RACCONTARE E RACCONTARSI

Fabio Fazio
Il giorno delle zucche

"La televisione in fondo è la mia vita.
Non ci si può sottrarre al proprio destino.
La televisione è difficile, spietata: fuggirla è da vigliacchi."

Lo abbiamo visto in questi giorni ricomparire sugli schermi televisivi italiani con una nuova trasmissione in gran parte dedicata alla meteorologia ma non priva degli abituali excursus satirici. La sua assenza dal video è stata lunga e probabilmente "sofferta" perché dovuta a scelte professionali ma anche a ostacoli inaspettati.
In questo periodo Fazio ha percorso anche la nuova strada della scrittura e Il giorno delle zucche è il risultato del suo girovagare tra tanti temi con la penna. È una specie di diario che racconta solo marginalmente i vari momenti della giornata o gli accadimenti della settimana, ma che si sofferma in modo particolare sulle sensazioni, le impressioni del momento, dalle chiacchiere per strada ai quadri dei musei, dai sogni ai colori, da Milano a Celle... con l'ironia che abitualmente contraddistingue il suo modo di comunicare. "Diventare poeta, di sicuro è lo scopo della mia vita", scrive a un certo punto raccontando quel suo ricercare un senso nell'esistenza, "la poesia è sintesi perfetta" contro quel diluvio di parole rappresentato dalla televisione, un dilagare inutile: "nella classifica delle riforme che vorrei attuare se fossi tiranno per un giorno, al secondo posto, dopo l'abrogazione del suffragio universale, c'è l'istituzione del reato di 'spreco di parole'". Il giorno delle zucche è scritto in quest'ottica, senza ridondanti fraseggi, senza autocompiacimenti, anzi, con una buona dose di modestia, evento straordinario per un divo della Tv!
Le zucche sono quelle del nonno, il ricordo di un tempo lontano, di un lessico familiare legato al mondo contadino che si è perso sempre più; ma sono forse anche quelle teste un po' vuote che invadono i nostri media? In questo caso non simboleggeranno comunque la sua.

Il giorno delle zucche di Fabio Fazio
185 pag., Euro 8.50 - Edizioni Einaudi (Einaudi Tascabile. Stile libero n. 1102)
ISBN 88-06-16437-6

Le prime righe

Milano, 23 novembre

Ieri ho avuto una serata movimentata.
Ero felice di essere stato chiamato da Nanda per presentare il suo documentario al Festival del cinema.
Il viaggio verso Torino è stato molto piacevole. Quando siamo entrati nella sala, Nanda è stata accolta da un applauso addirittura avvolgente. A me ha preso immediatamente il terrore. Mi sono sentito inadeguato. Uno della tivù a un Festival del cinema.
Consueto attacco d'ansia: prima alla gola, poi alle gambe e anche allo stomaco. Una gentile signorina mi ha invitato a raggiungere il palco.
Limita il più possibile il danno, mi dicevo. Saluta velocemente, abolisci l'introduzione e rimanda i convenevoli e tutto il resto a dopo la proiezione.
Ho preso il microfono in mano e ho iniziato a parlare. Credo di non aver pronunciato più di dieci parole, quando ho visto l'ultima fila della sala alzarsi ordinatamente e in silenzio uscire. Dopo un secondo, la penultima fila e poi la terzultima hanno fatto lo stesso.
E poi la quartultima.

© 2003 Giulio Einaudi Editore


L'autore

Fabio Fazio, trentanove anni, è autore e conduttore televisivo.


Di Giulia Mozzato


19 settembre 2003