LETTURE AL "NEGATIVO"

Vittorangelo Orati
Globalizzazione scientificamente infondata
Una nuova teoria per il popolo di Seattle

"Solo lasciando la logica del sistema capitalistico e cioè di un sistema basato sulla decisione decentrata degli attori economici ed assumendo la logica di una economia pianificata è possibile concepire l'indipendenza tra i due settori principali di un sistema economico: il settore dei beni di investimento e quello dei beni di consumo."

Con l'impeto e l'efficacia di un tornado questo emerito economista, oggi rettore dell'International Institute of Advanced Economic and Social Sciences, demolisce gran parte delle teorie del commercio internazionale e del pensiero economico neoclassico. La staticità dell'elaborazione tradizionale è messa a confronto con una possibile visione dinamica di questa disciplina: Orati non si pone certo al di fuori, ma il suo essere "contro" nasce dalla capacità di sommare diverse posizioni teoriche e non dal contrapporle.
Il saggio si fonda principalmente su due questioni: l'esigenza di evidenziare, come si è detto, la staticità delle teorie tradizionali e da qui far derivare il "carattere ineguale della dinamica capitalistica su scala internazionale". In secondo luogo Orati mostra come la falsità dell'approccio classico sia dimostrata dalla stessa realtà empirica. Dopo la "pars destruens", molto audace e intrigante, vi è anche una "pars construens" altrettanto interessante: l'autore propone una nuova teoria, una sorta di "protezionismo illuminato" che si scontra con il dominante innamoramento per il libero mercato ad oltranza. Certamente i principali referenti di questo economista sono "gli addetti ai lavori", ma il materiale critico offerto e il coraggio di certe posizioni dovrebbero fare di Orati una sorta di "Marcuse del Popolo di Seattle" così come il sottotitolo del volume indica. Sono davvero necessarie delle autorevoli basi teoriche perché l'elemento critico nei confronti della globalizzazione, così come oggi è concepita, possa avere un peso nel dibattito internazionale e, ancor più, nella pratica delle politiche economiche dei vari paesi del mondo.

Globalizzazione scientificamente infondata. Una nuova teoria per il popolo di Seattle di Vittorangelo Orati
IX-165 pag., Euro 14.00 – Edizioni Editori Riuniti (Saggi. Economia)
ISBN 88-359-5382-0

Le prime righe

Prefazione

Anche se la parola «globalizzazione» appare raramente nel le pagine che seguono, queste ultime riguardano i prerequisiti scientifici necessari per costruire un serio dibattito su un tanto controverso fenomeno. In caso contrario continueremmo ad assistere alla non edificante situazione contemporanea, nella quale i sostenitori della globalizzazione ed i loro avversari rimangono sordi l'uno all'altro. Infatti i primi, favoriti dallo spirito dell'era moderna, la modernizzazione, ed ispirati dai canoni della scienza (economica) sembrano rappresentare «il progresso». Gli altri invece, anche se eticamente giustificati, finiscono per apparire come i nemici del fatale cammino della «civilizzazione».
Pur tenendo in considerazione le debite proporzioni e le diverse circostanze storiche, il campo di battaglia assomiglia a quello del primo impatto della rivoluzione industriale, con i sostenitori e oppositori della «meccanizzazione» che diede luogo alla risposta luddista, alla nascita della «questione sociale» e alla povertà di massa.

© 2003 Editori Riuniti Edizioni


L'autore

Vittorangelo Orati ha insegnato Economia politica, Economia internazionale e Politica economica in varie università italiane e straniere. Attualmente è rettore dell'International Institute of Advanced Economic and Social Sciences (LIAESS). Tra le ultime pubblicazioni ricordiamo Una teoria della teoria economica, Economic Theory in the Light of Schumpeter's Scientific Heritage con S.B. Dahyia e Kreislauf and Great Aggregates.


Di Grazia Casagrande


10 ottobre 2003