YEHOSHUA E LA JEUNE-FILLE

Abraham B.Yehoshua
Il lettore e lo specchio
Sul romanzo e la scrittura

"La scrittura ha perso il carattere sacro che aveva in passato, è alla portata di chiunque. Da un lato è una cosa positiva, dall'altro fa paura, perché vanno perduti i criteri di che cosa è bene e che cosa non lo è. Non voglio essere troppo categorico a questo proposito, non voglio scoraggiare chi scrive, ma ho bisogno di esprimere l'idea di una certa sacralità della scrittura. Scrivere per me era e resta una vocazione, una specie di missione."

Qual è il significato della scrittura? Come e quando scrive un grande autore? Quale metodo e quali criteri vengono utilizzati nella spesso lunga e complessa genesi di un testo letterario? E poi, in particolare, come lavora e ha lavorato Abraham B. Yehoshua in questi anni?
Sono due le principali strade percorse dall'interessante piccolo saggio-intervista Il lettore allo specchio per rispondere a queste e a molte altre domande decisamente coinvolgenti: una riguarda la teoria letteraria e rappresenta un dibattito veloce e brillante di Yehoshua con l'interlocutore, il professor Alessandro Guetta; l'altra invece, sempre stimolata dal suo intervistatore, verte direttamente sull'opera letteraria dello scrittore israeliano, analizzando i singoli lavori per ricostruire di volta in volta la genesi delle idee e dei testi attraverso le parole del loro autore. Non mancano riferimenti alla storia del popolo ebraico e alla questione aperta del sionismo, alla situazione sociale e intellettuale nello Stato di Israele e alle forti radici culturali di Yehoshua. Nella scrittura non esistono principi fissi, ognuno crea secondo regole che gli sono proprie, afferma nel rispondere a una domanda diretta di Guetta: non dobbiamo certo aspettarci le pagine di un manuale di scrittura in questo volumetto. Ma è certamente interessante sapere come lavora un grande autore, quali sono i suoi piccoli segreti: per me vale l'affermazione di García Marquez: la cosa più difficile è scrivere le prime due pagine del romanzo, perché dopo si può già intuire quanto sarà lungo, che stile avrà e quale sarà il personaggio centrale. Pere questo motivo, per scrivere le prime due o tre pagine di un romanzo mi occorrono dei mesi, poi le cose diventano chiare. Così come è bello scoprire come uno scrittore immagina le proprie storie e cosa pensa mentre le scrive. Una domanda resta sospesa, senza una definitiva spiegazione: perché, dopo gli israeliani, sono gli italiani ad apprezzare più di altri l'opera narrativa di Yehoshua? Guetta tenta di spiegarlo, ma per lo scrittore resta un incomprensibile e piacevole mistero.

Il lettore e lo specchio. Sul romanzo e la scrittura di Abraham B.Yehoshua
A cura di Alessandro Guetta
136 pag., Euro 8.00 - Edizioni Einaudi (Einaudi tascabili. Stile libero n. 1108)
ISBN 88-06-16565-8

Le prime righe

Caro Abraham, cominciamo con una constatazione: nel giro di pochi anni, in Italia sei diventato uno degli scrittori più celebri. Eppure non è lontano il tempo in cui proponevo ai maggiori editori i tuoi racconti, poi il tuo primo romanzo, L'amante, e ricevevo cortesi rifiuti. Adesso sei molto famoso e apprezzato, più ancora che nei Paesi dove sei stato tradotto con maggiore rapidità.

Ti ringrazio. Ricordo bene che i miei libri non erano presi in considerazione, e la ragione che mi facevano intendere era che.., non erano abbastanza israeliani! In altre parole, non corrispondevano all'immagine che gli editori avevano di Israele: volevano essenzialmente guerra e kibbutz, e io non ne fornivo abbastanza. Pensavano di conoscere Israele meglio degli scrittori israeliani. Poi c'è stato un cambiamento, è arrivato un successo che, per la verità, non cessa di stupirmi: che ci sia qualche affinità nascosta?

Ormai, quando scrivi avrai in mente dei lettori italiani! Ammesso che pensi a dei lettori, mentre scrivi.
Si, penso ai lettori, credo che ogni autore abbia in mente un certo pubblico, nessuno scrive un racconto per metterlo in un cassetto, ogni testo letterario è destinato a qualcuno. Ma quando parlo di "lettori", penso a un gruppo molto ristretto, composto da amici, alcuni critici, mia moglie; dieci, quindici persone, lettori intimi che conosco e che mi conoscono bene. Sono loro che vedo al di là della mia scrittura: al lettore generico non riesco mai a pensare, e ancora meno a quello straniero, tant'è vero che quando ho cominciato a essere tradotto e sono arrivate le reazioni dagli Stati Uniti, dall'Italia, dall'Asia, da tutto il mondo, mi sono stupito, perché pensavo che all'estero non avrebbero potuto capire i codici israeliani presenti nella mia letteratura. Lo scrittore non deve pensare troppo al lettore, in ogni caso non per trovare un modo di piacergli, però deve sapere che c'è. Secondo me è molto importante avere dieci, quindici lettori fidati e fedeli, le cui osservazioni possono rivelarsi preziose, con i quali dialogare.

© 2003 Giulio Einaudi Editore


L'autore

Abraham B.Yehoshua è nato a Gerusalemme nel 1936. Tra i suoi romanzi ricordiamo: Viaggio alla fine del millennio, Il potere terribile di una piccola colpa, Ritorno dall'India. Il suo ultimo successo è La sposa liberata.

Il curatore

Alessandro Guetta è professore di Letteratura e filosofia ebraica all'Istituto di Lingue orientali di Parigi.


Di Giulia Mozzato


27 giugno 2003