I CAMBIAMENTI - LA SCRITTURA ITALIANA - YEHOSHUA E LA JEUNE-FILLE
I CAMBIAMENTI
Don DeLillo
Cosmopolis

"La pioggia sul viso era gradevole e l'odore acre era giusto e opportuno, il tanfo di urina che maturava sulla carrozzeria della sua macchina, e si poteva trovare un piacere trepidante, e una gioia a dispetto di ogni disgrazia, nel repentino crollo dei mercati. Ma era la minaccia di morte al sorgere della notte che gli parlava con maggior sicurezza di una regola del fato che, l'aveva sempre saputo, si sarebbe chiarita col tempo. Adesso poteva cominciare il lavoro di vivere."

Hanif Kureishi
Il corpo
e sette racconti

"Tuttavia amavo questa molteplicità di vite; mi deliziavo dei complimenti sulle mie maniere e sul mio corpo, godevo quando mi dicevano che ero bello, affascinante, prestante. Capivo cosa intendesse Ralph, quando parlava di una nuova partenza con il vecchio equipaggiamento."


LA SCRITTURA ITALIANA
Sergio Ferrero
Il cancello nero

""Quei mesi, e furono forse i mesi di tutto un anno, si sono fissati per me, nella trama sconnessa del passato, come una sola, lunga pausa, insidiata, è vero, dalle minacce che la guerra rendeva sempre più incombente, e tuttavia piena, nel ricordo, di una tenerezza, di una carica emotiva che sono di alcune stagioni della vita, di alcuni rapporti umani soltanto."

Angela P. Fassio
Il primo paladino

"Orlando diede fiato all'Olifante, diffondendo tutt'intorno il proprio ferale messaggio. Bastò quel suono spaventoso a gettare lo scompiglio nell'accampamento degli angli."


YEHOSHUA E LA JEUNE-FILLE
Tiqqun
Elementi per una teoria della Jeune-Fille

"In realtà la Jeune-Fille non è altro che il cittadino modello quale la società mercantile lo ridefinisce a partire dalla prima guerra mondiale, in risposta esplicita alla minaccia rivoluzionaria. In quanto tale, si tratta di una figura polare, che orienta il divenire più di quanto non vi prevalga."

Abraham B.Yehoshua
Il lettore e lo specchio
Sul romanzo e la scrittura

"La scrittura ha perso il carattere sacro che aveva in passato, è alla portata di chiunque. Da un lato è una cosa positiva, dall'altro fa paura, perché vanno perduti i criteri di che cosa è bene e che cosa non lo è. Non voglio essere troppo categorico a questo proposito, non voglio scoraggiare chi scrive, ma ho bisogno di esprimere l'idea di una certa sacralità della scrittura. Scrivere per me era e resta una vocazione, una specie di missione."


27 giugno 2003