OBIETTIVO CRONACA

Carlo Lucarelli e Massimo Picozzi
Serial killer
Storie di ossessione omicida

"I comportamenti degli assassini seriali indubbiamente incrinano una percezione del mondo rassicurante, in cui ogni cosa deve presentarsi stabile, o quantomeno prevedibile; tuttavia, come abbiamo più volte scritto, la maggior parte delle azioni dei serial killer non può essere direttamente ricondotta a una malattia mentale."

Il sottotitolo "Storie di ossessione omicida" fa presupporre che vi sia una parte di fiction nel volume; in realtà le vicende da cui gli autori prendono spunto per un discorso approfondito e puntuale sul tema "serial killer" sono tutte assolutamente vere e tratte dalla cronaca nera dell'ultimo secolo, con qualche figura più antica di cui fonti letterarie o giudiziarie hanno dato notizia e che sono rimaste nell'immaginario collettivo come simboli del male.
Il libro, che si legge con la stessa passione di un romanzo giallo, si muove un po' come la nota trasmissione televisiva condotta da Lucarelli, "Blu Notte. Misteri italiani": alla ricostruzione accurata della vicenda e alla descrizione della psicologia dell'assassino si aggiunge una parte più analitica e teorica sul fenomeno trattato. Vengono citati studi specialistici sul tema, affrontata la questione da un punto di vista clinico e giuridico, esaminato il contesto, fissate alcune caratteristiche comportamentali che potrebbero evidenziare fin dall'infanzia le turbe che condurranno un bambino o un ragazzo particolare a trasformarsi in serial killer. Gli autori (ottima la sintesi compiuta da un "tecnico" della mente e da un romanziere) utilizzano studi americani per catalogare le tipologie di assassini seriali mostrando, attraverso esempi tratti dalla cronaca, la validità di tale classificazione. Ma queste parti più prettamente saggistiche non appaiono al lettore un appesantimento o una giustapposizione un po' didascalica alla narrazione delle tragiche storie di delitti efferati quanto una specie di "sussidio" che facilita la comprensione, che permette quasi di prevedere i comportamenti dell'omicida, e che quindi fa sentire più partecipe chi legge.
La crudeltà come rivalsa, come piacere o come follia, l'eliminazione incontrollata (o controllatissima) di fantasmatici nemici, l'unione di sesso e morte, il sangue come purificazione o segno di una macchia dell'anima indelebile, l'abiezione che porta alla necrofilia al cannibalismo al vampirismo: molto spesso non è follia, e tale non è giudicata dai tribunali, ma è il mostro che rimane silente in molti uomini e poi esplode all'improvviso e a cadenze fisse, sempre più ravvicinate, ma che resta inspiegabile e inspiegato e che quindi rappresenta per tutti (possibili vittime o possibili carnefici) il terrore davanti a ciò che non riusciamo a controllare.

Serial killer. Storie di ossessione omicida di Carlo Lucarelli e Massimo Picozzi
338 pag., Euro 15.00 - Edizione Monadori (Strade blu)
ISBN 88-04-51634-8

Le prime righe

Introduzione

24 gennaio 1989.
Ore 7 del mattino.
Sul prato che circonda la Florida State Prison c'è una folla chiassosa e vociante di più di trecento persone. Attendono, impazienti, come se fossero sul punto di festeggiare qualcosa. E lo sono.
Ore 7e 16.
Improvvisamente, la luce dei fari che illumina il penitenziario si affievolisce. Pochi secondi.
Poi, dopo un attimo di silenzio, urla di gioia, brindisi improvvisati con lattine di birra, i cartelli preparati da giorni che si innalzano, rivolti alle telecamere: BRUCIA TED!, ARROSTISCI ALL'INFERNO!
Theodor Robert Bundy, detto Ted, è stato giustiziato sulla sedia elettrica.
Ha ucciso per l'ultima volta il 6 febbraio 1978; la vittima è una ragazzina di 12 anni, Kimberly Leach. Il suo corpo massacrato viene ritrovato solo alcune settimane dopo, scaricato nei pressi di un parco pubblico. Identificato e catturato, Bundy è condannato a morte nel luglio del 1979. Rivolgendosi a lui, Edward Cowart, il giudice che presiede la corte, appare visibilmente scosso: "Abbia cura di se stesso. Lo dico con grande sincerità. È una vera tragedia per questa corte avere constatato la sua totale perdita di umanità. Avrebbe potuto essere un buon avvocato. Avrebbe dovuto cercare di essere meno impetuoso e irruente. Mi creda. Ma lei si è davvero comportato nel peggiore dei modi".

© 2003 Arnoldo Mondadori Editore


Gli autori

Carlo Lucarelli (Parma 1960) è uno dei più famosi scrittori italiani. Autore e conduttore delle serie televisive "Misteri in blu" e "Blu notte", ha scritto fra l'altro: Autosole, Falange armata, Carta bianca, L'estate torbida, Via delle oche, Almost blue, Il giorno del lupo, Mistero in blu, Guernica, L'isola dell'angelo caduto, Un giorno dopo l'altro, Lupo mannaro, Laura di Rimini, Misteri d'Italia. I casi di Blu notte e Medical thriller scritto assieme a Eraldo Baldini e Giampiero Rigosi.

Massimo Picozzi (Milano 1956), psichiatra e criminologo, insegna criminologia all'Università Cattaneo di Castellanza dove è responsabile del Laboratorio di analisi e ricerca sui crimini violenti. È consulente dell'Unità analisi del crimine violento (UACV) della Direzione centrale della Polizia criminale. In qualità di perito psichiatra si è occupato dei casi di cronaca nera di maggior clamore degli ultimi anni: dal delitto di suor Laura Mainetti a Chiavenna al caso di Erika e Omar a Novi Ligure, dal serial killer di Padova Michele Profeta all'omicidio di Samuele Lorenzi a Cogne, sino alle indagini sulla morte di Desirée Poivanelli a Leno. È autore di numerosi libri, tra cui Criminal Profiling, Giovani e crimini violenti, Piccoli omicidi e Pedofilia. Non chiamatelo amore.


Di Grazia Casagrande


20 giugno 2003