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Platinette

Personaggio tra i più originali dell'ultimo decennio radio-televisivo (ricordiamo le apparizioni al Maurizio Costanzo Show e la trasmissione Fascia Protetta su La7), Platinette, drag queen "intellettuale" dell'etere, ha accompagnato negli ultimi mesi gli ascoltatori di Radio Deejay ogni mattina con Casa Platinette. Con l'estate ha "preso il volo" e sta girando le principali località di vacanza per una tournée in cui si esibisce anche come cantante. Nel 2002 ha pubblicato un libro, Finocchie, che ha riscosso un discreto successo: quindi ama scrivere. Amerà anche leggere? E quali saranno le scelte letterarie di una persona così stravagante?

Che rapporto hai con il libro?

Ho un rapporto mutevole nel senso che una volta, come accade spesso, avevo sempre un libro sul comodino e adesso non ce l'ho più da un po' di tempo perché francamente ho un po' perso il gusto della lettura. Mi piace leggere nei momenti liberi, durante la giornata e quindi il libro è più un compagno delle ore diurne piuttosto che di quelle serali. Per me è una forma di "approvvigionamento" e stranamente non ho delle preferenze o comunque non scelgo in base all'autore e neanche su segnalazione di amici, ma per istinto.

Hai un ricordo legato ad un libro?

Sì, alla mia maturità. Negli anni Settanta, senza andare a specificare quando... ma insomma siamo in quell'epoca lì, scopersi Moravia che ovviamente all'epoca, e forse anche ora, non era compreso nei programmi di studio dell'ultimo anno delle superiori (io ho fatto le magistrali per diventare maestro). Dopo aver letto Moravia e in particolare Gli indifferenti chiesi alla mia insegnante di italiano se fosse possibile portare questo autore alla maturità. E lei, molto coraggiosamente, mi autorizzò. Da allora ho scoperto gli autori italiani.

Quali generi ti piacciono?

Le piccole storie, i romanzi brevi. Mi piaceva molto Berto, Cassola, tutta quella letteratura così detta "minore". Non ho mai amato i classici e i russi mi hanno sempre annoiato a morte. Oggi mi piacciono molto le biografie, non necessariamente di gente di spettacolo, anzi, ma storie che abbiano a che fare con l'esistenza. Certo lo spettacolo rimane una parte importante della mia vita e del mio lavoro, quindi mi è piaciuto per esempio leggere la vita "romanzata" di Joan Crawford scritta dalla figlia Christina [Mammina cara, fuori commercio in Italia, ndr], ma cerco anche delle storie di evasione.

Tra le biografie che hai letto ultimamente quale suggeriresti?

Non so se suggerirla, ma l'ho riletta di recente trovandola sempre un libro strepitoso perché è un esempio di letteratura fuori dalle regole: il diario di Andy Warhol. Stiamo parlando di una persona che annotava nei dettagli qualsiasi spesa, dal taxi alla tinta del parrucchiere, uno dei più grandi artisti pop dello scorso secolo, se non il più grande in assoluto. Apparentemente un libro inutile, ostico che aggiunge poco; invece denso di riferimenti all'epoca, alle mode, ai personaggi. Sono descritte scene strepitose se al di là della notazione da diario noi ci aggiungiamo tutto il resto, la fantasia, il fatto di visualizzare i personaggi e via discorrendo.

Caratteristica abbastanza rara...

Ci sono tanti libri "nuovi", ma evito subito tutto quello che fa un po' tendenza. Appena mi segnalano un libro, da No logo in avanti, io comincio a fare il passo inverso. Forse è una forma di contestazione un po' antica. Rileggo più volentieri Esercizi di stile di Queneau che qualsiasi stupidaggine del minimalismo contemporaneo. Ho amato molto la Ballestra qualche anno fa, agli inizi. Ma ora, assieme ad altri autori come Brizzi, quel tipo di letteratura proprio non mi piace più e non mi interessa. In realtà volevo che mi piacesse, ho fatto in modo di amarla... ma non c'è stato verso!

Hai anche scritto un libro...

Purtroppo sì, ho scritto un libro: ho avuto anche questa disgrazia, ma non l'ho mai riletto perché so che è pieno di errori. Ciò che mi premerebbe di più, ancora adesso sarebbe il rispetto della punteggiatura e della grammatica, il "dare un senso" a quello che si scrive compatibilmente con la forma. E quindi chi ha tentato altre strade, come dicevo prima, magari aveva tutte le buone intenzioni ma per me ha fallito.

Non è facile trovare il libro giusto, quello che ti appassiona veramente.

No, non lo è e francamente è difficile che sia contemporaneo a meno che non sia una "firma". Siccome ho in genere un livello molto alto di aspettativa, non perdo tempo a leggere ciò che può non interessarmi. Comprando un libro di Baudrillard, ad esempio, so già che sarà una buona scelta perché in genere quello che scrive mi impressiona sempre. Se cerco un saggio di psicanalisi deve avere a che fare con i miei problemi: se leggiamo saggi lo facciamo perché le cose ci riguardano da vicino. Di recente ho letto un libro molto interessante in cui si teorizza che la depressione in realtà sia una risorsa, un pozzo senza fondo di energia e non una malattia. Nelle mie letture sono esigente ma anche pigro: non seguo molto le classifiche dei libri e guardo le novità con quella curiosità tipica della signora dal parrucchiere che sfoglia le riviste distrattamente.

Quali sono allora i tuoi "canali" per la ricerca di un libro?

Il web. Mi piace l'idea di non avere nessun commento "a voce". Sì, c'è un libraio mio amico... ma per le novità mi affido al web perché la pigrizia ha il sopravvento: ci si può destreggiare e mantenere un po' quell'aria snob, guardando e criticando, un bell'esercizio!

Limiti del web?

Forse la sovrabbondanza di proposte che genera solo confusione ma d'altra parte è anche giusto così. Faccio un po' fatica a capire un genere editoriale che in internet è particolarmente "espanso": quello dei libri dei comici. Per me rimane un mistero. Io ho scritto un libro per Mondatori e sono stato inserito erroneamente nella collana Umoristica ... era un testo tristissimo. Capisco che la voglia di divertimento sia tanta, ma io non l'abbino mai a un libro perché non leggo per divertirmi. Già faccio fatica in televisione... figurati se vado a spendere dei soldi per poi trovare, come nel libro di Oreglio, mezze pagine vuote e una frase o poco più in tutta la pagina. Cos'è se non un avvilimento del lettore che si reputa incapace di leggere tutta una pagina? La letteratura abbinata alla comicità me la devono proprio spiegare, perché io la vedo come un affronto e un insulto per l'utente.

C'è un autore che ti ha sorpreso?

Gene Gnocchi, parlando ancora di comici: è un raro caso di scrittura composita e complessa. Non scrive come un comico, a parte nell'ultimo libro. Ricordo un suo testo edito dalla casa editrice Bompiani non particolarmente allegro, con una bella prosa armonica, un po' barocca come piace a me. Uomo di spettacolo ma anche sorprendente come scrittore, mentre non lo è Vespa che scrive libri ogni sei mesi (non so come faccia!). Di "antichi", di quelli che hanno costruito una parte consistente della mia personalità André Gide. Insuperabile, assoluto. Mi piace il tipo di prosa, quel modo sofferente di affrontare se stessi in cui mi rispecchio molto.

Un autore che ti ha deluso?

Tutta la generazione dei "minimalisti". Fra i tanti quella su cui riponevo più aspettative è la Sanfelice, ma non è andata oltre alle pagine scritte con i punti buttati qui e là a caso perché "fa fine". E quella è stata una delusione.

E uno che proprio non ti è mai piaciuto?

Alessandro Baricco. È sopravvalutato come De Carlo: sono per me fenomeni incomprensibili. Ho letto poche pagine scritte da loro perché mi sono presto stufato. Baricco è un uomo molto affascinante ma un letterato ordinario.

Invece parlando di protagonisti di libri, ricordi un personaggio che hai sentito particolarmente vicino?

Carla de Gli indifferenti di Moravia rimane per me un personaggio meraviglioso e ancora adesso molto presente e nitido nella mia mente. La collana di perle che casca sul pavimento, sul divano, ovunque... la collana che si rompe è una immagine bellissima. Anche Il prete bello è un personaggio a tutto tondo. Amo quel tipo di letteratura che ha dato anche origine al cinema degli anni '60, ritenuto un po' "bassino", di serie B: Cassola e La ragazza di Bube un mondo fatto di personaggi abbastanza nitidi di cui magari non ricordo il nome ma che mi sono rimasti impressi.

Leggi autori contemporanei?

Come tante altre abitudini ho perso anche quella della lettura. Come per il cinema e il teatro non ho alcuna voglia di aggiornarmi. Mi fa un po' orrore questa modernità a tutti i costi. In realtà gli amici mi tengono al corrente, ma io ho preso un po' quell'aria da snob di quarta categoria che non ne vuole sapere nulla, convinto di avere il suo recinto di estetica e affini che gli dà soddisfazione, in sostanza sono come una macchina che non vuole revisione.

Di Piera Passalacqua


25 luglio 2003