La biografia


Natsuo Kirino
Le quattro casalinghe di Tokyo

"Faticare fino a esaurire tutte le forze, per non pensare a nulla. Vivere all'opposto della sua famiglia. Ma tutto ciò non aveva fatto che aumentare la sua rabbia e la sua tristezza. Nessuno, né Yoshiki né Nobuki, avrebbe più potuto salvarla.
Forse proprio per questo aveva oltrepassato il confine, perché era talmente disperata che voleva solo un mondo diverso".

L'orrore che irrompe in una tranquilla quotidianità risulta ancora più sconvolgente: per questo il romanzo della giapponese Natsuo Kirino, Le quattro casalinghe di Tokyo trascina il lettore in un vortice di tensione, descrivendo crudamente una società sempre più egocentrica e disumanizzata.
Questo noir al femminile sembra voler dimostrare che le donne, apparentemente vittime predestinate della violenza, possono invece ribaltare i ruoli indossando con feroce disinvoltura i panni dell'aguzzino, se si tratta di perseguire i propri obiettivi. L'autrice Natsuo Kirino, cinquantenne, che ha già riscosso ampio successo con un precedente thriller, con Le quattro casalinghe di Tokio si è aggiudicata il Premio dell'Associazione giapponese degli autori di romanzi polizieschi, anche se l'etichetta del giallo è riduttiva per un libro che si presenta come un emblematico spaccato sociale.
Quattro operaie del turno di notte di una fabbrica giapponese di cibi pronti costituiscono una squadra affiatata, e si confidano le rispettive pene: la bella Yayoi ha saputo che il marito dilapida i risparmi al gioco, la più anziana Yoshie ha sulle spalle la suocera malata e due figlie ribelli e sfruttatrici, l'aggressiva e frivola Kuniko è vittima degli usurai, solo Masako, intelligente e coraggiosa ma discriminata in un precedente lavoro per colpa dei colleghi uomini, cova la sua insoddisfazione senza darlo a vedere, mostrandosi alle amiche come un solido punto di riferimento. Tutte sognano di cambiare la propria vita, ma il cambiamento sarà all'insegna del delitto: Yayoi in un raptus uccide il marito e le altre tre l'aiutano, con motivazioni diverse, a disfarsi del cadavere, dando inizio a una inarrestabile catena criminale che metterà in luce il lato più oscuro e perverso di ciascuna di loro. La parabola più devastante è quella compiuta da Masako, che ancora una volta dimostrerà la propria superiorità sugli uomini, battendoli anche nel business del crimine, ma rimanendo poi invischiata in un sadico gioco al massacro.

Le quattro casalinghe di Tokyo di Natsuo Kirino
Titolo originale: Out
Traduzione di Lydia Origlia
620 pag., Euro 18.00 - Edizioni Neri Pozza (Le tavole d'oro)
ISBN 88-7305-817-5

Di Daniela Pizzagalli

le prime pagine
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Capitolo 1
Turno di notte

Arrivò al posteggio prima dell'ora stabilita.
Scesa dall'auto fu avvolta dall'umida, fitta oscurità di luglio. Era forse il caldo afoso a farle apparire ancora più cupe quelle tenebre.
Masako Katori si sentì soffocare e levò lo sguardo al cielo senza stelle. La pelle, che in auto si era mantenuta fresca e asciutta grazie al climatizzatore, divenne subito sudata e appiccicosa.
Un odore di olio fitto, proveniente dallo stabilimento di pasti precotti in cui tra poco avrebbe iniziato il suo turno di notte, si mescolava quasi indistintamente alle folate di gas di scarico che giungevano dalla Shin-Oume-Highway. "Voglio tornare".
Queste parole le affiorarono alla mente non appena l'odore raggiunse il suo naso. Non sapeva come le fosse venuta in testa quell'idea, né dove voleva tornare. Ovviamente non nella casa da cui era appena uscita. Perché non voleva tornare a casa? E dove avrebbe voluto andare? La sensazione di avere smarrito la strada irritò Masako.
Nelle lunghe ore tra la mezzanotte e le cinque e mezzo del mattino avrebbe dovuto riempire di cibo le scatole che le sarebbero passate davanti sul nastro trasportatore, senza un attimo di pausa. La paga oraria era alta, per essere un attività a part-time, ma il lavoro era faticoso, poiché la costringeva a rimanere in piedi. Non si sentiva per niente in forma: non era la prima volta che, al pensiero della sfacchinata che l'aspettava, veniva assalita dai crampi. Tuttavia quella notte provava una sensazione diversa, indefinibile.
Si accese una sigaretta, e per la prima volta le venne in mente che lo faceva per coprire l'odore dello stabilimento.
L'edificio sorgeva solitario alla fine della strada che costeggiava il muro grigio di una gigantesca officina meccanica, nel cuore di Musashi-Murayama. Intorno non vi erano che campi polverosi e piccole autofficine, disseminate in un territorio piatto su cui dominava un cielo immenso. Il parcheggio si trovava a tre minuti a piedi dalla fabbrica, oltre l'area desolata dello stabilimento.
Per costruirlo si erano limitati a spianare un ampio terreno e a segnare provvisoriamente i posti per le auto con strisce di plastica, ricoperte a tratti di polvere e sabbia e poco visibili. I furgoncini e le utilitarie degli operai erano posteggiati alla rinfusa.
Era praticamente impossibile accorgersi se qualcuno era laggiù in agguato, nascosto nell'ombra dei cespugli o delle auto. Quest'idea rendeva il luogo ancora più inquietante. Masako si guardò intorno con circospezione e chiuse a chiave la macchina.
Udì uno stridio di gomme e la luce gialla dei fari illuminò per un attimo i cespugli. Una Golf cabriolet verde con la capote sollevata entrò nel parcheggio e si avvicinò. La faccia pienotta di Kuniko Jonouchi accennò un inchino.
"Scusa, sono in ritardo".
Kuniko parcheggiò distrattamente l'auto vicino alla Toyota Corolla rossa di Masako, senza preoccuparsi del fatto che la macchina era troppo spostata a destra. I rumori che provocava — tirando il freno a mano, sbattendo la portiera — risuonavano inutilmente troppo forti. Tutto in lei era stridente e fuori tono.
Masako spense la sigaretta con la punta della scarpa da ginnastica.
"Che auto elegante!"
Perfino in fabbrica la Golf era argomento di conversazione.
"Trovi davvero?" Visibilmente compiaciuta, Kuniko si passò la lingua sulle labbra: "Comunque sono stata una bella stupida a riempirmi di debiti per comprarla!"
Masako sorrise ambiguamente. I debiti di Kuniko non riguardavano soltanto l'automobile. Comprava quasi esclusivamente articoli firmati e spendeva molto anche per vestirsi.
"Dai, andiamo!"
Dall'inizio dell'anno il sentiero che portava dal posteggio alla fabbrica era stato spesso teatro delle incursioni di un maniaco sessuale. Era successo più di una volta che un'operaia del turno di notte venisse trascinata nel buio tra i cespugli e molestata. Anche il giorno prima la direzione aveva raccomandato di recarsi al lavoro possibilmente in compagnia.

© 2003 Neri Pozza Editore

biografia dell'autore
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Natsuo Kirino è nata nel 1951 a Kanazawa, un'antica città del Giappone centrale. Nel 1993 si è aggiudicata il premio Edogawa Ranpo con il romanzo Pioggia sul viso, la vicenda di una giovane detective che risolve da sola la storia di un ingente furto e di un'inquietante scomparsa. Con Le quattro casalinghe di Tokyo ha raggiunto un grandissimo successo di pubblico e di critica e ha vinto il prestigioso Premio dell'Associazione giapponese degli autori di romanzi polizeschi.





4 luglio 2003