CINEMA E LETTERATURA

Eric-Emmanuel Schmitt
Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano

"La nostra conversazione procedeva così, una frase al giorno. Tempo ne avevamo. Lui perché era vecchio, io perché ero giovane. E un giorno sì e uno no, gli rubavo una scatoletta."

Esce in Italia Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano contemporaneamente al film che da questo romanzo è stato tratto e che vede protagonista uno straordinario Omar Sharif. Nasce repentino un dubbio: iniziare leggendo il testo o vedendone la trasposizione cinematografica? A voi la scelta. In redazione, per curiosità, c'è chi come me ha deciso per la prima possibilità (con appagamento finale) e chi per la seconda rimanendone altrettanto soddisfatto.
La storia è intensa e piena d'emozione. Protagonisti sono un vecchio commerciante arabo, Monsieur Ibrahim, e un giovane ebreo, Mosè detto Momo, che vivono in un popolare quartiere di Parigi. Il loro rapporto inizia nel modo più semplice, come negoziante e cliente (un cliente un po' ladro a dire la verità), ma ben presto prende una strada differente, quella dell'amicizia. Un'amicizia che supera le diffidenze iniziali del ragazzo, abituato a giudicare gli arabi con pregiudizi banali (e monsieur Ibrahim non è neppure arabo, ma viene dalla Mezzaluna d'Oro, una regione che si estende dall'Anatolia alla Persia...) e le reticenze di un vecchio non molto "abituato a sentirsi fare domande". Un'amicizia che nasce da una frase semplice e diretta che spiega al giovane, convinto di rubare con grande abilità e di non essere mai stato scoperto, il notevole "sovrapprezzo" fatto dal vecchio a una cliente d'eccezione, Brigitte Bardot, per una bottiglia d'acqua: "Eh, caro Momo, in qualche modo bisogna pure che rientri di tutte le scatolette che mi porti via". Lentamente Ibrahim assurge al ruolo di modello, una figura paterna di riferimento per un ragazzo che si trova a dover convivere con un padre (quello naturale) inetto, arido, infelice e con il ricordo di una madre scappata poco dopo la sua nascita con il fratello maggiore, il "perfettissimo" Popol, troppo perfetto per essere vero. Per Momo la storia degli abbandoni sembra non aver fine: per fortuna c'è monsieur Ibrahim, con il suo Corano e la grande disponibilità ad accoglierlo, a salvarlo. Momo scopre la religione islamica, il sufismo, ma "trova altrove che nella religione la ragione della propria saggezza", come scrive Goffredo Fofi nel bel testo che accompagna il racconto; capisce che la "lentezza" è una delle chiavi della felicità, che il valore della tolleranza è importante anche per la libertà di vivere la vita che si sceglie, per lasciarsi alle spalle l'insoddisfazione verso la propria identità, e che il perdono e la riconciliazione possono superare ogni risentimento. Una bella favola, in sostanza, ma priva di quella retorica moralistica che potrebbe accompagnare questi temi grazie anche a una narrazione molto "secca", semplice e diretta, quasi infantile.

Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano di Eric-Emmanuel Schmitt
Titolo originale: Monsieur Ibrahim et les fleurs du Coran
Traduzione di Alberto Bracci Testasecca
111 pag., Euro 9.50 - Edizioni E/O (Dal Mondo)
ISBN 88-7641-559-9

Le prime righe

A undici anni ho rotto il porcellino e sono andato a puttane.
Il porcellino era un salvadanaio di ceramica lucida color vomito, con una fessura che permetteva alle monete di entrare ma non di uscire. L'aveva scelto mio padre, quel salvadanaio a senso unico, perché corrispondeva alla sua concezione della vita: il denaro è fatto per essere conservato, mica speso.
Nelle viscere del porcellino c erano duecento franchi. Quattro mesi di lavoro. Una mattina, prima di scuola, mio padre m'aveva detto:
"Mosè, c'è qualcosa che non torna...
Mancano dei soldi... D'ora in poi scriverai sul quaderno di cucina tutto quello che spendi per fare la spesa".
E così non bastava che mi maltrattassero a scuola e a casa, che mi toccasse pulire, studiare, cucinare, fare le commissioni, non bastava che vivessi solo in un enorme appartamento buio, vuoto e senza amore, che fossi lo schiavo, più che il figlio, di un avvocato senza affari e senza moglie. Dovevo pure passare per ladro! Tanto valeva rubare per davvero, visto che ero già sospettato.
Insomma, nelle viscere del porcellino c erano duecento franchi. Il prezzo di una ragazza, a rue de Paradis. Il prezzo per diventare uomo.

© 2003 E/O Editore


L'autore

Eric- Emmanuel Schmitt, autore molto popolare in Francia, ha scritto numerosi romanzi e testi teatrali tradotti in molti paesi


Di Giulia Mozzato


12 settembre 2003