NARRATIVA ITALIANA

Marco Lodoli
I pretendenti
La notte. Il vento. I fiori

"Stai proprio in forma, Carlos. Sono contento d'averti trovato."
"Sì, sto in forma."
"Ma la grammatica, la sintassi, le subordinate? Quelle belle regole?"
"Un pomeriggio ho capito che le regole non mi interessavano più. Me lo ricordo ancora, era novembre, il giorno dei morti."
"E cosa conta, allora?"
Dal viso ossuto di Carlos scende un velo arioso di malinconia, come dal balcone d'un vicolo un lenzuolo pieno di curve e di vento. "Gli strafalcioni, Luca, solo gli strafalcioni."

Sono uomini i protagonisti di Lodoli, una trilogia di personaggi che rappresentano tre modi differenti di "aspettarsi qualcosa dalla vita", di sperare e di pretendere, appunto, cose diverse in contesti differenti.
C'è chi pensa all'amore "così grande e diverso da me che mi prende la paura di non riconoscerlo" e si sente solo: è Costantino la figura centrale del primo racconto della trilogia, La notte. Costantino "pretende di possedere l'amore", come scrive lo stesso Lodoli in una bella quarta di copertina. Una vita scandita dal rapporto con la madre, con pericolosi ‘datori di lavoro', con gli animali, prima i cavalli e poi una spigola di nome Serena di cui si innamora e con cui scivola via nell'acqua del Tevere sotto ponte Milvio. Luca, ne Il vento, il secondo testo della raccolta, "pretende di fermare la morte", vuole trovare un medico, un guaritore, uno che sappia come si cura quella morte che sta per afferrare un amico improbabile: un marziano, il fratello di altri abitanti della Luna che, a loro volta, "pretendono di capire tutto dell'universo, i moti, le forze, l'ordine misterioso" e che questo compagno così desideroso di vedere la Terra da vicino non l'hanno mai capito. Tito, protagonista dell'ultimo racconto, I fiori, che chiude questo triangolo letterario, "pretende di conoscere tramite la poesia il senso ultimo della vita, che pare caos e forse invece obbedisce a un ordine perfetto". È il testo più complesso e più lungo dei tre, in cui Lodoli fa dire al suo protagonista "Io non ho odiato e forse neanche amato quanto un uomo deve, di questo mi vergogno". Ma c'è sempre, per tutti, un momento in cui è possibile il riscatto.
Un libro perfetto per chi vuole farsi trasportare dalle parole e dalle storie, coinvolgente e in certi momenti spiazzante che regala al lettore una morale (che non è moralismo, sia ben chiaro) un senso generale compiuto che ormai raramente si trova nelle opere letterarie.

I pretendenti. La notte. Il vento. I fiori di Marco Lodoli
360 pag., Euro 11.50 – Edizioni Einaudi (Einaudi tascabili. Letteratura n. 1156)
ISBN 88-06-16723-5

Le prime righe

— Bevi, Costantino.
— Ho già bevuto troppo.
— Bevi ancora, senti come scende giù allegro.
— Mi gira la testa.
— E tu lasciala girare.
L'uomo che versa il vino ha la mano grossa e pelosa come una pietra di carne e muschio, il polso che pare una caviglia chiuso dall'oro d'una catenella da cui pendono i profili dell'aquila e della lupa. Ha le maniche della giacca rossa arrotolate e la faccia triste di chi finge un sorriso, si fa chiamare Fedele.
- Butta giù, — ripete.
Costantino beve con gli occhi chiusi, i tonfi del fiume contro la chiglia del barcone-ristorante gli battono nella testa come se qualcosa pretendesse a calci di entrare. Nel locale sono rimasti solo loro tre: Costantino, Fedele e il compare suo, un tipo magro come un femore che non parla e dal tavolo fissa il buio che c'è fuori, quella strada d'acqua nera. Pazientemente si liscia sotto il mento una lunga barbetta da capra. Ottavio e il nome che gli è stato assegnato.
Fedele fuma senza averne voglia, solamente perché fuma da una vita tre pacchetti al giorno. Butta via il fumo dal naso e la cenere nel piatto, tra i gusci bagnati delle vongole e delle cozze, spezza gli stuzzicadenti sulla tovaglia, guarda l'ora: mezzanotte meno venti, è ancora presto.

© 2003 Giulio Einaudi Editore


L'autore

Marco Lodoli è nato e vive a Roma, dove insegna. Suoi interventi sulla scuola sono pubblicati sul quotidiano la Repubblica. Ha scritto il romanzo Professori e altri professori e Diario di un millennio che fugge, I principianti (Crampi, Grande Circo In valido, I fannlloni), e Fuori dal cinema. Il «diario» di 100 film.


Di Giulia Mozzato


26 settembre 2003