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Fabio Volo

Fabio Volo, notissimo dj, personaggio televisivo e da qualche anno anche scrittore, ci confessa un passato di non lettore e un presente di appassionato di libri. In attesa di rivederlo in tv ad ottobre e di risentirne la voce su Radio Deejay, leggiamo ora i suoi consigli di lettura...

Ricordi quando hai letto il primo libro?

Quando ero bambino (e fino ai diciotto anni) non mi piaceva affatto leggere e se capitava che qualcuno mi regalasse un libro mi arrabbiavo moltissimo, avevo il rifiuto totale per la lettura.

E in seguito, quale libro ti ha appassionato tanto da convincerti che leggere è bello?

Il primo libro che mi ha incuriosito e mi ha fortunatamente avvicinato alla lettura è stato La ragion pura di Silvano Agosti [ed. L'Immagine, 1990], avevo circa 18 anni.

E il percorso che hai seguito?

Da Hermann Hesse, a Richard Bach: ho letto tutti i loro libri.

Oggi, quale libro hai sul comodino?

Una solitudine troppo rumorosa di Hrabal Bohumil

C'è un genere di libri che prediligi?

No vado a momenti e quando incappo nel genere "giusto" leggo tutto. Se mi piace un libro cerco subito in libreria le altre opere dello stesso scrittore. Di Richard Bach, per esempio, ti posso citare Illusioni, Un ponte sull’eternità, Il gabbiano Jonathan Livingston, Straniero alla terra e tutti gli altri. Oppure quando ho letto Mondo Nuovo di Huxley ho poi continuato con 1984 di Orwell e con Il tallone di ferro di Jack London...

Mi citi un altro filone che ti ha appassionato?

Il filone spirituale e religioso: i libri di Aivanhof e di Sai Baba ma rileggo talvolta anche il Vangelo o il Corano.

Le scelte dipendono da fasi particolari che attraversi nella tua vita o nascono da una pura casualità?

No, sono sicuramente legate a un percorso personale. Mi interessano alcuni argomenti della vita: la lettura, come i film e i viaggi li scelgo sempre secondo il cammino che sto percorrendo.

C'è un personaggio di un libro che preferisci?

Mi piaceva molto il protagonista de La versione di Barney. L’ho trovato meraviglioso. Mi piace molto anche Ulisse, penso che sia in assoluto il personaggio più bello della letteratura di tutti i tempi.

Ti capita di regalare libri?

Sì. Regalo solo libri o cd.

I tre libri che regali più spesso?

Il semplice oblio di Silvano Agosti che si trova solo nelle librerie Feltrinelli per sua scelta, il mio libro È una vita che ti aspetto, perché... mi capita. A parte gli scherzi regalo Il tallone di ferro lo regalo spesso, Le ali spezzate di Gibran soprattutto alle donne, La versione di Barney, Il profumo di Suskind e poi anche Ho sposato un comunista di Philippe Roth.

Scegli lo stesso titolo per gli uomini e per le donne?

Non c’è grande differenza: regalo Le ali spezzate più volentieri a una donna piuttosto che a un uomo perché è un libro molto delicato. È la storia di un uomo che racconta la sua donna che non c’è più e ne parla con tale intensità che tutte le donne, secondo me, vorrebbero essere descritte così.

Come scrittore hai avuto qualche modello?

No ma non mi reputo uno scrittore piuttosto un "raccontatore". Ho scelto di vivere un genere di vita e mi piace raccontare alcune cose di questa vita ma non seguo delle tecniche o una disciplina.

Ti piacerebbe scrivere come qualche scrittore in particolare?

La versione di Barney è scritto veramente bene. E poi ho iniziato a leggere un libro, le prime cento pagine, ma ho deciso che mi terrà impegnato tutto settembre perché va letto lentamente: è L’idiota. Forse dico una cosa che pochi sanno: Dostoevskij scrive veramente bene!

Altri generi amati?

Gli scrittori sudamericani. L’amore ai tempi del colera di Garcia Marquez mi è piaciuto molto perché è un libro nel quale si sentono gli odori, come quando leggi Il profumo e senti gli odori ovunque, in ogni pagina. Come anche le poesie di Neruda. Ho letto anche Coelho e L’alchimista mi è piaciuto poi, secondo me, ha deciso di commercializzarsi troppo e di voler piacere un po’ troppo al pubblico.

Cosa ti colpisce di un libro, la storia, lo stile, l’ambientazione…

Mi colpisce ciò che io non so fare, ossia il non descrivere esplicitamente certe situazioni che si chiariscono ugualmente leggendo. Meno racconto c’è in un libro e più mi piace. Invece io tendo a scrivere tutto perché non sono capace di fare altrimenti!

Mi citi uno scrittore e un libro che non ti sono piaciuti?

Certi libri non li compro perché credo che non mi piacciano, non compro ad esempio Wilbur Smith

Ti è mai capitato di rivalutare uno scrittore?

Me stesso, anche se è brutta come risposta, però è molto onesta.

In che senso?

Mi sono rivalutato soprattutto in questo secondo libro perché sono riuscito a scrivere senza andare fino in fondo, senza raccontare troppo. Mi collego a quello che dicevo poco fa. Certo avrei potuto spiegare di più nel libro ma sono riuscito a fermarmi abbastanza in tempo.

Hai avuto difficoltà nello scrivere?

No, non nessuna. L’unica difficoltà che ho nel mio lavoro è quando devo convincere qualcuno, relazionarmi; quando scrivo, invece, sono da solo a casa e mi è più facile.

Di Piera Passalacqua


5 settembre 2003