AMBIENTE E SOCIETA'

Arundhati Roy
Guida all’impero per la gente comune

“Seduta nella mia casa di New Delhi, mi scorre davanti agli occhi lo slogan di un canale televisivo di informazione americano (‘Noi informiamo. Tu decidi.’) e immagino il sorriso di Noam Chomsky, in cui campeggia il suo dente scheggiato.”

Ecco un volumetto che rappresenta la sintesi dell’”Arundhati Roy pensiero” raccogliendo interventi a convegni di varia natura e articoli che la scrittrice indiana ha realizzato tra il 2002 e il 2003. Ormai interamente concentrata sui problemi economici, politici e sociali non solo del suo paese natale, Arundhati Roy ha scelto l’impegno come filosofia di vita, percorrendo la strada della comunicazione per aiutare altre persone a costruirsi una propria visione del mondo, staccata da quelle offerte dai media e dai governi internazionali.
Come nei precedenti Guerra è pace e La fine delle illusioni, la Roy racconta dal punto di vista dei deboli, della “gente comune”, appunto, gli eventi internazionali che stanno dando al mondo intero un nuovo assetto. Dalla fatidica data dell’11 settembre, con tutte le conseguenze politiche ma anche militari che quell’evento ha scatenato, alla gestione dei media nei paesi democratici; dal vivo suggerimento “leggete Chomsky” alle riflessioni sulle cause del diffuso spirito antiamericano che dovrebbe essere compreso per poter essere affrontato nel giusto modo; dall’indifferenza con cui Europa e America guardano ai problemi gravissimi del resto del mondo al mito illusorio della pace nel secondo dopoguerra, smentito non solo dai conflitti “dimenticati” ma anche dai tanti importanti episodi bellici cui hanno partecipato i grandi paesi occidentali; dal senso attuale delle democrazie mondiali alla situazione complessa e difficile della sua patria, l’India. E l’impero? Cosa intende la scrittrice con questo termine? “È il governo statunitense (e i suoi satelliti europei), la Banca mondiale, il Fondo monetario internazionale (FMI), l’Organizzazione mondiale per il commercio (WTO), le multinazionali? Oppure è qualcosa di più? In molti paesi l’impero ha generato sottoprodotti pericolosi: nazionalismo, fanatismo religioso, fascismo e, naturalmente, terrorismo, che marciano fianco a fianco con il progetto di globalizzazione neoliberista delle grandi multinazionali. Questo progetto vede l’India, la più popolosa democrazia del mondo, all’avanguardia”. Una denuncia importante che ci vede coinvolti molto direttamente.

Guida all’impero per la gente comune di Arundhati Roy
Traduzione di Giuseppina Cavallo, Piero Leodi e Laura Quagliuolo
171 pag., Euro 11.00 – Edizioni Guanda (Prosa contemporanea)
ISBN 88-8246-633-7

Le prime righe

Settembre alle porte

Gli scrittori pensano di scegliere le loro storie dal mondo. Io mi sto convincendo che sia la vanità a farglielo credere. Succede esattamente il contrario. Sono le storie a scegliere gli scrittori. Sono le storie che si rivelano a noi. Le storie pubbliche e le storie private ci colonizzano, ci affidano incarichi, insistono per farsi narrare. Il romanzo o il saggio sono solo tecniche diverse per raccontare una storia. Per ragioni che non comprendo fino in fondo, nel mio caso la narrativa scaturisce senza sforzo. Il saggio, invece, nasce con fatica dal mondo dolente e spezzato in cui mi sveglio ogni mattina.
Una buona parte di quello che scrivo, nella forma narrativa o saggistica, riguarda il rapporto fra potere e impotenza, e il conflitto infinito, circolare, che questi due elementi ingaggiano. John Berger, autore straordinario, ha scritto: «Mai più verrà raccontata i una storia come se fosse l’unica ».
Non c’è mai un’unica storia. Ci sono solo modi di vedere. Perciò, quando racconto una storia, non la racconto come un ideologo che contrappone un’ideologia assoluta a un’altra, ma come un cantastorie che vuole condividere con gli altri il suo modo di intendere il mondo.

© 2003 Ugo Guanda Editore


L'autrice

Arundhati Roy, nata nel Kerala, si è laureata alla Delhi School of Architecture e vive a New Delhi. È stata assistente al National Institute of Urbain Affairs e ha studiato Restauro die monumenti a Firenze. Ha scritto alcune sceneggiature e collabora a varie testate, fra cui “Internazionale”. Il dio delle piccole cose, suo romanzo d’esordio è stato un caso letterario e un best seller in tutto il mondo. Ha anche pubblicato la raccolta di saggi Guerra è pace e La fine delle illusioni.


Di Giulia Mozzato


5 settembre 2003