CUBA, INGHILTERRA, SPAGNA, IRLANDA, CANADA, ISLANDA, LA PAROLA ALLE DONNE

Marilyn Bobes
Qualcuno deve piangere

"Se a Cuba ci fossero cose per vivere e finissero i tagli di corrente elettrica sarebbe un posto mille volte migliore di questa Tulùs, piena di gente egoista e cattiva, che ti considera per quel che hai e non per quel che vali."

Vincitrice di uno dei maggiori premi della letteratura ispanica, il Casa de las Américas, Marilyn Bobes è in Italia ancora poco nota, eppure meriterebbe davvero maggiore considerazione perché non solo sa aprire scenari del tutto nuovi sulla realtà cubana attuale, ma propone una scrittura colta, di ampio respiro letterario che, nella originalità di sguardo sul mondo, sembra avere riferimenti anche nella letteratura europea.
Senza retorica e senza ammiccamenti al lettore, le donne, intorno alle quali nascono i racconti di questo libro, sono figure complesse e rappresentative di questa strana mescolanza di carnalità e intellettualità di cui l'umanità cubana sembra costituita. La povertà non appare qui in primo piano, eppure è quella che spinge al matrimonio con gli stranieri (il francese o lo spagnolo poi dileguatosi di uno dei migliori racconti), è il motivo per cui, pur con una nostalgia bruciante, le ragazze accettano di trasferirsi in Europa. La cultura di cui sono imbevuti questi personaggi non rappresenta una caratterizzazione di ceto sociale, né le donne sembrano trarre da questa un appagamento: è sempre il rapporto interpersonale, e in primo luogo quello con gli uomini, che determina le loro vite. Il racconto che vede le varie opinioni delle "amiche" (e di un solo uomo abbastanza "anomalo" perché non ha nulla del machismo ancora dominante) sul suicidio di una di loro è davvero esemplare su quanto si è detto: i vari punti di vista, nascono da diverse psicologie femminili e da diverse scelte di vita, tutte però strettamente collegate all'universo maschile. Un altro tema che collega molti racconti è quello della perdita della bellezza fisica, dell'invecchiamento del corpo che crea insicurezze e un forte senso di perdita perché negli uomini come nelle donne ha un grande peso la bellezza. Questo però non deve essere confuso con il culto consumistico del corpo: qui è un elemento estetico, quasi astratto, fortemente legato ai sensi e alla sessualità, che entra in collisione con quello che in Europa (la magrezza ad esempio) è giudicato "bello". Racconti pieni di amarezza, di sconfitte e di disincanto la cui lettura evidenzia come sia davvero vario l'universo letterario e culturale latinoamericano.

Qualcuno deve piangere di Marilyn Bobes
Titolo originale: Alguien tiene que llorar
Traduzione di Danilo Manera e Barbara Bertoni
120 pag., Euro 14.00 – Edizioni Frassinelli (Noche oscura)
ISBN 88-7684-751-0

Le prime righe

Chiedilo a Dio

Si quieres conocer, mujer perjura,
los tormentos que tu infamia me causó,
eleva el pensamiento a las alturas
y allá, en el cielo, pregúntaselo a Dios,
pregúntaselo a Dios.

CANZONE CUBANA

1

Iluminada Peña conobbe Jacques Dupuis in una sera di delusioni sul lungomare dell'Avana. Aveva gli occhi lacrimosi e il trucco che le si scioglieva. Portava un vestito di lycra molto scoperto sulla schiena. Era un vestito speciale: il colore giallo dava risalto ai toni ramati della sua pelle e ai capelli nerissimi e arricciati; la tela aderente lasciava indovinare il torso snello, i fianchi pieni e le gambe lunghe e ben tornite. Nonostante la cifra che sua nonna aveva pagato a un trafficante per quell'abito, nemmeno quella volta Bebo s'era mostrato disposto ad accettare Iluminada per fare coppia fissa nel ballo della Tropical.

2

Yanai, sono a Tulùs da quattro giorni e mi manchi più di quanto potessi immaginarmi. Qui è molto bello, ma mi annoio, sì, mi annoio tanto. Il fine settimana Jacques mi ha portata in una chiesa ad ascoltare musica da morti e mi ci sono addormentata. Poi siamo andati a pranzo, ma il ristorante era all'aperto e per poco non mi sono congelata. Dice Jacques che se sento freddo adesso che è estate, non sa che ne sarà di me quando arriverà l'inverno. Ieri ho conosciuto Nadin, che era la moglie di Jacques. Siamo andati a cena con lei e il suo nuovo marito. Per Jacques non c'è niente di male a essere amico di quella donna che gli ha messo le corna. Tratta addirittura quel Fransuà come se niente fosse, eppure è stato proprio con lui che lei l'ha tradito. Se mia madre lo venisse a sapere direbbe che i francesi sono tutti dei depravati.

© 2003 Frassinelli Edizioni


L'autrice

Marilyn Bobes, nata a L'Avana nel 1955, è considerata una delle scrittrici cubane di maggior talento. Giornalista e redattrice di poesia, ha ricevuto numerosi riconoscimenti per i suoi libri, tra cui il premio Casa de las Américas e quello messicano Edmundo Valadés. Alcuni suoi racconti sono apparsi in Germania, Inghilterra, Stati Uniti e Spagna.


Di Grazia Casagrande


17 ottobre 2003