I DUBBI DEL PRESENTE

Vittorio Agnoletto
Prima persone
Le nostre ragioni contro questa globalizzazione

"Nel mondo reale il pericolo principale non è rappresentato dalle forze della natura, ma, come ho cercato di illustrare in questo libro, dalla violenza dell'attuale globalizzazione neoliberista. Anzi la natura stessa è vittima di questo processo se è vero, come ricorda il biologo Edward O. Wilson, che le specie stanno scomparendo con una velocità di tre all'ora..."

Chi può dire di non riconoscere l'esile figura di Vittorio Agnoletto, la sua tenacia e la sua appassionata azione sociale? Chi può disconoscergli il merito di aver portato da anni il tema dell'Aids (importante il suo ampio saggio La società dell'Aids) oltre i confini prettamente "clinici", offrendoci uno sguardo puntuale sulle implicazioni politiche e sociali? Così il suo ruolo di portavoce del Movimento a Genova nel 2001, a Firenze nel 2002 e infine a Porto Alegre nel febbraio di quest'anno, come anche le mobilitazioni da lui guidate per affermare il valore della pace nelle controversie internazionali, lo hanno reso familiare (lui così schivo) anche agli italiani più distratti. Questo recente saggio dal bel titolo Prima persone rappresenta una riflessione corale che parte dalla propria esperienza diretta sulla nascita, l'espansione e l'affermazione di quel "Movimento dei movimenti", che si è assegnato molti campi d'intervento. Tutti ormai non possono ignorare come esista una profonda interdipendenza tra ambiente, sviluppo sostenibile, fame, povertà, malattie e scelte economiche sopranazionali (Banca Mondiale, Wto, G8, ecc.). Il termine no-global dato dai media al Social Forum si mostra così inadeguato: i problemi presi in esame sono globali, e possono essere risolti (o almeno attutiti) solo a livello globale: quello che Agnoletto, e con lui tutto il Movimento, ha rifiutato è invece l'imperante globalizzazione neoliberista. Gli esseri umani sono "persone" prima di tutto e non prodotti o consumatori. Questa affermazione oggi può apparire scandalosa e sovversiva eppure, come viene spesso indicato nel volume, a gridarla sono giovani e adulti dalle matrici culturali più diverse, e tra questi molti i cattolici e i ragazzi, gli uomini e le donne impegnati nel volontariato.
L'analisi che viene fatta della più recente storia italiana che, partendo dal Social Forum lo trascende, diventa anche una storia dell'informazione e della comunicazione politica non sempre (anzi sempre più raramente) corretta.
La vastità dei temi, affrontati o solo accennati, non crea il pericolo di dispersività a questo saggio, piuttosto sottolinea la complessità del momento, e la molteplicità dei possibili interventi. Ma soprattutto afferma che c'è speranza ancora per gli esseri umani e per la natura, c'è speranza se sono in milioni gli individui, di paesi e razze diverse, ad affermare e a credere che "un altro mondo è possibile".

Prima persone. Le nostre ragioni contro questa globalizzazione di Vittorio Agnoletto
247 pag., Euro 14.00 - Edizioni Laterza (I Robinson. Letture)
ISBN 88-420-6825-X

Le prime righe

Premessa

22 luglio 2002, si concludono le iniziative di ricordo e di lotta nel primo anniversario delle giornate genovesi contro il G8. Finisce così un anno esaltante e terribile, attraversato a una velocità surreale che, sotto l'incalzare degli eventi, ha obbligato tutti noi a reazioni immediate, ad adeguare il pensiero e l'azione ai nuovi ritmi della storia.
In ogni angolo della stanza, su ogni mobile, sono appoggiati i fogli degli appunti per la prima stesura del libro. La mente ripercorre l'anno appena trascorso e migliaia di immagini si susseguono nei miei occhi. Le emozioni si alternano a ritmo serrato e sento lo stomaco contrarsi: ogni parte del mio corpo è finalmente libera di manifestare le proprie reazioni e le proprie sofferenze, i sentimenti e la razionalità possono incontrarsi senza il timore di scontrarsi fra loro o di porre in discussione quel necessario autocontrollo che, per un intero anno, mi è stato richiesto dal contesto e dal ruolo.
Non è semplicemente un bisogno, è un diritto di tutti noi: non solo riprenderci i nostri tempi, ma anche rivendicare la complessità della nostra vita e del mondo che vogliamo, non a caso composto di tanti colori quante sono le nostre speranze e le nostre idealità.

1º febbraio 2003, si è appena concluso a Porto Alegre il terzo Forum sociale mondiale; come è avvenuto a Firenze nel novembre 2002 in occasione del Forum sociale europeo, il movimento ha mostrato a tutto il mondo la propria competenza e la propria forza.

© 2003 Gius. Laterza & Figli Editore


L'autore

Vittorio Agnoletto, medico, specializzato in medicina del lavoro, è stato presidente nazionale della Lega italiana per la Lotta contro l'AIDS. È responsabile scientifico di LILA Cedius, impegnata in progetti di ricerca scientifica e di intervento all'estero. È stato membro della Commissione Nazionale per la Lotta contro l'AIDS presso il Ministero della Sanità e del Comitato Nazionale di Coordinamento per l'azione contro la droga del Dipartimento Affari Sociali della Presidenza del Consiglio. Nel 2001 è stato portavoce della delegazione italiana al Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre e del Genoa Social Forum in occasione del G8. Attualmente è membro italiano del Consiglio Internazionale del Forum Sociale Mondiale.
Suyl sito di libriAlice.it è consultabile l'intervista con l'autore sui Consigli di lettura


Di Grazia Casagrande


13 giugno 2003