ROMANZI DAL MONDO

Michael Cunningham
Dove la terra finisce

"E tuttavia, alla fine, mi innamorai di Provincetown, nel modo in cui si può incontrare qualcuno che si considera strano, irritante, potenzialmente pericoloso, ma che alla fine ti ritrovi a sposare."

Cunningham conduce i lettori in un viaggio: la meta non è un'isola incantata dei mari del Sud, non è neppure un villaggio lontano e misterioso denso di esotismo. Siamo a due ore di distanza da Boston, a Provincetown, una cittadina di villeggiatura così simile a mille altre da apparire insignificante. Affollatissima d'estate e deserta d'inverno, come avviene ovunque nei posti di mare che attirano nella bella stagione nugoli di turisti e che non appena arriva l'autunno vedono, giorno dopo giorno, chiudere negozi e ristoranti e scendere il silenzio nelle strade prima animatissime.
Se questa vita ciclica, nel primo anno, aveva creato sgomento nello scrittore, chiuso in una piccola camera in affitto e a corto di idee e di creatività, un po' alla volta però rivela un fascino sottile capace de trasformare la città in "luogo dell'anima" da cui non ci si può separare veramente, a cui si ritorna ogni volta che si ha bisogno di ritrovare se stessi.
Il mondo gay che popola le spiagge d'estate, amicizie e amori che nascono e finiscono, i colori che si trasformano e che corrispondono a precisi stati d'animo, un'umanità estrosa e sregolata: tutto ciò osservato da una situazione che lo scrittore vive come protetta, come "casa" e rifugio.
Difficile stabilire a quale genere letterario attribuire questo volume che si presenta in parte come diario, in parte come narrativa di viaggio e in parte come romanzo, di certo questo scrittore, conosciuto e amato dal pubblico italiano per il romanzo Le ore che, dopo l'uscita del film omonimo, ha avuto un rinnovato successo, sa incantare con le atmosfere vibranti e con l'acutezza nel delineare le varie sfumature delle psicologie degli esseri umani.

Dove la terra finisce di Michael Cunningham
Titolo originale: Land's End. A Walk through Provincetown
Traduzione di Ivan Cotroneo
166 pag., Euro 13.00 - Edizioni Bompiani (Bompiani Overlook)
ISBN 88-452-5439-9

Le prime righe

Prologo

Nelle chiare sere d'estate, a Provincetown, per un breve lasso di tempo dopo il tramonto, il cielo è blu scuro ma gli scafi delle imbarcazioni al porto trattengono ancora un'ultima traccia di luce che non si scorge altrove. Diventano brevemente fosforescenti in un mondo blu pallido. L'estate scorsa, mentre me ne stavo sulla spiaggia del porto a osservare le barche, ho trovato una tazzina da caffè dove l'acqua era meno profonda. Non è insolito imbattersi in pezzi di stovig lies u questa spiaggia (il porto di Provincetown, che ha la forma di un enorme mestolo, raccoglie dalle acque che circondano Cape Cod molto di ciò che la marea spinge verso terra), ma una tazzina intera è rara. Non era, mi dispiace deludervi, la perfetta tazzina di porcellana bianca che richiederebbe la poesia. Era in effetti una tazzina di poco conto, suppongo risalente agli anni settanta, un ovale poco pro fondo e senza alcuna grazia, di plastica (da cui la sua capacità pratica, sebbene poco affascinante, di sopravvivere intatta), decorata con margherite arancio brillante e giallo — il fiore ufficiale dell'ottimismo convinto e ipersmagliante dei tempi della mia adolescenza, mentre i discorsi sulla rivoluzione si spegnevano, e tutti noi cominciavamo, semplicemente, a danzare.

© 2003 RCS Libri Editore


L'autore

Michael Cunningham è cresciuto a Los Angeles e vive a New York. Ha pubblicato Le ore, che è stato tradotto in ventisette lingue e ha ricevuto il Pulitzer Prize per la Narrativa, il Pen/Faulkler Award e il Premio Grinzane Cavour 2000 per la Sezione Narrativa Straniera. Carne e sangue, il suo secondo romanzo gli è valso il Whiting Writer's Award. Ha anche scritto Una casa alla fine del mondo e i racconti di Mr Brother.


Di Grazia Casagrande


18 luglio 2003