STORIE DAL MONDO

James M.Cain
Serenata

"Restammo in silenzio a lungo. Squillò il telefono. Juana mi fece segno di non rispondere. Se non avessi sollevato la cornetta, la nostra vita sarebbe stata completamente diversa."

Un autore tanto carico di erotismo quanto di dolore. Se nel notissimo Il postino suona sempre due volte amore e morte s'intrecciano in ogni pagina (così come in ogni inquadratura dell'ancor più noto film), in questo romanzo ai due classici temi letterari si unisce in modo indissolubile quello dell'arte.
La vicenda si svolge in parte in Messico, in parte negli Stati Uniti, (ma certi momenti cruciali della vita del protagonista sono collocati a Parigi) per concludersi di nuovo in Messico: a questo variare di "paesaggi" corrispondono altrettante fasi della vicenda più intima del personaggio narratore, un bel baritono irrequieto e irrimediabilmente perdente.
La storia che si apre e si chiude in Messico, ha anche un altro elemento di circolarità: la figura femminile dominante, Juana, quando conosce il suo amante, il baritono Sharp, è una prostituta e quando, tragicamente, la loro storia si conclude la donna è tornata a svolgere di nuovo quella professione. L'attrazione di Sharp per Juana è fin dal primo incontro fortissima, ed è di certo reciproca se i due senza nessun reale elemento che li possa pensare legati da una relazione duratura, partono insieme e, dopo una serie di traversie, giungono negli Stati Uniti, prima a Hollywood e poi a New York. C'è un'ombra nel passato del cantante, qualcosa di "turpe" che è stato come sepolto nella sua stessa coscienza e che corrisponde al periodo parigino della sua esistenza chiusosi con l'improvvisa perdita della voce e quindi con la fine della sua carriera in Europa. Ma la voce è tornata e Sharp ricomincia una nuova scalata al successo che non tarda a venire. Il passato però riprende corpo nella figura di un musicista potente e ambiguo, suo antico protettore, e sarà Juana a rivelare all'amante quella verità che lui non aveva mai osato affrontare e sarà sempre lei drammaticamente a permettergli di chiudere con il passato. La ragazza deve fuggire, Sharp non sa più separarsi da lei, ma il ricongiungimento ha ormai note tanto dolorose da chiudersi in tragedia.
Un romanzo carico di malessere esistenziale e dominato da un eros cupo che talvolta appare un po' disturbato dalle scelte di traduzione: la commistione di spagnolo e italiano nel linguaggio di Juana non sortisce gli stessi effetti fonici e non ha la stessa carica di verità della trascrizione delle difficoltà di una ispanica nel parlare la lingua inglese (tanto che è addirittura nata una "nuova" lingua lo spanish) e la lettura risulta talvolta un po' faticosa.

Serenata di James M.Cain
Titolo originale: Serenade
Traduzione di Fabio Zucchella
244 pag., Euro 9.00 - Edizioni Adelphi (Gli Adelphi n. 231)
ISBN 88-459-1793-2

Le prime righe

I

Ero al Tupinamba a prendermi un caffè col bizcocho quando entrò lei. Aveva tutto dell'india: dal rebozo rossiccio al vestito nero a fiori viola, e quel passo ondeggiante che hanno solo le donne abituate a portare in testa cesti, fagotti e pignatte fin da quando imparano a camminare. Ma non aveva una carnagione da india. Era quasi bianca, appena appena intinta nel café con leche. Il fisico sì, era da india, ma non brutto. Hanno quasi tutte attorno ai fianchi un cordone di muscoli che accorcia il busto e le fa sembrare sgraziate, gambe esili e nodose, e poppe enormi. E al riguardo la ragazza non scherzava, però i fianchi erano ben torniti, e le gambe avevano una bella linea morbida. Era sottile, ma con un che di voluttuoso, come se fosse destinata entro pochi anni a ingrassare. Tutte cose che avevo soltanto intuito, perché invece mi aveva colpito la sua faccia. Era piatta, da india, ma con un naso che spiccava dritto e alto, ben intonato al modo di tenere la testa, e occhi non ottusi e lustri come bottoni da scarpe.

© 2003 Adelphi Edizioni


L'autore

James M.Cain (1892-1977), scrittore e giornalista, ha pubblicato una decina di romanzi, fra cui Il postino suona sempre due volte, La morte paga doppio e Mildred Pierce. La prima edizione di Serenata è del 1937.


Di Grazia Casagrande


1 agosto 2003