CAPIRE L'AFRICA

Gianpaolo Romanato
L'Africa nera fra cristianesimo e Islam
L'esperienza di Daniele Comboni (1831-1881)

"Ma, diversamente da tutti i suoi compagni tornati vivi in Europa, che non vollero più rimettere piede in Africa, appena giunto a Verona cominciò a pensare a come avrebbe potuto tornare in Sudan e riavviarvi la missione. Pochi amori sono stati tenaci e resistenti come l'amore di Comboni per l'Africa."

Il 5 ottobre è la data della canonizzazione di Daniele Comboni.
Si definiva "servus afrorum", voleva "rigenerare l'Africa per mezzo dell'Africa stessa" (Piano per la rigenerazione dell'Africa del 1864), credeva nell'"onnipotenza della preghiera", pensava che fosse necessario "fare causa comune con i più poveri e abbandonati", aveva insomma una visione rispettosa e avanzatissima del ruolo del missionario.
Gianpaolo Romanato, docente di Storia della Chiesa a Padova, dedica questo ampio saggio alla figura del primo vescovo dell'Africa Centrale che morì a soli cinquant'anni nel 1881. Affascinato dalla sua eccezionale figura, l'autore indica già nell'Introduzione i limiti di un testo scritto per capire un personaggio come Comboni che non ebbe il tempo, e forse non sentì neppure l'esigenza, di teorizzare il proprio operato ma visse quotidianamente sul campo le idee da cui era guidato con tanta intensità e dedizione da venirne, ancora giovane, stroncato. Proprio l'esigenza di collocarlo nei tempi e nei luoghi del suo operato conduce l'autore a dare grande spazio alle indagini storiche, all'analisi delle personalità che affiancarono Comboni nella sua attività, e all'approfondimento del rapporto tra Occidente e Africa nella seconda metà dell'Ottocento.
Il profilo psicologico del Vescovo è tracciato partendo spesso dalle sue stesse parole e da brani di lettere in cui si evidenzia una passione e un desiderio di riscattare i popoli oppressi (la Nigrizia appunto) tale da non accettare mai mediazioni diplomatiche. Fondatore nel 1867 dell'Istituto dei Missionari Comboniani e nel 1872 di quello delle Missionarie Comboniane fu spesso criticato per l'irruenza eccessiva e l'assoluta mancanza di prudenza ma, sottolinea Romanato con ragione, "con maggiori scrupoli non sarebbe mai riuscito ad avviare la sua opera".
Se si può vedere in lui un anticipatore del "terzomondismo" dei nostri tempi è proprio per la lucida consapevolezza che ebbe delle violenze compiute dai popoli più ricchi ai danni di quelli maggiormente svantaggiati, per la necessità del rispetto per le culture "altre", per la lungimiranza con cui sentì che il riscatto dei popoli deve maturare al loro interno e non può essere né imposto né esportato: per questo chiunque, religioso o laico, credente o non credente, rimane ancora oggi ammirato davanti alla vita e al pensiero di Daniele Comboni e ne vede con chiarezza l'impronta in alcune figure di missionari contemporanei, ad esempio nella straordinaria personalità di Alex Zanotelli.
Alcuni approfondimenti in rete:

Siti dedicati a Daniele Comboni 1, 2
Il sito di Nigrizia
Il sito ufficiale dei Comboniani
I laici comboniani
Un sito dedicato ai missionari comboniani
Spezzare il pane con gli esclusi di Alex Zanotelli

L'Africa nera fra cristianesimo e Islam. L'esperienza di Daniele Comboni (1831-1881)
Presentazione di Richard Gray
Con un saggio di Sergio Romano
454 pag., Euro 24.50 – Edizioni Corbaccio (Collana Storica)
ISBN 88-7972-591-2

Le prime righe

INTRODUZIONE

Credere in un Dio vuoi dire comprendere la questione del senso della vita.
Credere in un Dio vuoi dire vedere che i fatti del mondo non sono poi tutto. Credere in un Dio vuoi dire vedere che la vita ha un senso.
(L. WITTGENSTEIN, Quaderni 1914-1916, 8 luglio 1916)
1. Questa seconda edizione della mia biografia di Daniele Comboni esce con numerose varianti rispetto alla prima, pubblicata da Rusconi nel 1998 con un titolo diverso. Varianti che non modificano l'impostazione complessiva ma aggiungono particolari, chiariscono situazioni, sfumano o precisano qualche giudizio. Il libro ne risulta accresciuto di alcune decine di pagine, che spero arricchiscano il contenuto senza appesantire la lettura.
Ho lavorato qualche anno attorno a questa figura, finora pressoché sconosciuta, tranne che a cerchie di studiosi molto ristrette. Proverà a riassumere le ragioni che me l'hanno resa appassionante, sperando di comunicarle anche al lettore. Comboni fu uno dei maggiori missionari dell'Ottocento. Visse mezzo secolo (nacque nel 1831 a Limone sul Garda e morì a Khartoum nel 1881), viaggiando continuamente, dividendosi fra l'Europa e l'Africa, fondando missioni in Sudan e istituti missionari in Italia e in Egitto. Non ebbe tempo di teorizzare ciò che faceva. Di lui ci sono rimaste un'infinità di lettere, relazioni, rapporti. Non elaborazioni sistematiche del suo pensiero. Si divise fra due continenti (Africa e Europa), conobbe tre culture (quella cattolicoromana, quella musulmana e quelle tribali dell'Africa nera), usò varie lingue. La sua fu una vita intensa, frenetica, vissuta più che pensata, o meglio, pensata mentre veniva vissuta, una vita piena di sofferenza e di fede, ma anche di avventure e di esotismi, che potrebbe diventare un ottimo soggetto cinematografico.

© 2003 Casa Editrice Corbaccio


L'autore

Gianpaolo Romanato è nato a Rovigo e risiede a Padova, nella cui università insegna storia della Chiesa. È autore di molti saggi e di diversi libri. Fra questi Religione e potere, insieme con lo storico delle religioni loan Petru Culianu; Cultura cattolica in Italia ieri e oggi; Chiesa e società nel Polesine di fine Ottocento. Giacomo Sichirollo; Istituti e congregazioni religiose nel Veneto; Diocesi di Adria-Rovigo; Pio X. La vita di papa Sarto.


Di Grazia Casagrande


3 ottobre 2003