I DUBBI DEL PRESENTE

Murakami Haruki
Underground
Il racconto a più voci dell'attentato alla metropolitana di Tokyo

"Un'altra ragione personale ha suscitato il mio interesse per l'attentato al sarin nella metropolitana: il fatto che sia successo sottoterra - underground - come dice il titolo di questo libro. Il mondo del sottosuolo è uno dei temi ricorrenti nei miei romanzi. Pozzi, passaggi e fiumi sotterranei, caverne, canali bui, metropolitane, mi hanno sempre affascinato, in quanto scrittore e in quanto persona. Mi basta guardarli, mi basta pensarci, per immaginare tante storie..."

Una raccolta, lineare e cruda, di interviste e di testimonianze che riguardano l'attentato con il sarin (un tipo particolare di gas nervino) alla metropolitana di Tokyo del 1995. Questa l'anima del libro di Murakami, la sua descrizione più banale, ma Underground è anche molto, molto altro. È il tentativo di comprendere il cammino della società giapponese e il suo futuro, di condividere una tragedia con chi l'ha vissuta sulla propria pelle, di fornire ai lettori gli strumenti per un'analisi personale, soggettiva, di un evento che i mass media e i governi occidentali da tempo ci stanno prospettando come possibile, anzi probabile, anche nelle nostre città, nelle nostre metropolitane.
Il volume è diviso in due parti. La prima elenca le testimonianze dei sopravvissuti all'attentato, con un'attenzione particolare alla storia personale di questi individui, come sottolinea lo stesso autore nell'Introduzione, al fine di renderli più "umani", di far pensare al lettore: "potevo esserci anch'io". È interessante osservare come vi siano spesso delle forti contraddizioni tra le varie testimonianze, come ognuno "gonfi" la storia a modo suo, ma anche, per altri aspetti, la difficoltà incontrata da Murakami nel raccogliere queste voci sia per il timore di ritorsioni nelle vita privata e sul lavoro, che per la paura di vendette da parte degli adepti della setta Aum, responsabile della strage.
Avendo volutamente evitato di prendere informazioni sulla setta durante la stesura della prima parte, per trovarsi nella stessa condizione delle vittime dell'attentato, lo scrittore è stato accusato di osservare il dramma da un unico punto di vista ed è stato "forzato" ad aggiungerne una seconda, che contiene le testimonianze degli adepti della setta Aum.
Rimasto neutrale nella prima parte, Murakami ha invece scelto di esprimere le proprie impressioni in queste successive pagine, evitando tuttavia volutamente ogni discorso di carattere teologico, per incentrare la descrizione della setta non da un punto di vista religioso o sociologico, bensì da quello dell'uomo comune, "della strada": l'unico modo per far arrivare proprio a tutti il messaggio che si desidera trasmettere.
"Se non assimiliamo i fatti che verranno appurati, se non abbiamo dentro di noi una visione globale che li metabolizzi incorporandoli nelle nostra carne e nel nostro sangue, tutto verrà spezzettato fino a perdere senso, verrà banalizzato fino a diventare chiacchiere sui colpevoli, e sparirà così nelle tenebre della storia". Questo saggio è dunque anche una memoria viva, uno strumento del ricordo, un tramite per questa metabolizzazione dell'evento, necessaria non solo nella società giapponese, ma in tutte le realtà occidentali.

Underground. Il racconto a più voci dell'attentato alla metropolitana di Tokyo di Murakami Haruki
Titolo originale: Andaguraundo (Parte prima) Yakusoku sareta basho de (Parte seconda)
Traduzione di Antonietta Pastore
447 pag., Euro 17.00 - Edizioni Einaudi (Gli struzzi n. 565)
ISBN 88-06-16521-6

Le prime righe

Prefazione

Un pomeriggio ho preso in mano una rivista che si trovava sul tavolo e ne ho sfogliato a caso le pagine. Letti sommariamente alcuni articoli, ho dato un'occhiata alle lettere che l'editore aveva scelto di pubblicare. Non ricordo perché l'abbia fatto. Una semplice curiosità, credo. O forse avevo del tempo da perdere. Mi succede raramente di interessarmi a una rivista femminile, o di leggere la rubrica della corrispondenza.
Una delle lettere era di una signora il cui marito aveva perso il lavoro a causa dell'attentato al sarin nella metropolitana di Tokyo. L'uomo si stava recando in ufficio, quando per sfortunata coincidenza era rimasto intossicato dal gas. Trasportato privo di sensi all'ospedale, era stato dimesso dopo alcuni giorni, ma per colmo di sventura l'intossicazione gli aveva lasciato dei postumi che non gli permettevano di svolgere il suo lavoro come prima. All'inizio tutti avevano chiuso un occhio, ma col passare del tempo superiori e colleghi avevano incominciato a mostrare irritazione e insofferenza. Incapace di sopportare oltre l'ostilità dell'ambiente, il marito della lettrice aveva finito col dare le dimissioni, ma praticamente - riteneva - era stato cacciato via.

© 2003 Giulio Einaudi Editore


L'autore

Murakami Haruki è nato a Kyoto nel 1949 ed è cresciuto a Kobe. È autore di romanzi e saggi, e ha tradotto in giapponese autori americani come Fitzgerald, Capote e Carver. Tra le sue opere ricordiamo: Dance Dance Dance e La ragazza dello Sputnik.


Di Giulia Mozzato


13 giugno 2003