ROMANZI DAL MONDO

Rosa Regás
La canzone di Dorotea

"Se era vero, come diceva sempre mio padre per giustificare la volontà di fare in ogni momento quello di cui aveva voglia, se era vero che tutti vengono al mondo per cantare una canzone, qual era la mia? E se non c'è canzone, se non c'è passione, mi diceva con parole amare la tortura che mi teneva sospesa, cosa facciamo? Vegetare non è cantare, trascinarsi attraverso il tempo e la routine non è cantare".

Scrittrice molto popolare in Spagna, la settantenne Rosa Regás ha conquistato una fama internazionale vincendo l'anno scorso il più prestigioso e ricco premio letterario del suo paese, il Planeta, con il romanzo La canzone di Dorotea, imperniato sull'incontro - scontro tra due donne, una matura docente universitaria insicura di sé, delusa dalla vita, e la domestica della sua casa di campagna, iperattiva, chiacchierona e bugiarda. Aurelia, la padrona, torna solo saltuariamente alla villa, dove per anni ha vissuto il padre invalido, autoritario e arido, che ha condizionato negativamente la sua vita; intrappolata in un'esistenza prevedibile, chiusa ad autentici rapporti umani, della domestica Adelita prende in considerazione solo l'efficienza lavorativa finchè la scoperta del furto di un anello porta alla luce una realtà molto diversa dall'apparenza. Durante le assenze della padrona, Adelita - sotto lo pseudonimo di Dorotea - teneva nella villa, trasformata in bordello, festini e orge, diventando in qualche modo una protagonista, nonostante la sua scarsa avvenenza. Lo squarcio operato dagli intrighi di Adelita nel precario equilibrio esistenziale di Aurelia scatena una sorta di allucinata soggezione nei confronti della domestica che, scacciata di casa, abita ossessivamente le fantasie di Aurelia. Installata nella villa deserta, Aurelia dedica tutto il suo tempo alle indagini sui misfatti di Adelita rifiutando ogni contatto con la vita precedente: incapace di reagire di fronte all'aggressione delle diverse facce di una realtà mutevole e sfuggente, ben diversa dalla dimensione superficiale in cui aveva fino ad allora vissuto, si lascia avvolgere da suggestioni malate come in una ragnatela simbolica.

La canzone di Dorotea di Rosa Regás
Titolo originale: La canción de Dorotea
Traduzione di Claudio Fiorentino
226 pag., Euro 9.00 - Edizioni Feltrinelli (Super Universale Economica)
ISBN 88-07-84030-8

Le prime righe

1.

Si chiamava Adelita. Era talmente bassa che non si alzava da terra più di un metro e cinquanta neppure nelle rare occasioni in cui portava scarpe con i tacchi alti, sui quali si dondolava scomoda ma sicura. Ciò nonostante, la caratteristica più spiccata della sua figura era, senza alcun dubbio, la struttura di quel corpo piccolo. Piccolo, ma non gracile. Era robusto, forte, con spalle larghe e collo tozzo, ma i fianchi erano stretti in confronto alle spalle e alle cosce possenti. Le braccia corte e muscolose, innestate su un busto così ampio e solido che i piccoli seni quasi vi si perdevano, completavano il suo aspetto di aborigena in via di estinzione fuggita per qualche misterioso motivo da un paese lontano e primitivo. Non era nana, né la sua statura sarebbe saltata all'occhio se non avesse avuto un corpo così grande, se non fosse stato per quella coincidenza di misure che faceva di lei un essere tanto strano.
Adelita, invece, era consapevole solo della sua modesta altezza e si concedeva il lusso di prendersi in giro con civetteria, dando a intendere che, sebbene sotto questo aspetto la natura l'avesse trattata con avarizia, in compenso l'aveva dotata di una grazia innata, che trasformava il suo punto debole in strumento di seduzione, rendendola bella in maniera diversa dalle altre donne. Quando decise di prendere la patente e, proprio perché era tanto bassa, la obbligarono a richiedere un permesso speciale, come accade per i disabili, imputò il mancato superamento dell'esame all'idea bislacca degli esaminatori di inserirla in una categoria con la quale, di fatto, non aveva nulla a che spartire. E forse aveva ragione, perché, sebbene per sei volte avesse tentato di superare l'esame senza riuscirci, fallendo pure la prova teorica, certo non le mancavano intelligenza, buona memoria e capacità di applicarsi.

© 2003 Giangiacomo Feltrinelli Editore


L'autrice

Rosa Regás è nata a Barcellona nel 1933. Ha lavorato a lungo nell'editoria e nel giornalismo. Nel 1989 ha pubblicato il suo primo romanzo Ginebra e, da allora, è diventata una delle scrittrici più popolari in Spagna, con un larghissimo seguito presso il pubblico femminile. Nel 1999, con Luna lunera (vincitore di due importantissimi premi letterari) si è definitivamente imposta come autrice di respiro internazionale. La canzone di Dorotea ha vinto il premio Pianeta, il più prestigioso in Spagna, e ha aperto a Rosa Regás le porte dell'editoria mondiale.


Di Daniela Pizzagalli


18 luglio 2003