LEGGERE L'AFRICA

Nuruddin Farah
Mappe

"Ancora più a est, ma a nord, c'è un giovane fermo in una posa di tranquilla eleganza. Ora è adulto. Porta un fucile a tracolla. Distesa accanto a lui c'è una donna che soffre. Alla sua sinistra, sangue. Alla sua destra, un coltello macchiato di sangue secco."

Autore pluripremiato, considerato una delle voci di punta della letteratura africana, Farah conclude con questo romanzo una trilogia sulla condizione del suo continente e sul conflitto civile che da troppi anni tormenta Somalia ed Etiopia.
Rapidamente la trama, dalle forti valenze simboliche. La vicenda è ambientata in Somalia. Askar, nonostante sia rimasto orfano dalla nascita perché la madre è morta di parto e il padre è stato ucciso in guerra prima ancora che lui nascesse, viene allevato con immenso amore da Misra, una giovane contadina etiope, serva dello zio paterno del bambino. Cresciuto, viene mandato a Mogadiscio, da una coppia di zii, perché si teme che la guerra contro l'Etiopia si faccia sempre più pericolosa in quelle zone. Il ragazzo, brillante studente, ha da sempre nutrito una passione: collezionare carte geografiche i cui confini si rimodellano a seconda delle sorti del suo tormentato Paese. Sostenuto dalla sensibilità e dall'affetto degli zii, si trova però dibattuto da un dilemma profondo: è giusto continuare a studiare e prepararsi per un futuro migliore o è invece eticamente necessario arruolarsi e combattere con il Fronte di liberazione della Somalia Occidentale? La ricerca di un'identità, le scelte esistenziali di Askar, sono specchio del tormento di una nazione se non di un intero continente. Le mappe, tanto amate da Askar, su cui sono tracciati i singoli stati nazionali sono altrettanto simboli della tragedia che accomuna troppi paesi africani i cui confini, continuamente ridisegnati, sembrano tracciati con il sangue.

Mappe di Nuruddin Farah
Titolo originale: Maps
Trauzione di Silvia Fornasiero
A cura di Itala Vivan
343 pag. Euro 16.00 - Edizioni Frassinelli (Narrativa)
ISBN 88-7684-742-1

Le prime righe

PARTE PRIMA

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Tu siedi, in posa contemplativa, il volto torturato e l'espressione sofferente; siedi per ore e ore e ore, insonne, lo sguardo fisso nel buio, ascoltando un lieve russare che proviene dalla stanza accanto. Ed evochi un passato: un passato in cui vedi un cavallo disarcionare il cavaliere, un passato in cui scorgi un uccello che spezza il guscio per volare nel cielo della libertà. Da quello stesso passato emerge un uomo avvolto in un mantello pieno di buchi non rattoppati, ogni buco grande come una finestra, e ogni finestra grande come il segreto cui ti aggrappi, quasi fosse la sola anima che possiedi. E tu interroghi, metti in dubbio ogni pensiero che ti attraversa la mente.
Sì. Sei un enigma per te stesso. È vero. Sei diventato un enigma per tutti quelli che ti incontrano, quelli che ti conoscono, quelli che hanno a che fare con te. Dubiti, a volte, di esistere al di fuori dei tuoi pensieri, al di fuori della tua mente o di quella di Misra. Sembra che tu sia una creatura partorita da concetti formulati nella mente, una creatura messa al mondo dalle idee; come se non fossi un bambino nato con la fortuna o la sfortuna delle sue stelle, un bambino che porta un nome, che respira come chiunque altro, un bambino le cui attività facevano naturalmente parte dell'esperienza passata e presente di un popolo.

© 2003 Frassinelli Edizioni


L'autore

Nuruddin Farah è nato nel 1945 a Baidoa in Somalia, ha studiato in Africa, Europa e anche in India e si è infine laureato in Inghilterra specializzandosi in letteratura teatrale. Esule dal suo paese perché critico della dittatura di Siad Barre, ha vissuto in Italia dal 1976 al 1979 e poi è tornato in Africa, soggiornando per lunghi periodi in Nigeria, Uganda, Gambia e Sudan. Ha insegnato letteratura in varie università africane, europee e americane, ottenendo numerosi riconoscimenti, fra cui il premio Grinzane Cavour e il Neustadt Prize. Scrive di norma in inglese, lingua in cui ha pubblicato otto romanzi, racconti, testi teatrali e sceneggiature cinematografiche, mentre in somalo ha composto poesie. In Italia sono apparsi finora il saggio Rifugiati, i romanzi della sua prima trilogia — Chiuditi Sesamo, Latte agrodolce e Sardine —, e della seconda trilogia che si conclude con questo volume, e comprendente Doni, premio Mondello per la narrativa straniera, e Segreti.


Di Grazia Casagrande


3 ottobre 2003