CUBA, INGHILTERRA, SPAGNA, IRLANDA, CANADA, ISLANDA, LA PAROLA ALLE DONNE

Alice Munro
Nemico, amico, amante…

"Così se ne stava lì a leggere uno di quei vecchi romanzi che parlano di amori casti, fortune perdute e poi ritrovate, e che potevano essere gli scarti di ex biblioteche di paese o della parrocchia. A quanto pare nessuno si era preoccupato di mantenere aggiornato il materiale della sala di lettura, come pure quasi tutto nel resto dell'edificio."

Ricordano molti critici che Alice Munro ha più volte dichiarato di reputarsi una scrittrice "anacronistica". Una definizione perfetta per una narratrice di storie senza tempo e, seppur ben collocate geograficamente, senza luogo. Storie di tutti, in cui spiccano personaggi femminili su uno sfondo spesso anonimo. Donne che assumono ruoli inaspettati, che trovano nuove strade casualmente, che si trasformano da perdenti senza futuro in persone appagate, come la Johanna del primo racconto, che dà anche il titolo alla raccolta, Nemico, amico, amante..., di cui seguiamo tutta la trasformazione psicologica e che con soddisfazione scopriamo alla fine della storia capace di prendere in mano le redini della propria esistenza, a dispetto di un crudele scherzo fattole da due ragazzine superficiali. Donne fallimentari, giunte al termine della propria avventura, come Fiona, protagonista di The Bear came over the Mountain, malata di Alzheimer, che si perde tra fantasia e realtà, ma noi non comprendiamo bene fino a che punto. La Munro non si sbilancia, qui come negli altri otto racconti che compongono il libro (il decimo di questo genere scritto dall'autrice dell'Ontario), non parteggia, non partecipa emotivamente. Fotografa una situazione, la ritrae con obiettività e ce la ripropone "asetticamente" e magistralmente. Gioca con i tempi e con i personaggi, con l'esperienza femminile di grandi metamorfosi interiori, con l'età, senza paura di scavare nell'esperienza della vecchiaia, della malattia e della morte, come in Quello che si ricorda, altro magistrale affresco, semplice e lineare ma quanto mai tagliente. Molto più di qualsiasi autore che voglia stupire o impressionare, la scrittura leggera, armoniosa di Alice Munro arriva al cuore dei problemi e ci ferisce, lasciandoci però sempre una via d'uscita.

Nemico, amico, amante… di Alice Munro
Titolo originale: Hateship, Frienship, Courtship, Loveship, Marriage
Traduzione di Susanna Basso
315 pag., Euro 18.00 – Edizioni Einaudi (Supercoralli)
ISBN 88-06-165491-7

Le prime righe

Nemico, amico, amante…

Anni fa, prima che tanti treni su linee secondarie venissero soppressi, una donna dalla fronte alta e lentigginosa e una matassa crespa di capelli rossi, si presentò in stazione per informarsi riguardo alla spedizione di certi mobili. L'impiegato faceva sempre un po' lo spiritoso con le donne, specie con quelle bruttine, che sembravano apprezzare.
- Mobili?- disse, come se nessuno avesse mai avuto prima un'idea simile.
Dunque, vediamo. Di che genere di mobili stiamo parlando?
Un tavolo da pranzo con sei sedie. Una camera da letto completa, un divano, un tavolo basso, alcuni tavolini, una lampada a stelo. E anche una cristalliera e una credenza.
- Accidenti. Una casa intera.
- Non direi proprio, - ribatté lei. - Mancano le cose di cucina e ci sono mobili per una sola camera da letto.
Aveva tutti i denti ammucchiati davanti, come se fossero pronti a litigare.
- Le servirà il furgone, - fece lui.
- No, voglio spedirli per ferrovia. Vanno a ovest, nel Saskatchewan.
Gli si rivolgeva a voce alta, come se fosse sordo o scemo, e c era qualcosa di strano nel modo in cui pronunciava le parole. Un accento. Olandese, pensò lui - c'era parecchio movimento di olandesi in quella zona -, anche se, delle donne olandesi, a questa mancava la stazza o la bella carnagione rosea o i capelli biondi. Poteva essere sotto i quaranta, ma che importanza aveva? Miss bellezza non doveva esserlo stata mai.

© 2003 Einaudi Edizioni


L'autrice

Alice Munro vive tra Clinton, Ontario, e Comox, British Columbia. Ha scritto una raccolta di racconti Il sogno di mia madre.


Di Giulia Mozzato


17 ottobre 2003