PER I LETTORI DI SAGGI

Silvia Tessitore
Diario della paura
Da via Georgofili la storia di un biennio di sangue

"Com'è possibile che questa sequenza di avvenimenti drammatici non mi si è stampata nel cervello per quel che è stata veramente, l'ennesima stagione buia della nostra Repubblica, nel difficile transito tra la 'prima' e la 'seconda'? Perché noi italiani abbiamo la memoria così corta, perché ci accontentiamo del quieto vivere, quando il nostro Paese è soggetto a turbolenze di questa sciagurata natura?"

Digressione personale: ho avuto la fortuna di conoscere Silvia Tessitore qualche anno fa, per lavoro. Da tempo abbiamo uno scambio "epistolare" via e-mail che mi ha fatto apprezzare il suo impegno e le capacità professionali, oltre alle doti umane. Quindi, quando ho avuto in mano questo suo piccolo saggio, non a caso dedicato ad Antonino Caponnetto, l'ho immediatamente aperto con curiosità e con la certezza di trovarmi di fronte a una ricerca seria e ben strutturata. E così è. Silvia ha avuto il coraggio di affrontare una serie di eventi ancora troppo vicini nel tempo per essere "pacificati", ma già sufficientemente distanti per poter essere analizzati.
"La storia comincia una notte qualunque tra un mercoledì e un giovedì" a Firenze: è il 27 maggio 1993 (sono passati più di dieci anni!) e nel cuore della notte, nel silenzio delle strade della città un'esplosione di potenza inimmaginabile scuote i muri e le fondamenta del centro storico causando cinque morti, più di cinquanta feriti e danni inestimabili al patrimonio artistico italiano.
Quali collegamenti potevano esserci tra questo evento drammatico e il fallito attentato a Maurizio Costanzo di pochi giorni precedente? E, ancora, quanto potevano aver influito su questa onda d'urto gli eventi che sin dal precedente anno stavano squassando la politica e la società italiana? Quali collegamenti potevano esserci con gli omicidi di Falcone e Borsellino? E gli arresti di boss mafiosi "eccellenti" come Totò Riina e Nitto Santapaola: "botta e risposta", come si domanda l'autrice? E quanto il dramma di Firenze si era poi esteso a Milano e Roma nella notte tra il 27 e il 28 luglio? Una risposta, diciamolo subito, non c'è. Ci sono molti fatti, tra i quali tanti "dimenticati" o mai collegati così apertamente in una sequenza impressionante, drammatica, paurosa. È la voce di Silvia a guidarci nel ricordo di quei mesi, perché non si tira indietro, si espone personalmente raccontandoci via via come li ha vissuti e come ora li ricostruisce: sensazioni nelle quali tutti ci riconosciamo.
Se nei "libri per l'estate" non cerchiamo solo pura evasione, ecco un volumetto fisicamente leggero, ma moralmente molto "pesante", da mettere in valigia per non dimenticare.

Diario della paura. Da via Georgofili la storia di un biennio di sangue di Silvia Tessitore
128 pag., Euro 11.00 - Edizioni Zona (Storie)
ISBN 88-87578-62-1

Le prime righe

PROLOGO DELLA PAURA

Io ho paura di tutto. Del buio, della velocità, delle malattie, della malvagità, della violenza, figuriamoci della morte. Ho paura dei complotti e dei tradimenti, della follia, della fatalità del caso, dei bugiardi e degli ipocriti. Ho paura delle calamità, del terremoto, delle alluvioni, a volte financo dei tuoni, delle trombe d'aria, degli incendi e delle invasioni bibliche di cavallette. Ho paura del dentista, della pentola a pressione, delle brutte notizie, del pensiero unico, del dolore fisico, del sangue, dei cadaveri. Ho paura delle mie stesse paure, o delle fantasie angosciose: temo che si possano realizzare, non ne parlo per scaramanzia.
Ho incubi ricorrenti. Una donna che tenta di salvare una bambina che affoga in una piscina enorme in mezzo al deserto, collegata con chissà che dove da una strada d'asfalto che si perde dritta nell'orizzonte, come quelle americane. Un mastino napoletano che mi si avventa contro, furioso, per mordermi il braccio destro, mi azzanna, ma i denti non affondano. Oppure: resto chiusa di notte in una chiesa buia, osservata da gesucristi e santi caravaggeschi su tele immense e nere, e quelle facce sono vive, prendono rilievo di carne dalla superficie dipinta, con quella loro espressione disfatta da dolori indicibili o appena piegata in un sorriso pietoso, tetro, rassegnato.

© 2003 Zona Editrice


L'autrice

Silvia Tessitore, giornalista e free lance, è stata a lungo "voce" e caporeddatore di Radio Città Futura e Primarete Stereo a Caserta. Ha collaborato con Paese Sera e con molte altre testate, occupandosi spesso di criminalità e immigrazione. Oggi vive in Toscana e si occupa di promozione culturale ed editoria. Ha già pubblicato Aspirina, Gli ornitorinchi e Numeri.


Di Giulia Mozzato


1 agosto 2003