PER I LETTORI DI SAGGI

Predrag Matvejevic
L'altra Venezia

"Per il modo in cui la Serenissima aveva trattato i suoi Morlacchi, in passato io guardavo Venezia di malocchio; fino a quando non venni a sapere che anche Dubrovnik, l'antica Ragusa, aveva un mercato di schiavi e vendeva questi miserabili portati in città dal suo retroterra slavo. Allora mi sono rassegnato, Venezia non può essere cancellata dalla nostra storia fin troppo intrecciata con la sua."

Predrag Matvejevic è un gentile signore dai capelli candidi, il tono garbato da professore, l'aria un po' sognante (come nel nostro immaginario è ogni slavo) e la capacità di dire cose terribili e "imprudenti" con una pacatezza invidiabile. Anche la sua storia personale è una storia di coraggio, di autonomia intellettuale e di libertà e la sua scelta di vivere in Italia ci emoziona un po' e ci inorgoglisce. Così l'interesse per questo volume su Venezia è grande e di certo la lettura non è deludente. Le belle immagini da cui il libro è corredato, antiche piante della città, disegni e riproduzioni di incisioni, creano un'atmosfera molto suggestiva che ben si accorda con l'itinerario "nel particolare" prediletto dall'autore. Qualche cenno storico che prescinde dalle grandi vicende presenti in tutti i testi ufficiali, molti riferimenti soggettivi a impressioni e a ricordi, delle sensazioni che nascono da una citazione, dall'ascolto di un racconto, da uno scorcio improvviso. Il vecchio cieco accompagnato dalla bella nipote che ripete, in un lungo monologo, fermo a un angolo di strada, brani di autori celebri su Venezia come per fissarli nella propria memoria per sempre: ecco una delle figure indimenticabili che Matvejevic ci propone.
Questa speciale guida presenta appunto, come spiega il titolo, un'altra città rispetto a quella fissata dalle cartoline e dall'immaginario dei turisti, grandiosa nella sua decadenza, ricca di ori e di storia: questa è una città di fango, di fili d'erba imprevisti, di una bellezza stanca e malinconica, carica del peso di una storia che sostiene a fatica e che minaccia di farla affondare, una Venezia del cuore e della memoria, in cui Goethe vide specchiare eternamente se stessa, autoreferenziale nella sua unicità e nella sua bellezza straziante.

L'altra Venezia di Predrag Matvejevic
Titolo originale: Druga Venecija
Traduzione di Giacomo Scotto
Prefazione di Raffaele La Capria
127 pag., ill., Euro 11.00 - Edizioni Garzanti Libri (Narratori Moderni)
ISBN 88-11-66557-4

Le prime righe

L'ALTRA VENEZIA

Sono giunto a Venezia per terra da nord, per mare da sud, dall'Istria o dalle isole del Quarnaro, con il vento o controvento. Ogni volta la città era simile e diversa al tempo stesso, di giorno e di notte, con il sole e sotto la pioggia. Arrivando una prima, una seconda e poi non so quale altra volta, ho capito l'avvertimento di un saggio dell'Oriente (non ricordo più in quale porto lo incontrai, probabilmente presso Trieste, a Muggia): "Non descrivere i posti per i quali molti sono passati prima dite; qualcuno lo ha già fatto, e forse meglio".
Venezia è stata rappresentata innumerevoli volte, con la penna e con il pennello. È diventata un luogo comune. "Diffida dei luoghi comuni, stanne lontano!", mi disse anche il saggio, accomiatandosi. Che cosa si può aggiungere alla storia di questa città che la storia già non conosca?
Molti hanno scritto con ammirazione o con invidia della opere create e lasciate a Venezia dai suoi grandi maestri: il misterioso Carpaccio, il vecchio e il giovane Bellini, Giorgione detto "il solitario" (soprannome che viene spesso accostato al suo nome), Tiziano nella sua "lunga vita" (altra frase fatta), Paolo Veronese con "il suo rosso" sulle grandi tele. Non so cosa si potrebbe aggiungere, in un racconto come questo, sulla luce e l'ombra del Tintoretto, la fuggente illusione del Tiepolo, le vedute del Canaletto o la venezianità del Guardi. Chi descrive ancora la Basilica o Piazza San Marco, la chiesa di Santa Maria della Salute, la Ca' d'Oro, il Ponte dei Sospiri e soprattutto la regata storica, il carnevale o il Bucintoro, non sa a cosa si espone: è un'operazione che riesce raramente nello spazio di una generazione o persino in un secolo intero.
Il nostro secolo è ormai scaduto, la generazione esaurita.

© 2003 Garzanti Libri Editore


L'autore

Predrag Matvejevic è nato a Mostar (Bosnia-Erzegovina) da madre croata e padre russo. Ha insegnato letteratura francese all'università di Zagabria e letterature comparate alla Sorbona di Parigi. Nella capitale francese ha vissuto dal 1991 al 1994, dopo aver abbandonato la ex Jugoslavia all'inizio della guerra, scegliendo una posizione "tra asilo ed esilio". Dal 1994 è professore ordinario di slavistica all'Università la Sapienza di Roma, dove vive attualmente. Tra le sue opere, ricordiamo: Breviario mediterraneo, Epistolario dell'altra Europa, Mondo ex, Il Mediterraneo e l'Europa. Lezioni al Collège de France, Tra asilo ed esilio, I signori della guerra. Nel Caffè Letterario di libriAlice.it viene proposta l'intervista all'autore


Di Grazia Casagrande


1 agosto 2003