LEGGERE L'AFRICA

Tierno Monénembo
Il grande orfano

"Secondo lo stregone Funga, l'anima del presidente Habyrimana, abbandonando la terra, avrebbe maledetto il Ruanda. Lo stregone Funga è un bugiardo. È da molto tempo che il Ruanda è maledetto. E lui sapeva bene, d'altronde. Non era tenero col paese, neppure ai tempi in cui tutto sembrava funzionare. Ne diceva di brutte cose quando gli uomini si riunivano per bere. ‘Qui il diavolo è dappertutto', proclamava."

Non è recentissimo questo libro di Monénembo (edito da Feltrinelli nei primi mesi del 2003), ma in una settimana in cui volevamo segnalare alcuni titoli dedicati all'Africa non poteva mancare un racconto incentrato sul dramma del genocidio in Ruanda, una delle tragedie più terribili del Novecento e che incredibilmente pare già quasi dimenticata. Particolarmente interessante ci sembrava proporre una storia narrata da un africano che ben conosce i meccanismi che stanno alla base dei rapporti complessi fra etnie, in particolare fra hutu e tutsi, fra generazioni, fra ceti sociali. Protagonista di Il grande orfano è un ragazzino di quindici anni che si trova coinvolto in eventi molto più grandi di lui, che dovrebbe vivere una vita da spensierato adolescente e che invece si ritrova nella cella numero 14 della prigione centrale di Kigali in attesa del verdetto che probabilmente lo condannerà alla pena capitale. La sua colpa: essere nato da una mamma tutsi e un papà hutu in anni in cui il suo paese diventa un mare di sangue dove non esiste più un limite e tutti sono in guerra con tutti. Faustin Nsenghimana si ritrova solo, senza neppure sapere se i genitori e i fratelli sono ancora vivi (si saprà solo alla fine la verità di questa storia) e si rifugia in una comune di giovanissimi senza casa e poi in un orfanotrofio, la Città degli Angeli azzurri, dove incredibilmente ritrova i suoi fratelli. Ma dall'orfanotrofio decide di scappare portandosi dietro i fratelli e tornando alla comune dove in un clima di totale anarchia vivono alla giornata tanti altri ragazzini come lui. A varie vicende, tra le quali l'incontro con i giornalisti delle televisioni internazionali, si sovrappone una tragedia alla tragedia, fino ad arrivare a un atto violentissimo, commesso da un bambino diventato grande troppo in fretta. Da tre anni Faustin è in galera, in attesa della condanna e dell'esecuzione, aiutato da una specie di angelo custode, Claudine, che si è presa a cuore questo ragazzino travolto dalla vita. Ma in un paese senza speranza, dove è meglio non nascere, come può esserci un lieto fine?

Il grande orfano di Tierno Monénembo
Titolo originale: L'Âiné des orphelins
Traduzione di Guia Risari
126 pag., Euro 12.00 – Edizioni Feltrinelli (I Narratori n.629)
ISBN 88-07-01629-X

Le prime righe

Non ce l'ho con la sorte. Ce l'ho con Thaddée. Non ho più scampo: verranno a uccidermi domani o dopodomani. Persino quelli che non credono in Dio perdonano prima di morire. Ma Thaddée è imperdonabile. Tutte le mie disgrazie vengono da lui.
Thaddée è mio cugino. La sua famiglia abitava la collina sopra il Lago Bihira. Nella stagione delle grandi piogge, che noi chiamiamo itumba, avevo l'abitudine di raggiungerlo lì per cacciare lo scilù e intagliare i giochi di igisoro che andavamo a vendere ai turisti. Qualche giorno prima che l'aereo cadesse, al mercato settimanale di Bugesera avevo ricevuto un messaggio di Zio Sentama (dall'ultimo massacro, abita dall'altra parte del Lago Cyambwé, nel paese chiamato Tanzania): "Vieni, figlio di mia sorella," diceva. "Ho bisogno di aiuto per coltivare le patate e il taro. Così, se sarai educato e avrai lavorato bene, ti porterò in città a vedere un film. Poi ti cucirò degli abiti nuovi e, quando avrò venduto le faraone, ti regalerò la bicicletta che ti ho promesso tante volte." Ma Thaddée era lì, col naso che respira la sfortuna e le grandi orecchie che sentono tutto. "Buona idea!" esultò. "Ti accompagno. Così, anch'io avrò una bicicletta e rivedrò lo Zio Sentama." Il messaggero era uno di quei mercanti di bestiame che attraversano le frontiere, spingendo i buoi attraverso la savana.

© 2003 Giangiacomo Feltrinelli Editore


L'autore

Tierno Monénembo è nato nel 1947 in Guinea ed è arrivato in Francia nel 1973. Dottore in scienze, lavora in un'università francese. Questo è il quarto romanzo.


Di Giulia Mozzato


3 ottobre 2003