CONVIVERE CON CANI E GATTI

Stefano Nicelli e Valeria Rossi
Cani pericolosi?

"Avete mai letto su un giornale, o visto in tivù, qualcuno che spieghi alla gente come gestire il proprio cane o come difendersi dall'attacco di un cane? Noi no, purtroppo. Per questo abbiamo pensato di riunire in un libro quello che avremmo voluto leggere e sentire ovunque già da molto tempo: un'analisi seria del problema 'cani pericolosi', con le possibili soluzioni politiche ma soprattutto con le soluzioni pratiche."

Ma sono davvero così pericolosi i nostri cani? La domanda sorge spontanea in questi giorni di forte dibattito su un tema che in verità non ha mai interessato tanto l'opinione pubblica e che è balzato all'onore delle cronache solo dopo alcuni casi eclatanti e l'attuazione del decreto Sirchia, quando sui quotidiani hanno avuto ampio spazio le aggressioni che in passato erano ignorate o relegate a un trafiletto laterale. Sia ben inteso, i cani mordono e l'hanno sempre fatto, ma di cani bisognerebbe parlare anche quando non mordono, per prevenire e per comprendere. Se alcune razze (anche le più "imprevedibili") si sono rivelate più impegnative e, sui lunghi tempi, difficili da allevare e da possedere specie tra le mura di un appartamento cittadino, non è necessario generalizzare facendo di ogni cane un possibile assassino, perché così non è e perché, soprattutto, si può ovviare anche ai problemi creati da un animale particolarmente irruente informando bene i cittadini e "addestrando" sia il cane che il padrone.
Facciamo dunque un po' il punto della situazione con questo utile manuale di Stefano Nicelli e Valeria Rossi, per non drammatizzare e per comprendere meglio come comportarsi avendo un animale che potenzialmente potrebbe essere pericoloso. "Purtroppo sono ancora pochi, troppo pochi, quelli che il cane cercano di capirlo" scrivono gli autori nell'Introduzione, sottolineando in modo efficace quello che è il problema centrale del rapporto uomo-cane. Anche attraverso un manuale si può fare il primo passo in questa direzione. Quante delle aggressioni di questi ultimi tempi potevano essere evitate da un comportamento più corretto da parte dei padroni e da un addestramento anche minimo dell'animale? Il tono degli autori è all'inizio molto polemico, specie nei confronti dei tanti che parlano e scrivono di cani senza conoscerli davvero, e qui è evidente la critica ai media che cavalcano stupidamente le mode, ma superata l'ostilità preconcetta che potrebbe essere presente nel lettore, Nicelli e Rossi passano alla parte pratica del manuale, che dovrebbe essere letta anche da chi non possiede cani: sapere come muoversi, come comportarsi in tutti i frangenti può rivelarsi utile. Ed è comunque indispensabile per un appassionato che magari debba affrontare l'addestramento di un cane per la prima volta. Anche la signora Maria o il signor Giovanni, prototipi del cinofilo medio citati dagli autori, che non pensano di aver bisogno di alcun suggerimento, troverebbero invece molto utile saper affrontare situazioni estreme che possono verificarsi anche nella quotidianità, come una zuffa tra cani o un'aggressione a un essere umano. Situazioni in cui un errore di comportamento può causare danni molto più gravi dell'aggressione in sé, che va valutata e affrontata in modi diversi a seconda dei casi e delle motivazioni che l'hanno generata. Un suggerimento per tutti: se volete che il cane molli la presa non colpitelo perché più male sentirà e più stringerà le mascelle. Ci sono altri sistemi davvero efficaci per evitare il peggio. Leggendo il manuale lo scoprirete, così come saprete come fare per prevenire le aggressioni canine, cosa che deve fare ogni padrone responsabile. In appendice, infine, troverete le opinioni di diversi esperti cinofili sul tema dei "cani pericolosi" e su tutto ciò che gravita intorno a questo problema.

Cani pericolosi? di Stefano Nicelli e Valeria Rossi
161 pag., Euro 12.30 - Edizioni Mursia (Arcani & C.)
ISBN 88-425-3155-3

Le prime righe

INTRODUZIONE

La saggezza popolare dei nostri nonni ci dava poche e concise indicazioni sul comportamento da tenere nei confronti dei cani.
Chi di noi (specie i più grandicelli) non si è sentito ripetere frasi come «non toccare il can che mangia» o «non svegliare il can che dorme»?
Un tempo questo era sufficiente a evitare i problemi: unito all'accortezza (mai diventata proverbio o frase fatta, ma ben chiara a chiunque) di non entrare in una proprietà difesa da un cane da guardia.
Non c'era bisogno d'altro, perché il cane dei nostri nonni viveva ai margini della società umana: stava soprattutto in campagna, libero di farsi i fatti suoi o magari legato alla catena, comunque considerato una «bestia» e non certo un membro della famiglia.
Le frasi in cui il termine «cane» ricorreva più spesso erano «dai da mangiare al cane» e «lavati le mani che hai toccato il cane».

Oggi è cambiato tutto: il cane è entrato prepotentemente nel contesto sociale e familiare (compreso quello urbano). Da molti è considerato un membro della famiglia, da alcuni è considerato addirittura il membro più importante della famiglia.

© 2003 Gruppo Ugo Mursia Editore


Gli autori

Stefano Nicelli è nato a Ivrea nel 1964. È giornalista e ha collaborato a molti periodici specializzati per cinofili: «Cani», «Argos», «Agiliry News». È stato direttore del bimestrale «Molossi», e attualmente è direttore del mensile «Il mio cane». Fa parte del corpo docente della Scuola Italiana Attività con i Cani (Siac) per la comunicazione cinofila e l'etologia.

Valeria Rossi, giornalista, scrittrice ed esperta cinofila. È un'appassionata studiosa di etologia canina. È stata allevatrice di pastori tedeschi e siberian husky e addestratrice di cani da utilità. È stata tra i pionieri del metodo di addestramento «cane-padrone». Ha scritto numerosi libri sulle razze e sull'addestramento. Collabora con il mensile «Cani».


Di Giulia Mozzato


10 ottobre 2003