I CAMBIAMENTI

Hanif Kureishi
Il corpo
e sette racconti

"Tuttavia amavo questa molteplicità di vite; mi deliziavo dei complimenti sulle mie maniere e sul mio corpo, godevo quando mi dicevano che ero bello, affascinante, prestante. Capivo cosa intendesse Ralph, quando parlava di una nuova partenza con il vecchio equipaggiamento."

Il primo racconto, quasi un romanzo breve, è quello che dà il titolo all'intera raccolta e che indubbiamente la caratterizza.
È una storia fantascientifica in qualche modo collegata al dibattito sulle biotecnologie e ai problemi etici che da queste straordinarie novità nascono. Ma il punto di vista da cui parte Kureishi non è né quello scientifico (non c'è, come spesso avviene nei libri di fantascienza, il tentativo di dare spiegazioni credibili a quanto descritto), né di morale collettiva, piuttosto è descritta l'esperienza osservata in soggettiva attraverso i pensieri del protagonista. Un uomo, uno scrittore affermato, che ha ormai superato i sessant'anni, sente con fastidio la decadenza del proprio corpo, avverte come gli siano più difficili certi movimenti e certe esperienze che richiederebbero una energia fisica e una agilità ormai perse. Questo peso della vecchiaia imminente non è però accompagnato da un'insoddisfazione sentimentale o dalla scontentezza complessiva per la propria vita: la professione gli dà prestigio, ama la moglie, i figli lo riempiono di calore, ha buoni amici e rapporti umani interessanti. Così quando, in un incontro casuale, gli viene proposto di sostituire il suo vecchio corpo con uno giovane, grazie a un trapianto di cervello, ha molti tentennamenti ma alla fine cede a questa ebbrezza di gioventù e decide di sperimentare per sei mesi una nuova giovinezza fisica. Saluta la moglie a cui dice di aver bisogno di un breve periodo di solitudine e si sottopone all'intervento. Particolarmente forte la pagina che descrive la scelta del nuovo corpo da parte del protagonista e presenta una terribile esposizione di cadaveri di giovani morti pronti a ricevere il cervello di vecchi insoddisfatti. Altrettanto acute le notazioni che registrano le emozioni e i pensieri dell'"uomo nuovo" venutosi a creare dopo l'operazione: che effetto può fare scegliere il proprio aspetto fisico da una specie di mostruoso catalogo e vederselo addosso, ed essere quello? Come reagiremmo nel vederci allo specchio così come vorremmo idealmente essere? Il narcisismo dell'infanzia riesploderebbe in pieno, o ci sentiremmo estranei a tanta bellezza? L'identità è data dal cervello o dal corpo? Ma il nuovo "stato" implica anche delle difficoltà nei rapporti, nei desideri, nelle aspettative, eppure è troppo forte il piacere che nasce dall'appagamento della propria vanità perché il protagonista rimpianga il vecchio corpo. Non si esauriscono però in quella condizione eccezionale gli affetti: la visione della moglie, il pensiero di lei non entrano in conflitto con le belle e giovani ragazze con cui si sperimenta. Ma quel corpo finisce col trasformarsi in oggetto prezioso e per questo ricercato e per il cui possesso (come avviene per un'opera d'arte), si perde ogni sentimento di pietà o di solidarietà, si possono compiere anche delitti...
Il tema che ha chiari elementi metaforici viene però affrontato con forte realismo dall'autore che nei successivi racconti tratta argomenti più quotidiani anche se sempre accompagnati da qualche "anomalia" a indicare che la realtà ha in sé molto di irreale.

Il corpo e sette racconti di Hanif Kureishi
Titolo originale: The Body
Traduzione di Ivan Cotroneo e Vincenzo Latronico
335 pag., Euro 17.00 - Edizioni Bompiani (Narratori stranieri Bompiani)
ISBN 88-452-5433

Le prime righe

1

Disse: "Lei si lamenta di non riuscire più a sentire bene. La schiena le fa male. Il suo corpo non smette un momento di ricordarle quanto la sua esistenza sia sofferente. Non le piacerebbe provare a cercare una soluzione?" "Per questa vecchia carcassa mezza morta?" risposi. "Certo. Cosa?"
"Che ne dice di darla via e prendersi qualcosa di nuovo? "
Era un invito a cui non potevo dire di no, o di sì. Non c'era sicuramente una risposta semplice o diretta. Una volta ascoltata la proposta di quell'uomo, per quanto volessi respingerla come una follia, non riuscivo a smettere di pensarci. Per tutta la notte fui eccitato. Era un pensiero da cui non riuscivo a staccarmi, nemmeno per un istante; ero costretto ad ammetterlo.
Tutta questa "avventura" cominciò con una festa a cui non volevo andare. Anche se gli anni Cinquanta e Sessanta dovrebbero rappresentare per ragioni anagrafiche la mia primavera, non mi piace l'aggressione della musica ad alto volume e ho finito per apprezzare il silenzio nelle sue molteplici varianti. Non mi fa impazzire neanche il cibo mezzo crudo, cucinato al barbecue.

© 2003 RCS Libri


L'autore

Hanif Kureishi è nato in Inghilterra nel 1954, da padre pakistano e madre inglese. Ha iniziato presto a scrivere per il teatro, vincendo nel 1980 il Thames Playwright Award con la commedia The Mother Country. Per Stephen Frears ha scritto le sceneggiature di My Beautiful Laundrette per cui è stato candidato all'Oscar, e di Sammy and Rosie Get Laid. Nel 1991 ha diretto il suo primo film, London Kills Me. Ha scritto la sceneggiatura di Il Budda delle periferie (scritta in collaborazione con Roger Michell), le raccolte di racconti Love in a Blue Time, da cui è stato tratto il film My Son the Fanatic di Udayan Prasad e Mezzanotte tutto il giorno, i romanzi The Black Album, nell'intimità, Il Budda delle periferie e Il dono di Gabriel, e i saggi Da dove vengono le storie? E Otto braccia per abbracciarti.
Proponiamo l'intervista allo scrittore sul Café letterario di libriAlice.it


Di Grazia Casagrande


27 giugno 2003