SCRITTURA AL MASCHILE

Evelyn Waugh
Uomini alle armi

“Poco dopo sentì il padre russare leggermente. Il suo ultimo pensiero prima di addormentarsi fu un fastidioso interrogativo: ‘Perché non sono stato capace di dire ‘alla vostra salute’ al maggiore Tickeridge? Mio padre lo ha fatto. Gervase l’avrebbe fatto. Perché non l’ho fatto anch’io?”

Pensando a quegli autori che nel Novecento hanno saputo dissacrare tutto e tutti, annientare con poche frasi le velleità e la prosopopea degli uomini pomposi ed egocentrici che hanno attraversato il secolo, pochi sono i nomi che vengono alla mente, ma tra questi indubbiamente uno emerge: Evelyn Waugh. Nessun compiacimento sfugge all’animo critico di Waugh, nessun senso di appartenenza è in grado di giustificare la vanagloria dei suoi connazionali, impietosamente osservata e sottolineata. Accade anche in questo romanzo appena pubblicato in traduzione italiana da Guanda (in occasione del centenario della nascita) e scritto dall’autore inglese nel 1952. Il romanzo è parte di una trilogia antimilitarista che comprende anche Ufficiali e gentiluomini (Officers and gentlemen, 1955) e Resa incondizionata (Unconditional surrender, 1961) e che con la consueta graffiante ironia “smaschera” gli atteggiamenti più falsi, costruiti e conformisti di protagonisti fintamente coraggiosi.
Al centro del romanzo Guy Crouchback, ultimo e non certo giovanissimo rampollo di una nobile e infelice famiglia inglese che, arso dal fuoco della passione nazionalistica, decide di arruolarsi volontario per difendere la patria dal pericolo rappresentato dalla Germania alla vigilia della Seconda guerra mondiale. Ma la patria non sembra apprezzare questa offerta, respingendo più volte la sua domanda. Per poter comunque realizzare i suoi propositi, sceglie un corso ufficiali in un corpo speciale in cui le regole militari lasciano il posto a una strana anarchia anche foriera di pericoli. Alla fine Guy, in compagnia di un attempato commilitone conosciuto al corso (gli “zii” del corpo degli alabardieri), non potrà annoverarsi tra gli “uomini alle armi” del titolo.

Uomini alle armi di Evelyn Waugh
Titolo originale: Men at Arms
Traduzione di Maria Albertoni Pirelli
285 pag., Euro 15.00 – Edizioni Guanda (Narratori della Fenice)
ISBN 88-8246-534-9

Le prime righe

Prologo

LA SPADA DELL’ONORE

1

Quando i nonni di Guy Crouchback, Gervase ed Ermione, vennero in Italia in viaggio di nozze, le truppe francesi presidiavano le difese di Roma, il sommo pontefice usciva in carrozza aperta e i cardinali cavalcavano sul Pincio al modo delle amazzoni.
Gervase ed Ermione furono cordialmente ricevuti in una dozzina di palazzi affrescati. Papa Pio li ricevette in udienza privata e impartì la sua speciale benedizione all’unione di due famiglie inglesi che, pur avendo sofferto per la fede, conservavano una dose cospicua di grandezza materiale. Alla cappella di Broome non era mai mancato un sacerdote, neppure negli anni cruciali, e le terre di Broome si stendevano, integre e libere da ipoteche, dalle colline di Quantock a quelle di Blackdown. Gli antenati di entrambe le famiglie erano morti sul patibolo. La città, invasa ora da una marea di illustri convertiti, ricordava con onore i vecchi compagni d’arme.
Gervase Crouchback, accarezzandosi le basette, trovò un rispettoso uditorio per le sue vedute sul problema irlandese e le missioni cattoliche in India. Ermione piantò il suo cavalletto tra le rovine e, mentre dipingeva, Gervase le leggeva ad alta voce le poesie di Tennyson e di Patmore. Lei era bellina e parlava tre lingue; lui era tutto ciò che i romani si aspettavano da un inglese, La fortunata coppia era lodata e vezzeggiata dovunque; ma non tutto andava bene tra i due. Nessun sintomo tradiva il loro tormento, ma quando le ultime carrozze si allontanavano e ìoro si ritrovavano finalmente nell’intimità, scendeva a dividerli quella dolorosa barriera di modestia, di tenerezza e di innocenza, di cui nessuno dei due parlava se non nella preghiera.

© 2003 Ugo Guanda Editore


L'autore

Evelyn Waugh (1903-1966) è uno dei maggiori romanzieri del Novecento. Ha scritto: Corpi vili, Sempre più bandiere, L’inviato speciale, Lady Margot, Misfatto negro, Ritorno a Brideshead e Il caro estinto.


Di Giulia Mozzato


5 settembre 2003