YEHOSHUA E LA JEUNE-FILLE

Tiqqun
Elementi per una teoria della Jeune-Fille

"In realtà la Jeune-Fille non è altro che il cittadino modello quale la società mercantile lo ridefinisce a partire dalla prima guerra mondiale, in risposta esplicita alla minaccia rivoluzionaria. In quanto tale, si tratta di una figura polare, che orienta il divenire più di quanto non vi prevalga."

Se i lettori pensano che si parli di soggetti di sesso femminile di una particolare età, si sbagliano: per Jeune-Fille gli autori intendono il prodotto umano di un capitalismo che ha elaborato una sua cultura, una sua visione del mondo e ha bisogno di attori che divulghino e rappresentino il nuovo Verbo. Se la società dei consumi ha bisogno di sostenitori questi dovranno appartenere, di necessità, alle categorie più deboli: "donne e giovani, omosessuali e immigrati" perché proprio la loro adesione la ammanterà di progressismo e di emancipazione. Proprio questa società dello spettacolo vorrà e saprà modellare le persone ancora in via di definizione antropomorfizzando lo stile di vita che il consumismo richiede. Individui formattati secondo una vocazione alla conservazione che oggi richiede certi qualità positive: la jeune-fille dovrà essere solidale, ecologica, ragionevole, rispettosa, dotata di un forte autocontrollo, "biopolitica all'estremo", ma dovrà anche adeguarsi alle nuove tendenze, docile e flessibile secondo le esigenze del mercato, tanto che non sia più visibile il processo di plagio, di trasformazione. Armi sempre nuove per una guerra che ora ha toccato punti critici, che mostra incrinature in un apparato che sembrava perfetto.
Le pagine che compongono il volumetto raccolgono frasi quasi sotto forma di aforisma, in realtà sono tanti frammenti di un puzzle che tracciano un perfetto quadro di quanto detto, cioè di come la mistificazione estrema sia appunto la finzione della naturalezza e di come siano sempre più subdoli e pervasivi i metodi di affermazione del capitale e di come sia importante conservare un'attenzione vigile per non farcene fagocitare.

Elementi per una teoria della Jeune-Fille di Tiqqun
Titolo originale: Premiers matériaux pour une théorie de la Jeune-Fille
Traduzione di Tiqqun
Pag., 160, Euro 9.50 - Edizioni Bollati Boringhieri (Variantine)
ISBN 88-339-1476-3

Le prime righe

Preliminari

I

Sotto le smorfie ipnotiche della pacificazione ufficiale si combatte una guerra. Una guerra di cui non si può dire che sia di ordine puramente economico, né sociale o umanitario, talmente è totale. Mentre ciascuno intuisce che la propria esistenza tende a diventare il campo di una battaglia in cui nevrosi, fobie, somatizzazioni, depressioni e angosce suonano come altrettante ritirate, nessuno riesce a coglierne né il corso né la posta in gioco. Paradossalmente, è proprio il carattere totale di questa guerra, totale nei mezzi non meno che nei fini, che, per cominciare, le consente di rendersi invisibile.
Alle offensive a viso aperto, l'Impero preferisce i metodi cinesi, la prevenzione cronica, la diffusione molecolare della costrizione nel quotidiano. Qui l'endosorveglianza viene adeguatamente a dare il cambio allo sbirraggio generale e l'autocontrollo individuale al controllo sociale. In fin dei conti, è proprio l'onnipresenza della nuova polizia che finisce per renderla impercettibile.

© 2003 bollati Boringhieri Editore


Gli autori

Tiqqun è il nome di un collettivo che pubblica a Parigi l'omonima rivista, "Organo di collegamento all'interno del Partito immaginario".


Di Grazia Casagrande


27 giugno 2003