ALL'INSEGNA DEL GIALLO

Paco Ignacio Taibo II
Stessa città stessa pioggia

"Non si fanno troppe domande in una città dove non si hanno amici. Si gira e rigira intorno a ogni cosa, si sommano piccoli dati, non si raggiungono grandi risultati."

Héctor Belascoarán, l'investigatore protagonista di una serie di gialli di Paco Ignacio Taibo, ci aveva lasciato nelle ultime pagine di Niente lieto fine steso sul selciato, crivellato di colpi, senza alcun dubbio morto. Eccolo risorto: i lettori hanno imposto all'autore la sua resurrezione. Nella premessa al romanzo, con l'ironia che gli è tipica sia nella vita reale che nella scrittura, Paco spiega che nel suo paese (è nato in Spagna, ma è cresciuto in Messico) il fatto non è poi così raro o inconsueto e la morte può, almeno in letteratura, non essere definitiva. Naturalmente il rinato Héctor è reduce da un lungo soggiorno in ospedale, e appare ancora un po' provato dalle ferite e dalla convalescenza. Ma una bella ragazza (oltre alla sua deliziosa compagna dalla coda di cavallo) può fargli ritrovare le forze. Si tratta di Alicia, una mora dal sorriso incantevole, che è assolutamente convinta che il suicidio della sorella a Miami non sia stato un gesto spontaneo: il vero assassino è il marito, Luke Medina, un cubano ambiguo, per lei di certo implicato in qualche losca vicenda. Belascoarán accetta di buttarsi alla ricerca della verità, anche se l'ipotesi di Alicia appare poco credibile perché la povera Elena, la sorella morta, si è sparata un colpo di pistola in un bagno ermeticamente chiuso dall'interno e nulla fa supporre che la storia sia diversa da quanto ha stabilito la polizia del luogo. L'investigatore incontra Medina e ben presto capisce di avere a che fare con un uomo dalle molte identità, che nasconde un passato tenebroso e un presente sfuggente...
Come sfondo della vicenda si può vedere un Messico pieno di tensioni, con agitazioni studentesche, università occupate e un clima politico arroventato.
Giornalisti d'assalto, la Cia in agguato, Acapulco e le sue tentazioni: c'è proprio tutto in questo giallo divertente e tesissimo che alla fine vede naturalmente la vittoria della verità e delle originali inchieste del più improbabile e simpatico degli investigatori privati.

Stessa città stessa pioggia di Paco Ignacio Taibo II
Titolo originale: Regreso a la misma ciudad y bajo la lluvia
Traduzione di Gloria Corica e Pino Cacucci
158 pag., Euro 11.00 - Edizioni Marco Tropea (I Mirti)
ISBN 88-438-0341-7

Le prime righe

I

L'unica fretta è quella del cuore.
SILVIO RODRÍGUEZ

"Quante volte sei morta tu?"
"Uhm" disse la ragazza con la coda di cavallo e fece segno di no con la testa. "Io, molte."
Lei passò il dito indice sulle cicatrici che formavano ghirigori sul petto. Héctor spostò con delicatezza la sua mano e si diresse nudo verso la finestra. Era una notte fredda. Le Delicados con filtro erano rimaste sul davanzale; avvicinò la fiamma dell'accendino alla sigaretta e guardò i riflessi verdastri dei lampioni fra gli alberi.
"No, non per le cicatrici, non mi riferivo a questo. Nel senso di dormire, mettersi a dormire e morire ogni volta. Cento, duecento volte in un anno. Essere certi che il primo sonno sia come morire un'altra volta... Questo, intendo. Il primo maledetto istante del sonno, non è sonno, è tornare a morire."
"Si muore una volta sola."
" Questo lo può dire James Bond. Si muore un mucchio di volte. Porca puttana. Lo so io... A volte vorrei poter dormire con gli occhi aperti per non morire. Se dormi con gli occhi aperti non morirai mai."
"Ci sono morti che restano con gli occhi aperti" disse lei dopo una pausa, dandogli le spalle. Aveva le natiche rotonde e lucide come il verde degli alberi di fronte.
"Quelli muoiono una volta sola. No. Io parlo di morire molte volte. Almeno due o tre volte alla settimana."

© 2003 Il Saggiatore Editore


L'autore

Paco Ignacio Taibo II è nato in spagna, a Gijón, nel 1949. Dal 1958 vive a Città delMessico. Scrittore, giornalista, ex docente universitario, è un autore molto noto e amato anche nel nostro paese. I lettori italiani hanno già conosciuto il detective Héctor Belascoarán Shayne, protagonista di questo romanzo, attraverso le prime quattro avventure: Giorni di battaglia, Qualche nuvola, Il fantasma di Zapata e Niente lieto fine. Oltre alla raccolta di scritti Teli do io i Tropici ha scritto: Rivoluzionario di passaggio, Ombre nell'ombra, Sentendo che il campo di battaglia, Ma tu lo sai che è impossibile, Eroi convocati (in La banda dei quattro) e Ritornano le ombre. Ha inoltre scritto la fortunatissima biografia di Ernesto Che Guevara Senza perdere la tenerezza e Arcangeli.


Di Grazia Casagrande


18 luglio 2003