UN'ESTATE IN GIALLO

Karin Fossum
Amatissima Poona

"Tutto il Palazzo di Giustizia era in agitazione. Trenta uomini lavoravano senza sosta, sospinti dalla rabbia per quanto era accaduto. Una donna straniera, una sposa, era arrivata in Norvegia con una spilla d'argento appuntata sul petto. Qualcuno l'aveva distrutta nel momento stesso in cui era giunta alla meta."

Una donna indiana, esile e spaurita, arriva in Norvegia per raggiungere il marito, l'uomo che l'aveva sposata pochi giorni prima e che avrebbe dovuto attenderla al suo arrivo. Ma in quella giornata maledetta, Gunder, il marito, un uomo grande e grosso, dall'animo buono e dal carattere mite, felice di aver finalmente trovato una compagna per la sua vita solitaria, deve precipitarsi in ospedale dove è ricoverata in coma la sorella vittima di un incidente stradale e non può andare ad accogliere la moglie all'aeroporto. Non rivedrà più la sua sposa indiana. Un cadavere sfigurato di donna, vestita all'orientale e con una lunga treccia nera, viene ritrovato nella campagna vicina al paese, e ben presto si capisce che si tratta di Poona, la donna attesa da Gunder. Da quel momento il piccolo paese scandinavo rivela una natura fatta di silenzi, di paure e di sospetti, clima che noi latini attribuiamo principalmente alla realtà mediterranea vedendo invece nel Nord dell'Europa il simbolo della civiltà e della correttezza. Forse è per questo che il romanzo di Karin Fossum, il suo ispettore Sejer, così poco eroico, le vicende banali di una quotidianità paesana piena di pettegolezzi e tradimenti, ci attira e ci consola. Forse è per questo che la conclusione "aperta" della vicenda non delude, ma indica come il "mostro" possa abitare in più di uno dei tranquilli abitanti, come "il diverso" possa far emergere insospettate violenze, crudeltà inaudite sepolte sotto un manto di rassicurante e gretto perbenismo.

Amatissima Poona di Karin Fossum
Titolo originale: Elskede Poona
Traduzione di Pierina M. Marocco
304 pag., Euro 16.00 - Edizioni Frassinelli (Narrativa)
ISBN 88-7684-743-X

Le prime righe

Il silenzio è lacerato dai latrati del cane. La madre alza gli occhi dal lavello e guarda dalla finestra. L'animale sta abbaiando dal profondo della gola; tutto il suo corpo nero e muscoloso vibra di eccitazione.
Ma ecco che arriva il ragazzo. Scende dalla Golif rossa e lascia cadere a terra una borsa sportiva azzurra. Guarda verso la finestra e scorge indistinta la sagoma della madre. Si avvicina al cane e lo scioglie dalla catena. Si rotolano tutti e due per terra sollevando un turbine di sabbia. Lui ringhia, il ragazzo gli brontola nell'orecchio insulti affettuosi. Ogni tanto si mette a strillare e gli molla uno sberlone. Infine l'animale si calma e si mette disteso. Il ragazzo lentamente si tira su, lancia un'altra occhiata alla finestra. Il cane si alza esitante e rimane fermo a testa bassa davanti a lui. Alla fine ottiene il permesso di avvicinarsi e leccargli docilmente l'angolo della bocca. Poi il ragazzo entra in casa.
"Santo cielo, in che stato sei!"
La madre gli osserva la maglietta azzurra. E macchiata di sangue. Il ragazzo ha le mani coperte di escoriazioni; il cane lo ha ferito anche sul viso.
"Ma guarda che roba!" esclama, sbuffando stizzita. "Lascia qui la borsa, laverò tutto più tardi."

© 2003 Frassinelli Editore


L'autrice

Karin Fossum, norvegese, è nata nel 1954 e, appena ventenne, ha pubblicato una raccolta di versi che le ha valso il premio per esordienti. Autrice di poesie e racconti, nel 1995 è passata alla narrativa con l'acclamato Evas øye (L'occhio di Eva), in cui fa la sua prima comparsa il personaggio dell'ispettore Sejer. L'anno successivo con Lo sguardo di uno sconosciuto ha conquistato i due massimi premi nordici per il miglior romanzo giallo, e nel 1997 ha vinto il Booksellers' Prize. Grazie alla serie Sejer, la Fossum è considerata la migliore scrittrice norvegese nel campo thriller psicologico e tra i più grandi autori dei paesi scandinavi. I suoi libri, costantemente in vetta alle classifiche dei best-seller, sono tradotti in tutta Europa.


Di Grazia Casagrande


1 agosto 2003