NARRATIVA STRANIERA

B. Akunin
Il consigliere di stato

"Non vanno poi così male le cose alla rivoluzione, se i capi dell'attività investigativa sono costretti a incontrarsi segretamente, di nascosto dai propri subalterni. Il campo nemico è in preda dell'ansia e dell'insicurezza, là hanno paura della propria ombra, non si fidano di nessuno."

Protagonista del nuovo libro di B. Akunin è ancora una volta quel Erast Fandorin, consigliere di stato "per incarichi speciali", già noto ai lettori italiani che apprezzano i romanzi del raffinato autore di origine georgiana che con il suo pseudonimo (B. Akunin = Bakunin), vuole far intendere il carattere "anarchico", cioè fuori dagli schemi e dai generi, del suo scrivere.
In questo romanzo Fandorin si trova in una situazione piuttosto critica: è addirittura accusato di aver assassinato Ivan Fëdorovic, un alto funzionario che il consigliere doveva proteggere dalle minacce di morte che un'organizzazione sovversiva, il Gruppo Combattente, aveva rivolto contro di lui perché macchiato di terribili violenze contro alcuni membri del Gruppo. Il crimine viene compiuto su di un treno durante il viaggio segretissimo di Fëdorovic verso una sede lontana e apparentemente irraggiungibile dai terroristi. Il mistero che circonda questo delitto è fittissimo: prima di tutto è inspiegabile come i rivoluzionari abbiamo potuto conoscere esattamente i movimenti del personaggio, poi come abbiano potuto presentarsi sotto i panni di Fandorin e non essere scoperti.
Indagando sul misterioso omicidio e inseguendo il capo del gruppo eversivo, verranno a mano a mano rivelati anche innumerevoli intrighi di palazzo, in cui terroristi, servizi segreti e polizia sono burattini nelle mani di un unico potente burattinaio. Dentro una trama gialla, come spesso avviene con le opere di B. Akunin, abbiamo una precisa fotografia del travaglio interno alla Russia di fine Ottocento, un momento di passaggio, di crisi e di fermenti che già preannuncia l'avvicinarsi del turbine rivoluzionario.

Il consigliere di stato di B. Akunin
Titolo originale: Statskij Sovietnik
A cura di Elena Kostioukovitch Traduzione di Mirco Gallenzi
337 pag., Euro 12.50 – Edizioni Frassinelli (Narrativa)
ISBN 88-7684-761-8

Le prime righe

PROLOGO

Sul lato sinistro i finestrini erano accecati da leucomi di ghiaccio e neve bagnata. Il vento gettava fiocchi soffici e appiccicosi contro i vetri che scricchiolavano lamentosamente, faceva dondolare la pesante mole del vagone, senza mai perdere la speranza di spingere il treno fuori dalle rotaie scivolose e rovesciarlo come un nero salame per l’ampia distesa bianca: oltre il fiumiciattolo gelato, oltre i campi morti, dritto fino alla lontana foresta che appariva, confusa massa scura, al confine tra terra e cielo.
Si poteva osservare tutto questo triste paesaggio dai finestrini sul lato destro, perfettamente nitidi e sgombri, ma a che scopo guardarlo? Ma sì, la neve, il fischio da brigante del vento, il fosco cielo basso... tenebre, freddo e morte. In compenso all’interno, nel vagone-salotto ministeriale, si stava una meraviglia: il confortevole buio, appena azzurrato da un abat-jour di seta turchina, il crepitio della legna dietro il bronzeo sportellino della stufa, il ritmico tintinnare del cucchiaino contro il bicchiere. L’ambiente, non tanto grande ma arredato benissimo — con un tavolo per le riunioni, le poltrone di cuoio, la mappa dell’impero appesa alla parete —‘ sfrecciava a una velocità di più di cinquanta chilometri all’ora attraverso la tormenta, attraverso quella terra disabitata e quella brutta alba invernale.

© 2003 Edizioni Frassinelli


L'autore

B. Akunin è lo pseudonimo adottato da Grigori Tchkhartichvili, saggista, traduttore, narratore di origini georgiane. Nato nell’ex Unione Sovietica nel 1956, dal 1958 vive a Mosca. Laureato in filologia e storia orientale, si è specializzato in lingua e letteratura giapponese, è presidente del Comitato accademico della Biblioteca Giapponese in 20 volumi e della Fondazione Pu_kiniana. Ha pubblicato un importante saggio sul rapporto tra letteratura e suicidio e tradotto scrittori quali Yukio Mishima. Questo è il settimo romanzo della serie dedicata a Erast Fandorin, che è diventata un vero e proprio caso letterario internazionale. Tradotta in tutta Europa, in Russia ha venduto tre milioni di copie; e nel 2001 ha valso all’autore il Premio Bestseller Nazionale Russo e il Premio Nazionale Russo Booker. Di Akunin è stato pubblicato anche la serie della suora investigatrice Pelagija. Fra i suoi libri, inoltre, segnaliamo Il decoratore e Pelagija e il bulldog bianco.


Di Grazia Casagrande


26 settembre 2003