I LUOGHI OSCURI

Edward Bunker
Little Boy Blue

"Gettò la sigaretta dal finestrino e si sentì pervaso da una collera improvvisa. Aveva viziato il figlio. Era questo il problema. Solo un bambino viziato poteva fare ciò di cui lui era capace: scappare, fare a pugni, rubare, andare continuamente fuori di testa."

Bunker arriva un'altra volta a colpirci violentemente e, come sempre, rimaniamo storditi dai suoi pugni letterari e dalla forza drammatica delle sue parole. Ancora frastornati dal precedente Educazione di una canaglia ci stavamo riprendendo (perché non avevamo trovato nessun altro autore così "potente") ed ecco che arriva la traduzione di Little boy blue a rimetterci al tappeto. Vogliamo definirlo romanzo di formazione? Sì, lo è perché racconta gli anni di una giovinezza difficile, perché contiene quegli elementi strutturali che abitualmente si riconducono a questo genere narrativo, ma non aspettatevi qualcosa di simile al Gioventù di Conrad o all'Agostino di Moravia. Alex Hammond è un ragazzo che sta diventando grande, ma in una realtà così problematica e difficile che sarebbe davvero un miracolo se rimanesse fuori dai guai. E, infatti, non ci riesce. Alex ha grandi problemi affettivi, con una famiglia disgregata e un padre che non riesce a dargli quell'appoggio di cui avrebbe bisogno; per questo motivo ha sviluppato una rabbia e un'aggressività preoccupanti, ma che forse sarebbero riconducibili alla normalità se gli educatori svolgessero fino in fondo il loro compito. In realtà gli unici a essergli accanto sono gli amici sbagliati, quelli che appartengono già al mondo della piccola criminalità e che diventano un punto di riferimento e un esempio di vita. Ancora una volta Bunker affronta il percorso che porta alla devianza, al crimine e al carcere, ricostruendo una storia drammatica che inevitabilmente fa riferimento alla sua personale biografia. Sulla copertina del volume leggiamo "Il miglior romanzo sul crimine che io abbia mai letto": la frase è forte, specie se è Quentin Tarantino a pronunciarla. Forse anche per lui Little Boy Blue è stato un pugno nello stomaco.

Little Boy Blue di Edward Bunker
Traduzione di Emanuela Turchetti
460 pag., Euro 14.50 - Edizione Einaudi (Einaudi Tascabile. Stile Libero n. 119)
ISBN 88-06-15697-7

Le prime righe

Capitolo I

Nell'estate del 1943 una berlina Ford nera e banale, con a bordo tre persone, viaggiava da Los Angeles alla San Fernando Valley, passando per il Cahuenga Pass. Un'assistente sociale di mezza età era al volante. Al suo fianco sedeva un ragazzino di undici anni. Il padre del bambino occupava il sedile posteriore. I visi erano scuri, gli sguardi rivolti oltre il parabrezza. L'assistente sociale aveva un'aria arcigna, frutto, in realtà, di una lunga pratica di stoicismo intesa a isolare le sue emozioni dai dolori della compassione. Il padre era l'immagine della determinazione silenziosa, una determinazione appena incrinata dalle pieghe della preoccupazione; i muscoli della mascella pulsavano mentre aspirava il fumo della sigaretta. Le labbra del ragazzo erano quasi invisibili, risucchiate tra i denti, che di tanto in tanto le mordevano per soffocare la collera che covava come fuoco sotto la cenere. Esercizio di coraggio, per farsi forza, e autocontrollo. La ribellione era imminente, ma ancora prematura, in quel particolare momento.
Oltre il Cahuenga Pass, la grande autostrada si incurvava in meandri ai piedi delle colline punteggiate di case bianche nascoste nei declivi di verde. L'assistente sociale imboccò una strada diritta e stretta tra le distese sconfinate di aranceti. Ogni tanto, oltrepassando qualche casa di legno costruita sul margine della strada, balenava uno sprazzo di bianco. La giornata era calda, l'aria densa di polvere, il parabrezza imbrattato dalle macchioline degli insetti spiaccicati. Incrociarono due ragazze che, con le gambe nude, cavalcavano a pelo una grossa giumenta.

© 2003 Giulio Einaudi Editore


L'autore

Edward Bunker è l'autore di tre libri di grande successo anche in Italia, i romanzi Dog Eat Dog (Cane mangia Cane) e No Best So Fierce (Come una bestia feroce) e l'autobiografia Education of a Felon (Educazione di una canaglia). Ha scritto inoltre Animal Factory e Little Boy Blue, che considera il suo romanzo preferito. Entrato per la prima volta a diciassette anni nel penitenziario di San Quentin, Bunker ne ha poi passati diciotto anni da detenuto, in tre periodi successivi. Si può dire che quasi metà della sua vita adulta l'abbia passato in carcere, e l'altra metà a scrivere del carcere, di cui è riuscito a dare, tra romanzi e autobiografia, la più potente rappresentazione letteraria del nostro tempo. Oggi vive a Los Angeles con la giovane moglie e il figlio. È molto amato dal mondo del cinema, per il quale è spesso consulente. È apparso come Mr Blue nel film Reservoir Dogs (Le iene) di Tarantino.


Di Giulia Mozzato


20 giugno 2003