PER I LETTORI DI SAGGI

Cass Sunstein
Repubblica.com
Cittadini informati o consumatori di informazioni?

"La notizia principale sulle diverse reti probabilmente sarà di grande interesse per il pubblico, contribuendo a definire i problemi principali e a creare una sorta di focalizzazione dell'attenzione condivisa da molti milioni di persone."

Se c'è un'epoca storica in cui l'informazione abbonda in modo quasi eccessivo, se ci troviamo in un villaggio globale per la rapidità con cui le notizie passano da una parte all'altra del mondo, se infine i mezzi di comunicazione di massa sembrano presenti anche nei luoghi più sperduti del pianeta grazie a internet, come è possibile che ci si possa chiedere se i cittadini (e in questo caso si parla prevalentemente di mondo occidentale) siano davvero informati? Eppure questa domanda è alla base del recente saggio di Cass Sunstein, docente di diritto a Chicago. Ma forse è necessario chiarire che il dibattito si sofferma prevalentemente sul ruolo dell'utente: cittadino o consumatore?
Recentemente, dopo le grandi manifestazioni pacifiste che si sono svolte in tutto mondo, il New York Times ha dichiarato che oggi esistono due superpotenze, gli Stati Uniti e l'opinione pubblica, e questa affermazione non può che suscitare timore in chi preferisce che non maturi una coscienza critica capace di unificare, ma auspica invece che si instaurino tante parallele e incomunicabili barriere tra le diverse posizioni culturali o ideologiche dei popoli. Da qui la riflessione: internet mette a disposizione di chi cerca informazione la possibilità di selezionare ciò che corrisponde in toto alle convinzioni del singolo e anche le testate e le reti televisive possono essere scelte con lo stesso criterio. La libertà nel determinare la propria formazione poi appare piuttosto condizionata dalle operazioni di marketing che non risparmiano di certo questo settore. Allora la domanda del titolo si fa più pressante e gli "anticorpi" necessari a non diventare in ogni aspetto della nostra esistenza dei semplici consumatori in balia del mercato, più difficili da rintracciare. La sparizione della "piazza", cioè del luogo (reale o formale) del dibattito pubblico e collettivo, crea la difficoltà del confronto, del dibattito, della percezione delle diversità e se attutisce gli scontri diretti, acuisce di certo quelli profondi.

Repubblica.com. Cittadini informati o consumatori di informazioni? Di Cass Sunstein
Traduzione di Antonio Diez e Daniele Donati
222 pag., Euro 14.00 - Edizioni Il Mulino (Intersezioni n. 245)
ISBN 88-15-09398-2

Le prime righe

I

Il "Daily Me"

Ci troviamo in un qualche tempo futuro. La tecnologia ha grandemente aumentato la capacità degli uomini di "filtrare" ciò che vogliono leggere, vedere e ascoltare. I giornali e le riviste di interesse generale sono in larga misura qualcosa che appartiene al passato. Lo stesso discorso vale per le emittenti. L'idea di scegliere il canale 4 invece del 7 sembra ormai un bel ricordo lontano. Con l'aiuto di una televisione o del monitor di un computer, e di internet, siete in grado di elaborare i vostri giornali o riviste. Abbandonate le emittenti, potete scegliere la vostra programmazione video, con film, giochi a quiz, sport, shopping e notizie a vostra scelta. Siete voi a mescolare e combinare il tutto.
Non dovete sorbirvi notizie o immagini che non avete cercato. Senza alcuna difficoltà, siete in grado di vedere esattamente ciò che volete vedere, niente di più e niente di meno.
Magari volete concentrarvi tutto il tempo sullo sport, ed evitare qualsiasi cosa abbia a che vedere con gli affari o la politica: vi sarà facile farlo. Forse sceglierete le repliche di famose partite di football in prima serata, il baseball in diretta da New York alla notte e il campionato di basket universitario nei week-end. Se odiate lo sport, e volete essere informati sul Medio Oriente alla sera e vedere alcune vecchie sit-com alla notte, ciò è altrettanto facile.

© 2003 Società Editrice Il Mulino


L'autore

Cass Sunstein è professore di Jurisprudence alla Low School dell'Università di Chicago. È autore, tra l'altro, di After the Rights Revolution, Democracy and Problem of Free Speech e Il costo dei diritti (con S. Holmes).


Di Grazia Casagrande


1 agosto 2003