SCRITTURE STRANIERE

Christian Oster
In treno

"La donna con la borsa pesante era entrata nel mio campo visivo verso le tredici e quarantacinque, un quarto d'ora prima della partenza. Il che mi lasciava poco tempo per convincerla a viaggiare con me, caso mai l'avessi desiderato."

Una borsa piena di libri, pesante, che una donna regge con evidente fatica ma che malgrado ciò non appoggia in terra aspettando il treno che la porterà a Gournon dalla sorella. Un uomo, che si trova in stazione solo perché ama osservare le donne partire, decide di aiutarla e si offre di tenere quella borsa per alleviarle lo sforzo e permetterle di non lasciarla sulla banchina, dove potrebbe sporcarsi. Quell'oggetto diventa la scusa più o meno consapevole per un primo approccio all'insegna dell'incertezza e dell'iniziale diffidenza. All'arrivo del treno su cui solamente la donna dovrebbe salire, anche l'uomo decide di partire con lei. È l'inizio di una strana, sofferta storia d'amore tra due persone che non sanno comunicare, piene di insicurezze e di paure, raccontata da Christian Oster con toni leggeri e piacevoli, dimostrando una capacità d'indagine psicologica straordinaria.
Per la prima volta in Café Letterario segnaliamo un titolo della casa editrice Nottetempo, nata recentemente grazie all'iniziativa di due donne importanti del mondo editoriale italiano: Ginevra Bompiani e Roberta Einaudi. Tutti i titoli (dieci sino ad oggi) in realtà erano assolutamente degni di nota. Impossibile per noi recensirli singolarmente. Approfittiamo dell'occasione per suggerirvi di valutare attentamente l'intero catalogo

In treno di Christian Oster
Titolo originale: Dans le train
Traduzione di Leonella Prato Caruso
138 pag., Euro 12.00 - Edizioni Nottetempo
ISBN 88-7452-007-7

Le prime righe

Un giorno, su un marciapiede di una stazione, un uomo di statura media reggeva una borsa molto pesante. Quell'uomo ero io ma la borsa non era mia, era quella di una donna ed era pesante perché conteneva libri.
Me lo aveva detto lei, era stato il nostro primo contatto. Faceva fatica, sul marciapiede, alzando la spalla dalla parte dove la portava.
Un po' allo stesso modo portava gli occhiali, con una specie di disagio. Come se gli occhiali le impedissero di vedere o se cercasse di cogliere attraverso di loro, qualcosa di astratto o di ideale, che fosse in rapporto con il mondo e che non fosse il mondo. Qualcosa come il mondo, dunque, ma in meglio. Doveva essere miope o idealista, quella donna, o forse l'uno e l'altro, non ho tentato di appurare.
Prima, mi ha fatto star male la sua borsa. Non l'appoggiava per terra, pur standosene immobile sul marciapiede davanti al binario. Forse non voleva sporcarla sotto ma non mi sembrava un motivo sufficiente per soffrire.
Il mio problema, all'inizio, è stato sapere se dovevo suggerirle di reggergliela, la borsa o, più razionalmente, più economicamente dal punto di vista dello sforzo — del mio quanto del suo — di indurla ad accettare di appoggiarla. La seconda soluzione non aveva niente di brillante né tanto meno di galante. La prima, rispetto alla seconda, non aveva quell'evidente necessità senza la quale abbordare una donna, per un uomo, sa di premeditazione.
Ebbene, non c'era niente di premeditato nel mio atteggiamento, avevo subito sentito il bisogno di aiutare quella donna.

© 2003 Edizioni Nottetempo


L'autore

Christian Oster è nato nel 1949 e ha cominciato a scrivere "per inibizione". Sorvegliante in un liceo, poi commesso in una libreria, quando viene licenziato si mette a scrivere gialli. Finché la casa editrice Minuit accetta il suo primo romanzo. Da allora, ha scritto otto romanzi e molti libri per bambini. "Scrivo soprattutto d'inverno, quando è meno piacevole uscire di casa... Nei miei libri non si parte per l'Amazzonia: si è come a casa propria."


Di Giulia Mozzato


13 giugno 2003