PER I LETTORI DI SAGGI

Philippe Petit
Toccare le nuvole
Fra le Twin Towers, i miei ricordi di funambolo

"Quando i carpentieri in legno iniziano a costruire un ponte, quando i maghi esibiscono una cordicella sul palco, quando i bambini giocano a tiro alla fune e quando i funamboli clandestini installano un cavo, c'è sempre un momento in cui il filo penzola liberamente tra due punti, e sorride.

Avete voglia di leggere un libro poetico, ma non un libro di poesie? Provate a prendere in mano questa autobiografia, apritela a caso e leggete: scoprirete immediatamente che l'autore è un vero poeta. Non importa poi se questa sua creatività si sia espressa nell'aria tra due funi appese prima che tra le parole della carta stampata di un libro di memorie... La quarta di copertina del volume raccoglie le entusiastiche affermazioni di alcuni grandi intellettuali americani: Paul Auster ("È bello ricordare quel mattino del 1974, quando un giovane rese a New York un omaggio di stupefacente, incredibile bellezza"), Norman Mailer ("Al mondo non c'è nessuno che assomigli a Philippe Petit"), Milos Forman ("Un libro grandioso come le sue imprese da funambolo"). Se avete sempre desiderato sapere cosa prova un uomo a centinaia di metri d'altezza in equilibrio su un cavo minuscolo e aiutato solo da un'asta che lo bilancia, eccovi accontentati. E se pensavate che, tutto sommato, l'unica dote necessaria fosse l'equilibrio (con un dose straordinaria di coraggio, è ovvio) scoprirete che Petit per realizzare le sue grandi imprese ha dovuto diventare: ingegnere per progettare le giuste attrezzature per imprese di tale rilevanza, disegnatore, fotografo e cineasta per ideare passaggi, 007 per riuscire a eludere la sorveglianza dei palazzi... e arrivare sino alla sua impresa più spettacolare ed oggi più simbolica: l'attraversamento dello spazio (potremmp dire del cielo?) tra le torri gemelle dal World Trade Center a 412 mentri d'altezza in un mattino d'agosto del 1974. Per noi, così legati alla forza di gravità, così schiacciati sulla terra e incapaci di volare, un uomo come Petit è un sogno e una vita avventurosa come la sua un'utopia irraggiungibile.

Toccare le nuvole. Fra le Twin Towers, i miei ricordi di funambolo di Philippe Petit
253 pag., ill., Euro 14.50 - Edizioni Ponte alle Grazie
ISBN 88-7928-640-4

Le prime righe

PRIMA

Poeta ribelle?
A circa quattro anni incomincio a provare disprezzo per i miei simili: mi arrampico su qualunque cosa me ne possa allontanare. A sei anni annuncio: " Da grande voglio diventare regista teatrale!" e imparo da solo a fare i giochi di prestigio.
Studio per dieci anni disegno, pittura, scultura, scherma, stampa, falegnameria, teatro ed equitazione, sempre con grandi maestri; faccio miei la concentrazione, la tenacia, il rispetto per i ferri del mestiere e la passione. La reazione dei miei genitori alla mia ostinata individualità è di affrancarmi legalmente da loro a diciassette anni. Divento giocoliere e funambolo autodidatta.
A diciott'anni sono già stato espulso da cinque scuole per aver borseggiato i miei insegnanti e manipolato carte da gioco sotto il banco. Mi rifiuto di dare esami per dimostrare che so leggere, scrivere e fare di conto, così metto a repentaglio le mie opportunità di fare lo spazzino o lavorare in banca. Me ne vado di casa e divento un artista di strada, un giocoliere abusivo; vengo spesso arrestato... dovunque.
Nessuno desidera assumermi, perché ostento un'assurda arroganza; per un certo tempo faccio di tutto per non cambiare. Diventa fondamentale scrivere, giocare a scacchi, imparare il russo, la corrida, scoprire l'architettura e l'ingegneria, inventarmi nascondigli, costruire case sugli alberi, esercitarmi a scassinare serrature; mi abbandono alla mia sete di conoscenza, affino il mio perfezionismo.

© 2003 Ponte alle Grazie Editore


L'autore

Philippe Petit, artista e autodidatta del funambolismo, si esibisce in tutto il mondo da trentacinque anni, più o meno clandestinamente. Oltre a scrivere, tiene seminari sulla creatività e la motivazione, disegna, pratica l'arte dello scasso, è un esperto di vini francesi, ama gli scacchi e padroneggia la tecnica settecentesca della carpenteria in legno. È stato arrestato più di cinquecento volte mentre faceva il giocoliere per strada. Divide il suo tempo fra la Cattedrale di St John the Divine, dove è "Artist in Residence" e il suo rifugio nei monti Catskills.


Di Giulia Mozzato


1 agosto 2003