ROMANZI DAL MONDO

Ignacio Martínez de Pisón
Il tempo delle donne

"A quel tempo mi piaceva credere di essere nata per fare la donna fatale. Che un giorno ci sarebbero stati molti uomini disposti a piantare tutto per me, e che molti si sarebbero anche rovinati per colpa mia."

Tre diverse voci ripercorrono lo stesso arco di tempo: tre voci femminili di adolescenti che, con personalità e sensibilità molto diverse, sono unite dall'essere sorelle, dall'essere orfane di padre e dalla difficoltà di crescere e maturare alle prese con una madre infantile e un po' svampita. Brillantissimo nella scrittura, effervescente nelle trovate, l'autore costruisce un libro divertente e amaro nello stesso tempo: non sembra dare grande spazio alla speranza o alla conclusione "rosa", amore e sesso sono spesso dominati dall'inganno o dall'inconsapevolezza, la famiglia è "fatica" e responsabilità frustrante, il futuro non dà grandi prospettive e il passato è segnato da una macchia indelebile su cui la madre ha fatto calare un silenzio assoluto: la morte improvvisa del padre in un bordello. Sapendo, con insolita sensibilità, tradurre tre diverse psicologie femminili in diario, l'autore riesce a presentare di contro personalità maschili piuttosto meschine e violente, specchio di una ideologia aggressiva e totalitaria. Il romanzo così si fa anche vicino alla letteratura civile, senza però averne mai la pesantezza o il sussiego, indicando al lettore come i comportamenti privati siano inevitabilmente connessi (origine o conseguenza?) alle scelte pubbliche degli individui.
Martínez de Pisón è senza dubbio uno dei più interessanti scrittori spagnoli contemporanei per l'uso dei tempi di narrazione e per la capacità di tradurre in ironia le riflessioni più difficili e amare

Il tempo delle donne di Ignacio Martínez de Pisón
Titolo originale: El tiempo de las mujeres
Traduzione di Barbara Bertoni, Alessio Cazzaniga e Mario Nicola
412 pag., Euro 15.50 - Edizioni Marcos y Marcos (Gli Alianti n.102)
ISBN 88-7168-371-4

Le prime righe

1. MARÍA

L'ultima auto di nostro padre fu una Simca 1200 granata. La mamma aveva rivestito i sedili con fodere all'uncinetto, e sul ripiano del lunotto aveva messo tre cuscini con i nostri nomi: Marfa, Carlota, Paloma. A noi quelle fodere e quei cuscini parevano orrendi, e quando dico noi intendo anche lei, nostra madre, che diceva sì, ma a vostro padre piacciono moltissimo, cosa possiamo farci. Poi papà morì e i cuscini rimasero, e se ogni tanto una di noi tirava in ballo l'argomento, lei faceva un gesto che voleva dire adesso non mi distrarre, per favore, e diceva esattamente queste parole:
"Non mi distrarre adesso, per favore". Non faceva né diceva così quando parlavamo di cambiare la carta da parati o di ridipingere l'armadio della camera da letto, ma solo quando si menzionavano le fodere e i cuscini, e non c'era bisogno di essere delle linci per capire che quelle fodere e quei cuscini non le parevano poi così orrendi.
Un'altra delle espressioni caratteristiche di nostra madre era: È venuto il momento di prendere il toro per le corna. Ricordo di averglielo sentito dire quando, rimasta da poco vedova, affrontò per la prima volta la Simca, proprio dove mio padre l'aveva parcheggiata la notte stessa della sua morte: davanti al night club White Horse.

© 2003 Marcos y Marcos Editore


L'autore

Ignacio Martínez de Pisón (Saragozza, 1960) è tra i più importanti scrittori spagnoli degli ultimi decenni. Tra i suoi romanzi, ricordiamo Strade secondarie e María Bonita.


Di Grazia Casagrande


18 luglio 2003