IL ROMANZO DI FRONTE ALLA STORIA

Ha Jin
Pazzia

"Seduto nel crepuscolo sempre più scuro, mi sentivo come un piccolo insetto finito in una ragnatela. Quanto più mi dibattevo, tanto più strettamente i forti fili di seta si avviluppavano intorno a me, togliendomi a poco a poco ogni alito di vita."

L'ospedale in cui è ricoverato il professor Yang è soffocante nella calura estiva e Jian Wan, suo allievo e suo futuro genero, lo raggiunge quotidianamente in bicicletta da quando il professore è stato colpito da un ictus e sembra avere anche perso un po' la ragione.
Jian è il narratore e il racconto viene sempre filtrato dalle sue opinioni, dai suoi dubbi e da suoi interventi diretti: dialoga con i colleghi studenti, con il vecchio maestro malato, con la fidanzata razionale e ambiziosa, con passanti e sconosciuti ma soprattutto guarda intorno a sé il mondo che lo circonda, che sta cambiando con una rapidità sconcertante e in cui anche le parole hanno perso il loro vero significato. Ed è proprio questo, questa "pazzia" di conservazione e di modernizzazione che, di contro, simbolicamente il vecchio maestro incarna nella malattia e nei momenti di delirio, che crea un'attenzione nel lettore che va ben oltre l'interesse letterario. La Cina dei grattacieli costruiti in una notte, la Cina di Tienanmen (da cui Ha Jin è fuggito e che con tanto coinvolgimento descrive nell'ultimo capitolo), un Paese moralmente sconfitto ed economicamente vittorioso, dove convivono grandi povertà e improvvise ricchezze, che probabilmente ha messo insieme il peggio di due regimi, quello comunista e quello capitalista, coniugando repressione della libertà e consumismo sfrenato: e tutto ciò non è pazzia? Non è pazzia il massacro di Tienanmen? La scrittura di Ha Jin, così scevra da emotività, ne ritrae le contraddizioni e i tormenti incarnandoli in personaggi credibili e coerenti senza però dimenticare il suo compito che è quello di narrare una storia appassionante, e questa lo è, e non di scrivere un trattato di sociopolitica.

Pazzia di Ha Jin
Titolo originale: The Crazed
Traduzione di Monica Morzenti
315 pag., Euro 16.00 – Edizioni Neri Pozza (Le tavole d'oro)
ISBN 88-7305-913-9

Le prime righe

1.

Quando al professor Yang venne un ictus, nella primavera del 1989, fu una sorpresa per tutti. Aveva sempre goduto di ottima salute e i colleghi invidiavano la sua energia e la sua produttività. Aveva al suo attivo più pubblicazioni di tutti ed era una colonna portante della facoltà di Letteratura, dove dirigeva il corso di specializzazione, curava una rivista semestrale e insegnava a tempo pieno. Ormai del suo collasso parlavano persino gli studenti dei corsi inferiori; qualcuno sarebbe andato a trovano in ospedale se la segretaria Peng non avesse annunciato che il signor Yang, in terapia intensiva, non poteva ricevere visite.
La sua malattia fu un colpo per me, perché ero fidanzato con sua figlia Meimei e il professore mi stava preparando agli esami di ammissione al corso di specializzazione in Letteratura classica dell'Università di Pechino. Se fossi riuscito a superarli avrei potuto raggiungere la mia fidanzata nella capitale, dove avevamo progettato di costruire il nostro nido. Il ricovero del signor Yang interruppe il mio lavoro e per una settimana intera non fui in grado di prendere in mano un libro, dal momento che dovevo andare a trovano tutti i giorni. Ero angosciato: senza un'adeguata preparazione non ce l'avrei assolutamente fatta ad affrontare gli esami.
Ying Peng, la segretaria del Partito della nostra facoltà, mi aveva appena convocato nel suo ufficio. Sulla scrivania un ventilatore ronzava oscillando avanti e indietro per allontanare l'odore dell'insetticida spruzzato nella stanza contro le pulci. Agitando la frangetta grigia, mi illustrò il mio compito: a partire da quel momento avrei assistito il mio insegnante tutti i pomeriggi. Il mio compagno di corso Banping Fang, invece, se ne sarebbe occupato di mattina.

© 2003 Neri Pozza Editore


L'autore

Ha Jin ha lasciato la Cina nel 1985 per andare a vivere negli Stati Uniti. Professore di inglese alla Emory University di Atlanta, ha pubblicato due libri di poesie, raccolte di racconti: Mica facile trovare un ammazzatigri, Ocean of Worlds, Under the Red Flag (Premio Flannely O'Connor 1996) e i romanzi In the Pond e L'attesa (National Book Award 1999 e PEN/Faulkner Award 2000).


Di Grazia Casagrande


19 settembre 2003