STORIE DAL MONDO

Alexander McCall Smith
Le lacrime della giraffa

"Presto nell'aria si sarebbe alzato il fumo dei fuochi mattutini, quel bel fumo di legna che stimola l'appetito, e si sarebbero sentiti i primi rumori lungo i sentieri che tagliavano la boscaglia attorno a casa sua; le grida dei bambini diretti a scuola; gli uomini ancora assonnati che andavano a lavorare in città; le donne che si salutavano ad alta voce; l'Africa che si svegliava e iniziava una nuova giornata."

Niente strade di New York, niente spiagge di Miami e neppure piazze di Roma, Parigi o Londra: Le lacrime della giraffa racconta una storia ambientata in Botswana, "un paese fortunato" in cui nessuno muore di fame e nessuno è "chiuso in prigione per le proprie convinzioni politiche". Ma come sono le vie di questa nazione e qual è l'architettura delle case? Come vive la gente in quelle abitazioni e quanto di "occidentale" c'è nella quotidianità di luoghi per noi così "esotici"? Anche a queste domande risponde un romanzo che è al tempo stesso ritratto di un mondo in pieno e difficile passaggio tra passato e futuro e trait-d'union tra letteratura gialla e romanzo tradizionale. Con una scrittura brillante e divertente Alexander McCall Smith racconta una storia che ha per protagonista la signora Precious Ramotswe, fidanzata del miglior meccanico di tutto il paese e titolare della Ladies' Detective Agency n.1, l'unica agenzia di investigazioni del Botswana con a capo una donna. Sono i "casi" affidati al suo fiuto di detective ad essere raccontati, ma sono anche le sue vicende personali, che occupano molto del suo tempo e riempiono tantissime pagine del romanzo. E ci affezioniamo subito a questa donna prosperosa e materna, in grado di risolvere misteri più o meno angosciosi (come la drammatica sparizione di un giovane bianco o i patimenti amorosi di un marito tradito) e le piccole contrarietà quotidiane con il medesimo tono pratico e rassicurante. Un personaggio originale che, come le note biografiche dell'autore ci comunicano, ha continuato a vivere in altri romanzi dell'autore. E meno male, perché ho appena finito l'ultima pagina di questo e già mi manca.

Le lacrime della giraffa di Alexander McCall Smith
Titolo originale: Tears of the Giraffe cristal
Traduzione di Stefania Bertola
235 pag., Euro 14.50 - Edizioni Guanda (Narratori della Fenice)
ISBN 88-8246-602-7

Le prime righe

1
La casa del signor JLB Matekoni

Il signor JLB Matekoni, proprietario dell'officina meccanica Speedy Motors di Tlokweng Road, trovava difficile convincersi che la signora Ramotswe, la distinta fondatrice della Ladies' Detective Agency n. 1, avesse accettato di sposarlo. Ciò era avvenuto alla seconda proposta; la prima volta che si era fatto avanti, gesto che aveva richiesto da parte sua un immenso coraggio, era incorso in un rifiuto — cortese e colmo di rammarico —, ma cionondimeno un rifiuto. Di conseguenza, ne aveva dedotto che la signora Ramotswe non si sarebbe mai risposata; che la breve e disastrosa esperienza coniugale con Note Mokoti, trombettista e appassionato di jazz, l'avesse indotta a ritenere il matrimonio null'altro che una ricetta del dolore e della sofferenza. Dopotutto, era una donna dal carattere indipendente, con un lavoro e una bella casa tutta sua in Zebra Drive. Perché mai, si era chiesto, una donna del genere dovrebbe prendersi un uomo, dato che un uomo può rivelarsi assai difficile da gestire una volta che i voti siano stati scambiati e lui le sia entrato in casa? No, se fosse stato nei panni della signora Ramotswe, anche lui avrebbe probabilmente rifiutato una proposta di matrimonio, sia pure da un soggetto altamente ragionevole e rispettabile quale lui era.

© 2003 Ugo Guanda Editore


L'autrice

Alexander McCall Smith, nato e cresciuto in africa, è professore di diritto presso l'Università di Edimburgo e vicepresidente della commissione per la genetica della Gran Bretagna. Prima di creare la serie che vede protagonista la signora Ramotswe e la sua Ladie's Detective Agency N.1, McCall Smith ha scritto molti libri di un altro genere.


Di Giulia Mozzato


1 agosto 2003