UN'ESTATE IN GIALLO

Nicolas Bouchard
La città nera

"Dovremo tuttavia mantenere la massima discrezione, in modo da non provocare moti di panico o di indignazione popolare in ogni caso dannosi all'ordine pubblico e al buon svolgimento delle operazioni di polizia."

Bouchard è uno scrittore di fantascienza e quando si cimenta con il genere noir colloca curiosamente la vicenda nel passato, ai primi del Novecento, e anche il linguaggio (suppongo fedele nella traduzione) è volutamente arcaico. Già questa può apparire una curiosità. Altro elemento di interesse è l'aver scelto come figura principale una donna, Augustine: una ragazza modesta, senza pretese, senza avventure alle spalle, un'istitutrice con una bella testa pensante e una sensibilità che si affina grazie a un amore nascente. L'uomo amato dalla ragazza è Raoul, un ispettore di polizia che, forse con troppa precipitosità, le chiede di sposarlo. L'ignoranza in materia di sesso spaventa Augustine prossima alle nozze, così tanto che cerca di rimediare al fatto... trovandosi un amante con cui avere un'esperienza prematrimoniale.
Il clima che pervade la città della porcellana, Limoges, è estremamente violento: tensioni politiche e sociali che però non giustificano la serie di delitti che costellano le notti cittadine, delitti terribili che vedono tra le vittime persone dei più diversi ceti sociali senza apparente connessione tra loro. La cultura dominante in quel periodo è il positivismo e molto spesso nel romanzo ne vediamo l'influenza sui comportamenti degli investigatori e sulla stessa audace scelta di Augustine che la condurrà ad affrontare situazioni estreme e a mettere a rischio la sua stessa vita. Ci si trova di fronte infatti a un atroce assassino, i cui comportamenti trovano una spiegazione solo... nelle teorie di Lombroso. Il metodo della polizia parte da quelle considerazioni per cercare l'omicida che, anche se la parola non era stata ancora coniata, è un vero serial killer. Le indagini vengono riportate in modo puntuale dall'autore con la trascrizione della documentazione raccolta dalla polizia e appaiono al lettore anche una interessante testimonianza delle metodologie della criminologia del tempo.

La città nera di Nicolas Bouchard
Titolo originale: La ville noire
Traduzione di Piero Pagliano
391 pag., euro 16.00 - Edizioni Garzanti Libri (Narratori moderni)
ISBN 88-11-66522-1

Le prime righe

PROLOGO

Gran Caffè dell'Universo e Circolo Militare.
L. MARAIS, proprietario.

Questo stabilimento modello, che la nostra città ha la fortuna di possedere, ha saputo conservare il suo straordinario successo. È il caffè più ricco, più sontuoso della Francia. Il suo arredo, i rivestimenti di legno in stile giapponese, motivi in rilievo a incrostazioni di avorio e madreperla, sono dei capolavori. Duecento lampade elettriche rischiarano questo splendido complesso che continua a essere una delle curiosità di Limoges più interessanti da visitare. Camerini e toilette per le signore. Guardaroba gratuito al servizio della clientela.

Menù del banchetto della Grande Confraternita di Saint-Martial, 30 giugno 1900:

Gamberi a cespuglio
Verdure alla tapioca, bis que
Filetto di bue Chateaubriand
Pernice del Mans arrosto
Carciofi Pompadour e piselli alla francese
Prosciutto in gelatina
Insalata russa Bombe Suzette e pasticcini
Vini: Chateau Carbonnieux 1893, Chablis 1890
Champagne frappé "grand continental"
Acquavite 1860
Caffè liquori e sigari.


Alle tre del mattino, l'avvocato Rémérac padre uscì dal Caffè dell'Universo e restò qualche istante immobile guardando a destra e a sinistra. Alle sue spalle, folate di musica e di canti di ubriachi venivano dal ristorante. Nessun altro rumore turbava la tranquilla notte limosina, rischiarata appena dalle lampade del sontuoso stabilimento.

© 2003 Garzanti Libri


L'autore

Nicolas Bouchard vive a Limonges. È autore di alcuni romanzi di fantascienza. Questo è il suo primo noir.


Di Grazia Casagrande


1 agosto 2003