria della collina, la immobilizza, la livella e il cielo si schiaccia contro la terra e non c'è aria e la terra arde, sprigionando un profumo di pelle di donna, di pelle di bambina.

© 2003 La Nuova Frontiera Edizioni


L'autrice

Cristina Sánchez-Andrade è nata a Santiago de Compostela nel 1968 dove ha studiato Legge e Scienze della Comunicazione. Collabora abitualmente con El Correo Gallego e con numerose riviste scrivendo articoli di letteratura. L'ultimo romanzo che ha scritto si intitola Bueyes y rosas.


Di Giulia Mozzato


17 ottobre 2003