FORME DIVERSE DEL NARRARE

Hella Haasse
La pianista e i lupi

"L'ambiguità della figura del lupo - terrore del bosco quanto nume tutelare, amico e nemico sotto un unico sembiante - diede nuovo impulso al fervore di ricerca di Matthias. Fotocopiò parecchie pagine del libro di Waldschade, ormai introvabile anche nelle librerie antiquarie."

La grande passione per i lupi accomuna i due protagonisti principali di questo recente romanzo di Hella Haasse, pubblicato per la prima volta in nederlandese nel 2000: un giornalista, Matthias Crone, e una pianista, Edith Waldschade. Ormai anche il pubblico dei lettori italiani conosce la Haasse, scrittrice che nella sua patria, l'Olanda, è considerata tra le maggiori interpreti della letteratura del Novecento. Dal 1991 a oggi sono stati pubblicati nel nostro Paese alcuni dei tanti romanzi che compongono la produzione di un'autrice tanto brava quanto prolifica (negli ultimi cinquant'anni almeno un'opera all'anno...), che ha "debuttato" nel lontano 1939 come poetessa.
Molti sono gli elementi misteriosi e i segreti nascosti che compongono l'intricata trama del romanzo. "È una storia piena di dolore, di rancore, di sentimenti di rivalsa e di vendetta, di distacco dalla vita reale", scrive nella Postfazione Franco Paris. È una storia piena di lupi veri o immaginari, che attirano una passione quasi morbosa o che creano inquietudine, ansia e paura. La vicenda è ambientata quasi interamente in una villa solitaria nelle foreste delle Ardenne dove vivono Edith, la pianista che alleva lupi, e la sua inquietante sorella Gerda, ma dove arrivano casualmente Matthias e il fratellastro Erwin e dove trovano una spiegazione alcuni insoluti misteri del passato. Anche la forma narrativa è ricca di "anse" create nel corso della storia da lettere che intercalano i capitoli, o un articolo di giornale utilizzato per introdurre un nuovo tassello nella storia. Tra raduni neopagani e miti nordici rivisitati, primo fra tutti quello di Fenrir, gigantesco e ferocissimo lupo che inghiotte il sole portando sulla terra distruzione e morte, Hella Haasse rilegge la simbologia legata ai lupi utilizzando al meglio quella paura ancestrale che questi animali suscitano negli esseri umani

La pianista e i lupi di Hella Haasse
Titolo originale: Fenrir
Traduzione di Lisetta Figurelli
Postfazione di Franco Paris
184 pag., Euro 11.50 - Edizioni Iperborea
ISBN 88-7091-111-X

Le prime righe

Il 25 settembre Matthias Crone andò a un concerto, perché aveva letto sul giornale che la pianista teneva dei lupi nel giardino dietro casa. La foto che accompagnava l'articolo mostrava una donna non più giovane, con un volto bello ma impenetrabile. Non fissava l'obiettivo, il suo sguardo era rivolto all'interno. Si vedeva chiaramente che si era lasciata intervistare controvoglia. Nelle sue risposte ripeteva — com'era inevitabile — quello che aveva già raccontato centinaia di volte sulla sua formazione, le sue tournée, le sue scelte di repertorio. Le domande sulla sua vita privata, le eludeva. A proposito di una voce che l'intervistatore aveva raccolto da qualche parte, era venuta fuori d'un tratto la storia dei lupi.
Matthias fu subito incuriosito dalla pianista, il cui nome, Edith Waldschade, gli suonava vagamente noto. Il programma del concerto in realtà lo interessava poco. Si trattava di altro.
Fin dall'infanzia era stato affascinato dai lupi. Leggeva tutto sull'argomento, andava a osservarli ai giardini zoologici, sognava di poterli studiare allo stato naturale. Aveva scelto il mestiere sbagliato? Per uno che era aiutoredattore alla rubrica Necrologie e Anniversari di un quotidiano di media tiratura, appariva insolita questa ossessione per il Canis Lupus, il veloce e selvaggio razziatore dei boschi, guardato con sospetto dall'uomo fin dalla notte dei tempi come rivale nella caccia e temibile predatore.

© 2003 Iperborea Editore


L'autrice

Hella Haasse, nata a Giacarta nel 1918, è una delle figure più di rilievo nella letteratura olandese contemporanea. Trasferitasi a vent'anni in Olanda, pubblica Oereg, romanzo legato ai ricordi di infanzia nelle colonie. Nota anche in Italia soprattutto per i grandi romanzi storici, come Vagando per una selva oscura, nella sua vasta opera affronta anche temi legati al mondo contemporaneo, come in Di passaggio, La fonte nascosta, Le Vie dell'immaginazione


Di Giulia Mozzato


4 luglio 2003