ALL'INSEGNA DEL GIALLO - ROMANZI DAL MONDO
ALL'INSEGNA DEL GIALLO
Alicia Giménez-Bartlett
Serpenti nel Paradiso

"Eppure dentro di me cresceva un senso di frustrazione, la stessa che avevo provato dopo gli interrogatori degli altri testimoni. Era come rimanere sempre a metà strada, senza poter varcare una soglia che si profilava con chiarezza."

Léo Malet
Pandemonio a rue des Rosiers

"Le tasche di un soprabito buttato su una sedia, un soprabito corto che appartiene verosimilmente al cantore ridotto al silenzio, non contengono alcuna sorpresa. Il capo d'abbigliamento è decorato da un profumato garofano rosso, ma questo dettaglio non significa sicuramente nulla. A meno che un animo smisuratamente poetico non voglia vedervi una corona mortuaria."

Steve Martini
Chiamata in giudizio

"È fine aprile e Nick troneggia sul marciapiedi, lì impalato con le mani nelle tasche del trench chiuso con la cintura che gli vedo sempre addosso nelle mattinate più fredde, da che lo conosco. Se ne sta vicino al cordolo, a una quindicina di metri dall'insegna che proclama, a grosse lettere dorate, ognuna più grande di una lapide: PALAZZO DI GIUSTIZIA EDWARD J. SCHWARTZ".

Paco Ignacio Taibo II
Stessa città stessa pioggia

"Non si fanno troppe domande in una città dove non si hanno amici. Si gira e rigira intorno a ogni cosa, si sommano piccoli dati, non si raggiungono grandi risultati."


ROMANZI DAL MONDO
Michael Cunningham
Dove la terra finisce

"E tuttavia, alla fine, mi innamorai di Provincetown, nel modo in cui si può incontrare qualcuno che si considera strano, irritante, potenzialmente pericoloso, ma che alla fine ti ritrovi a sposare."

Ignacio Martínez de Pisón
Il tempo delle donne

"A quel tempo mi piaceva credere di essere nata per fare la donna fatale. Che un giorno ci sarebbero stati molti uomini disposti a piantare tutto per me, e che molti si sarebbero anche rovinati per colpa mia."

Ethan Hawke
Mercoledì delle Ceneri

"Pensai a Franklin Delano Roosvelt, che, a quanto si dice, nel momento in cui sentì nominare per la prima volta Adolf Hitler capì di essersi imbattuto nella ragione per cui era venuto al mondo. Aveva vissuto tutta la vita con la tormentosa sensazione di essere in attesa di qualcosa, e nel momento in cui sentì pronunciare quel nome la sensazione svanì. Era arrivato. Lo so che è diverso, e per me fu un momento di scioccante umiltà, ma lì, con la mia ragazza fra le braccia e la nostra bambina nella sua pancia, capii di aver raggiunto il momento della mia vita che stavo aspettando. Sarei stato un padre e un marito."

Rosa Regás
La canzone di Dorotea

"Se era vero, come diceva sempre mio padre per giustificare la volontà di fare in ogni momento quello di cui aveva voglia, se era vero che tutti vengono al mondo per cantare una canzone, qual era la mia? E se non c'è canzone, se non c'è passione, mi diceva con parole amare la tortura che mi teneva sospesa, cosa facciamo? Vegetare non è cantare, trascinarsi attraverso il tempo e la routine non è cantare".


18 luglio 2003