IL DRAMMA DELLA GUERRA

Armando Torno
La moralità della violenza
Considerazioni sul male della storia

"Nel nostro itinerario ci siamo soffermati brevemente sul mondo ebraico, cristiano, islamico e pagano con lo scopo di ricordare che la violenza è nelle nostre credenze religiose, mescolata anche a comportamenti non violenti, al desiderio di pace che resta sempre uno dei più alti dell'uomo."

Non siamo di fronte a un testo di filosofia, né a un saggio di teoria politica: a scrivere è un giornalista e lo stile, il tono, il fraseggiare, appaiono accessibili a tutti coloro che si pongono delle domande sul mondo violento che li circonda. La storia è davvero costruita sul dolore e sulla sofferenza di popoli e di individui, spesso la "banalità del male" ha travolto intere generazioni, sono state distrutte civiltà, demolite opere d'arte patrimonio dell'intera umanità, si sono fatte guerre in nome di Dio, in nome della purezza della razza, per conquistare territori o ricchezze, per prevenire eventuali potenziali altrui reazioni (la "guerra preventiva" è una delle più incongrue e ipocrite invenzioni della contemporaneità), insomma fin dalle origini della storia la violenza ha connotato l'umanità.
Per questo Torno nel suo volume propone al lettore più domande che risposte, cita fonti antiche e contemporanee che hanno analizzato questo tema così complesso e che hanno tentato spiegazioni (talvolta giustificazioni) diverse, ma che non hanno mai saputo o potuto offrire parole definitive a chi guarda oggi sbigottito il dilagare in tanti settori, pubblici e privati, della violenza.
Impossibile liberarci da questa iattura? Impossibile togliere all'uomo l'istinto di Caino? Impossibile trovare una strada per interrompere il cruento cammino della storia? In ogni caso la riflessione serve, anzi è necessaria, se non per poterla utopisticamente vincere quanto per contrastarne gli effetti più devastanti o per prevenire le sue manifestazioni più clamorose.

La moralità della violenza. Considerazioni sul male della storia di Armando Torno
132 pag., Euro 17.00 - Edizioni Mondadori (Saggi)
ISBN 88-04-47224-3

Le prime righe

Nessuno è disposto a difendere la violenza. Anche chi ne fa uso dichiara che è costretto a ricorrervi per difendersi o per evitare una violenza maggiore. Tutti dunque la condanniamo, e oggi è in corso una nobile gara per eliminarla o, almeno, per limitarne gli effetti. La soluzione di molte controversie con metodi non violenti ha fatto sorgere nuove speranze. Ma nella realtà, al di là dei propositi e delle intenzioni migliori, la violenza è sempre tra noi. Perché? A questa domanda ognuno potrebbe dare la sua risposta. Quella che leggerete in questo libro nasce da riflessioni che non pretendono di risolvere il problema, ma desiderano soltanto sollevare qualche dubbio. Forse la violenza è dentro di noi, legata a un antico istinto, quasi fosse un bisogno della nostra natura. Forse è un'espressione, una conseguenza, delle varie morali elaborate dall'umanità nel corso della storia. Forse è la superficie tangibile del male, la sola parte che riusciamo a vedere. Forse è nata con le società. Forse...

© 2003 Arnoldo Mondadori Editore


L'autore

Arnoldo Torno è nato nel 1953 a Milano, dove vive e lavora. Editorialista del "Corriere della Sera", ha pubblicato: Pro e contro Dio, Senza Dio?, Piccolo manuale per perdere la fede e Piccolo manuale per ritrovare la fede, L'infelicità, Piccola storia dell'amore, La truffa del tempo, Le virtù dell'ozio.


Di Grazia Casagrande


4 luglio 2003