LA SCRITTURA ITALIANA

Sergio Ferrero
Il cancello nero

"Quei mesi, e furono forse i mesi di tutto un anno, si sono fissati per me, nella trama sconnessa del passato, come una sola, lunga pausa, insidiata, è vero, dalle minacce che la guerra rendeva sempre più incombente, e tuttavia piena, nel ricordo, di una tenerezza, di una carica emotiva che sono di alcune stagioni della vita, di alcuni rapporti umani soltanto."

Forse l'unico vero best seller italiano di racconti è stato il Decamerone. Perfino maestri della novella come Verga, Pirandello e D'Annunzio hanno dovuto affidare la loro fama ai romanzi o al teatro, mentre i racconti trovano posto nelle antologie a beneficio di studenti recalcitranti. Visto che il nostro pubblico non li accoglie volentieri, per l'inesorabile legge del mercato anche gli editori si ritraggono dai racconti: è quindi un'occasione da non perdere la grande prova d'autore di Sergio Ferrero che a quasi quarant'anni dal primo romanzo (Gloria, del '66) e con la consacrazione di riconoscimenti prestigiosi agli altri sette, esce adesso con la prima raccolta di racconti, Il cancello nero.
Sostenute da un ritmo e da uno stile impeccabili, cesellate nell'ambientazione e imprevedibili negli sviluppi, le storie di Sergio Ferrero offrono una mirabile panoramica dei suoi temi narrativi, che ripercorrono soprattutto i tempi più impervi alla memoria, quelli della guerra e del primo dopoguerra. Dei personaggi di Sergio Ferrero non si sa mai "vita, morte e miracoli": il lettore è introdotto in una determinata fase di vita, e sono gli atteggiamenti e le parole a definire i contorni psicologici di uomini e donne dei quali l'autore rispetta l'identità, non imponendosi come un "deus ex machina". A dominare il gioco delle relazioni umane non sono i vincoli primari, come quello tra genitori e figli o tra moglie e marito, ma incontri casuali che avvicinano asimmetricamente generazioni e posizioni sociali antitetiche, producendo legami inaspettati, a volte vitali e confortanti, a volte ambivalenti e crudeli. La colta emigrata russa e la bambina ritardata, due occasionali vicini di stanze d'affitto, un ricercato omicida e una vecchia visionaria amante dei gatti, la padrona della villa e il figlio dei custodi, una coppia in viaggio di nozze e un orfano con tendenze criminali, un cercatore d'oro e una pazza in fuga sono alcuni esempi di un'umanità turbata, che cerca sollievo alla difficoltà del vivere afferrandosi all'enigmatico dono degli attimi, di cui Sergio Ferrero è un partecipe e appassionato dispensatore.

Il cancello nero di Serio Ferrero
179 pag., Euro 16.00 - Edizioni Mondadori (Scrittori Italiani e Stranieri)
ISBN 88-04-52055-8

Le prime righe

L'aveva conosciuta al "cancello nero" e certo non era stato il primo né il solo, tanto che al momento in cui si era deciso a sposarla gli era sembrato opportuno andarsene con lei da qualche parte, per tornare soltanto a cose fatte. In tal modo le pubblicazioni erano sfuggite ai più, nella piccola città, ma lo scandalo era scoppiato ugualmente quando gli sposi erano riapparsi per installarsi, sia pure al secondo piano, in casa Vieri.
Il "cancello nero", sul viale della circonvallazione, era notoriamente una casa di appuntamenti. Da tempo in mano di forestieri, la indicavano tutti così, anche se una targa su un pilastro del malfamato cancello portava ancora il nome degli antichi proprietari, e la frequentavano giovani e meno giovani della buona borghesia locale, forse protetti in alto loco, visto che non avevano mai avuto noie, né loro, né le ragazze che incontravano su appuntamento. Quando aveva saputo che il figlio, invece che mescolarsi ai clienti del miserabile bordello cittadino, frequentava il "cancello", la signora Vieri doveva aver accolto la notizia come un male minore. Lei che aveva cresciuto Ludo con un pugno di ferro, meno di chiunque altro avrebbe potuto prevedere quanto era poi accaduto.

© 2003 Arnoldo Mondadori Editore


L'autore

Sergio Ferrero è nato a Torino nel 1926. Ha pubblicato i seguenti romanzi: Gloria, Il giuoco sul ponte (premio L'Inedito, finalista al premio Strega), A moscacieca, La valigia vuota (premio Selezione Campiello), Nell'ombra, Il ritratto della Gioconda (premio Comisso), Gli occhi del padre (premio Bagutta) e Le farfalle di Voltaire finalista al premio Campiello).


Di Daniela Pizzagalli


27 giugno 2003