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Barbara Pym
Qualcuno da amare

"Anche lei amava l'Arcidiacono da ancora più tempo, ma per lei non c'era ormai nessuna speranza di ricompensa, non in questo mondo almeno, rifletteva piamente, e nell'altra vita, a quanto pare, saremo purgati da ogni passione terrena."

Un romanzo gradevolissimo: questa è la definizione che si potrebbe in fondo dare a tutte le opere di Barbara Pym, una scrittrice dai toni lievi che ha nella "misura" una delle sue doti principali. Poco nota in patria fino al 1977 (era nata nel 1913 e aveva già scritto numerosi romanzi, alcuni dei quali erano stati rifiutati dagli editori), anno in cui uscì sul Times Literary Supplement un'indagine compiuta tra i più noti critici e autori inglesi su chi fosse lo scrittore più sottovalutato del secolo, la Pym venne citata da due autorevoli personaggi. Da quel momento il suo successo e la sua notorietà divennero grandissimi anche se non riuscì a godere a lungo di questi riconoscimenti perché morì di tumore nel 1980.
Questo romanzo, che La Tartaruga ripubblica dopo anni, è davvero rappresentativo della scrittura dell'autrice: i sentimenti più delicati, meno interessati e senza una possibile prospettiva concreta hanno valore in sé, sono quelli da considerare particolarmente preziosi perché possono riempire la vita e non creare traumi.
Protagoniste principali sono due sorelle, Harriet e Belinda. Entrambe coltivano un amore: la prima per ogni curato che entra nella sua orbita e la seconda per l'arcidiacono che nel suo affetto si consola di una moglie davvero fastidiosa.
Un improvviso sconvolgimento si verifica nel piccolo e tranquillo paese determinato dall'arrivo di due insoliti personaggi: un bibliotecario e un vescovo di una diocesi africana. Dato che tutti e due sono "matrimoniabili" suscitano grande animazione e si crea una specie di gara in paese per la conquista del "marito esotico".
Tutto però si ricompone in fretta e per le due sorelle ritorna la quotidiana serenità nell'amare qualcuno che non induca però a interrompere le abitudini affettive e di vita ormai consolidate.

Qualcuno da amare di Barbara Pym
Titolo originale: Some Tame Gazelle
Traduzione di Lidia Zazo
245 pag., Euro 14.40 – Edizioni La Tartaruga (Narrativa)
ISBN 88-7738-397-6

Le prime righe

1

Il nuovo curato sembrava un giovanotto proprio simpatico, peccato che gli si vedessero le mutande lunghe, infilate alla bell’e meglio nei calzini, quando stava seduto. Belinda lo aveva notato quando lo avevano conosciuto al vicariato la settimana prima e aveva provato molto imbarazzo. Forse Harriet avrebbe potuto parlargliene. I suoi modi schietti e allegri erano in grado di spazzare via questi piccoli imbarazzi molto meglio della timidezza di Belinda. Naturalmente il giovanotto avrebbe potuto pensare che non era affar loro, e in verità non lo era, ma Belinda era quasi indotta a credere che non pensasse affatto, vista la qualità del suo primo sermone.
« Se soltanto riuscissimo a far rivivere un po’ del fervore e dell’eloquenza del diciassettesimo secolo sui pulpiti di oggi,» aveva detto alla sorella Harriet, una donna florida ed elegante tra i cinquanta e i sessanta.
« Oh, non abbiamo bisogno di queste cose, qui, » aveva detto Harriet con il suo fare spiccio, perchè da tempo aveva rinunciato a ogni pretesa intellettuale, mentre Belinda, che non era mai stata considerata la sorella intelligente, coltivava ancora una infarinatura della cultura acquisita ai tempi dell’Università. Perfino adesso le si accendeva una luce nei miti occhi verdi, così decorosamente nascosti dagli occhiali con la montatura di tartaruga, solo a sentir parlare dei Pensieri notturni di Young o delle Poesie per diverse occasioni del caro Conte di Rochester.
Nè lei nè Harriet si erano mai sposate, ma Harriet si dava da fare come al solito con il nuovo curato ed era palesemente pronta a sdilinquirsi con lui come aveva fatto con i suoi predecessori.

© 2003 La Tartaruga Edizioni


L'autrice

Barbara Pym (1913-1980) è una scrittrice inglese molto caratteristica. Definita la Jane Austen dei nostri tempi, si è guadagnata fama e rispetto e un seguito di lettori appassionati raccontando semplicemente storie che ricamano sullo stesso tema: l’eterna commedia della vita, ora esilarante, ora banale, ora intrigante ma mai troppo drammatica o eccessiva. La sua misura risplende in una decina di romanzi dai titoli significativi, tra i quali: Donne eccellenti, Qualche foglia verde, Tutte le virtù, Quartetto in autunno, Per guarire un cuore infranto, Una relazione sconveniente, Se una dolce colomba.


Di Grazia Casagrande


17 ottobre 2003