FIGURE ITALIANE

Valeria Parrella
Mosca più balena

"Il dottor Spock continuò a scrivere. I miei genitori continuavano a comprare: sulla lavatrice c'erano ammonticchiati tutti i volumi della serie 'ciò che ogni bambino vorrebbe che i suoi genitori sapessero'. Quando mi sedevo sul cesso ce li avevo di fronte, e mi chiedevo come facesse questo signore, dall'America, senza avermi mai conosciuta, a sapere cosa io andavo cercando dai miei genitori. Oggi, gli chiederei di continuare la collana, e suggerirmi cosa volere che sappiamo il mio uomo, il mio datore di lavoro, e ancora i miei genitori."

Un sommesso tam tam fra i lettori (supportati da alcuni autorevoli interventi critici) sta creando un piccolo "caso" attorno a questo libro, il primo della trentenne Valeria Parrella. Colpisce immediatamente la "facilità narrativa" di questa autrice, il semplice fluire della sua prosa, ma anche la forte ironia, che stempera temi tutt'altro che leggeri senza del resto renderli meno importanti o crudi. Sono sei brevi racconti, intensi, estremamente concentrati, come una passata di pomodoro verace (forse questo paragone le piacerebbe...). Sono racconti che si immaginano recitati e impersonati da protagoniste come Isa Danieli, Lina Sastri o Anna Bonaiuto: donne con personalità e carattere, con passioni e sentimenti forti. Sono donne più o meno giovani, più o meno fortunate, ma sono tutte protagoniste in qualche modo coraggiose, sia che debbano adattarsi alla "normalità" sia che ambiscano a una vita diversa, straordinaria. Nella personalità di alcune prevale la superficialità, in altre si nota la voglia di sapere, di capire. Tutte sono figlie dei nostri anni e anche in questo, paradossalmente, sta l'originalità dei racconti di Valeria Parrella: parlano di quotidianità, di vita vera. Sono pochi gli scrittori che percorrono questa strada. e non a caso è Peppe Lanzetta a scrivere sulla quarta di copertina un'appassionata introduzione al volume.
Aspettiamo un seguito a queste storie, speriamo che questa giovane autrice non si fermi qui, che continui a scrivere, anche perché "dal comodino Bukowski le dà ragione direttamente in americano".

Mosca più balena di Valeria Parrella
103 pag., Euro 7.75 - Edizioni Minimun Fax (Nichel 11)
ISBN 88-87765-83-9

Le prime righe

QUELLO CHE NON RICORDO PIÙ

Keplero era il matematico dell'impera-
tore Rodolfo II Germania e il suo com-
pito principale era quello di fare dei buo-
ni oroscopi.

J.D. Bernal
Storia della Fisica

Quando avevo sei anni ci fu il terremoto. Ero figlia unica, scappai a piedi nudi sotto l'arco di una porta, tra i miei genitori.
"Questa è la trave portante", disse mio padre con l'aria da architetto, "qui è tranquillo".
Stavamo al buio, il giorno seguente scoprimmo che l'unica crepa veramente profonda della casa era in quella trave.
Tre mesi dopo, una famosa maga del quartiere indicò alla popolazione il giorno e l'ora della prossima scossa. La gente dormiva con la valigia sotto il letto, e sulla maga non c'era da sbagliarsi, così quando arrivò il giorno x tutti cominciarono a scendere in strada. Accesero i falò.
I miei genitori non si erano sposati in chiesa, quando ero nata avevano comprato il manuale del dottor Spock, e si sforzavano di descrivere tutti gli eventi della vita su assi cartesiani. Io avevo sentito della profezia a scuola e vedevo dal balcone i falò accesi.
"Mamma, perché non scappiamo?"
"Ma che scemenza: i maghi non esistono, la magia non esiste, nessuno può prevedere niente, perché quello che deve ancora succedere non si sa come succederà".
Io vidi Katia scendere nel cortile.
"Mamma, Katia è scesa, c'ha anche la cartella".

© 2003 Minimun Fax Editrice


L'autrice

Valeria Parrella (1974) vive a Napoli, è laureata in glottologia ed è interprete della Lingua Italiana Segni. Questo è il suo primo libro.


Di Giulia Mozzato


20 giugno 2003