FIGURE ITALIANE

Luigi Guicciardi
Un nido di vipere per il commissario Cataldo

"Adesso sente dei passi nel corridoio, e squilli di cellulari e voci che arrivano da altri uffici, e per un attimo è tentato di andare a sentire se qualcuno vuol venire con lui a bere un caffè. Ma poi non fa niente, perché tutto sommato non ne ha voglia. Allora resta seduto, continua a pensare."

Quando un autore inventa un personaggio che sarà protagonista di più opere, sembra instaurare con lui una specie di amicizia, sicuramente ad ogni libro, approfondisce la sua conoscenza, o meglio la fa approfondire ai lettori, e il ripetersi dei gesti abituali, delle espressioni linguistiche o delle reazioni emotive ci permettono di seguire le azioni con maggior partecipazione e affetto.
Questo vale naturalmente anche per l'ultimo romanzo di Guicciardi, Un nido di vipere per il commissario Cataldo, ambientato in una Modena ricca e raffinata, in cui il denaro si coniuga con la cultura e la passione intellettuale. Ma tutto ciò non rende immuni i vari personaggi da grettezze e meschinità, da scheletri da tenere ben nascosti nei lussuosi armadi d'epoca e soprattutto da una nevrosi che sembra, anche se tenuta sotto attento controllo, pervadere ogni gesto e ogni comportamento della prestigiosa famiglia nella cui casa si è svolto il delitto da cui parte l'intera vicenda. Una casa editrice, una collezionista di libri antichi e preziosissimi, una bella donna che dorme solo grazie agli psicofarmaci, una figlia, studentessa in lettere e un fidanzato, giudicato non proprio adeguato dalla madre, di cui si intravede fin dalle prime pagine il cadavere steso nel salotto della villa. La giovane guardia del corpo/autista, Capitani, ha per errore sparato contro quello che giudicava un ladro intrufolatosi in casa per rubare ed è angosciato dall'aver ucciso il fidanzato della ragazza a cui fa da scorta. Ben presto però Cataldo e i suoi uomini scoprono che il colpo mortale non è partito dalla pistola di Capitani ma dalla mano di un altro individuo nascosto dietro la finestra. Parte così l'indagine e i vari interrogatori ci presentano a uno a uno tutti i membri della famiglia Ranucci, i loro amici, i loro collaboratori. "Un nido di vipere" appunto si rivela quella elegante casa patrizia, in cui anche i rapporti più stretti sono violati, in cui non esiste morale se non quella dell'apparenza, in cui le vipere che popolano la villa colpiscono e uccidono ancora. La soluzione dell'intrigo arriverà e, come spesso accade, non ci sarà nessun "vincitore". Cataldo non ha nulla del cow boy, dell'arrogante o dello spregiudicato, è un detective prettamente italiano dotato di grande sottigliezza intellettuale e di una dose di umanità che lo rende familiare e caro al lettore davvero stanco di pseudosuperuomini da cui si sente circondato.

Un nido di vipere per il commissario Cataldo di Luigi Guicciardi
301 pag., Euro 15.90 - Edizioni Piemme
ISBN 88-384-7398-6

Le prime righe

PARTE PRIMA

L'APPARENZA

1

Guarda l'orologio al polso sinistro, dentro il caldo della macchina. È la terza volta che lo fa, e ogni volta sembra che le lancette siano ferme, che il tempo non passi. È Il da un quarto d'ora, si dice, eppure è come un secolo. Ha parcheggiato in viale Moreali alle due meno diciassette, sulla destra, venti metri prima della villa, rallentando per tempo e spegnendo subito il motore. Sebbene sia impossibile che l'abbiano sentito, o ci sia qualcuno in giro, ha pensato poi, a quell'ora di notte e con quel freddo. E adesso sono le due meno due, o manca solo un minuto, a dar retta al quadrante digitale che pulsa luminoso nel buio dell'auto. Basta, è già d'accordo: fra cinque minuti comincerà.
Si stira le braccia, le gambe, poi socchiude il finestrino, pochi centimetri. Perché il riscaldamento adesso gli dà un po' fastidio, o forse è solo la tensione. Anche se non c'è motivo, s'è preparato. Il marsupio con gli attrezzi, i guanti, il passamontagna. E l'ovatta, qualche rotolino, a deformarsi le guance; e i baffi finti. E poi le scarpe, col rialzo interno, da farlo sembrar più alto di cinque centimetri. Tutto per confondere qualcuno, non si sa mai, nel caso si svegliasse, o dovesse vederlo, mentre scapperà.

© 2003 Piemme Editore


L'autore

Luigi Guicciardi, modenese, insegna italiano e latino al liceo. Si è dedicato alla critica letteraria pubblicando saggi con Il Mulino, Clueb e Sansoni. Ha scritto inoltre una raccolta di racconti, Straniero agli altri e il romanzo Errore di prospettiva. Ha scritto inoltre La calda estate del commissario Cataldo, Filastrocca di sangue per il commissario Cataldo e Relazioni pericolose per il commissario Cataldo.


Di Grazia Casagrande


20 giugno 2003