GIALLI

Fabio Baldassarri
Il mistero del Caravaggio

"Non aveva più un lavoro, soldi da mandare a casa, sorelle cui pensare, balconi di una città sconosciuta da guardare. Non aveva più neppure se stesso."

Il mondo dell'arte italiana del Cinque-Seicento ha ispirato molti romanzi, e anche qualche giallo, ad autori italiani e stranieri, che hanno immaginato storie ambientate all'epoca o incentrate sulla contemporaneità, ricche però di riferimenti ai misteri e ai segreti che sembrano essere legati a opere e artisti di grandissimo rilievo (uno fra tutti, ricordiamo Mai con i quadri di Federico Zeri e Carmen Iarrera). Dominatore incontrastato della fantasia degli scrittori, tra i tanti pittori e scultori, si è rivelato Caravaggio. Inutile ricordare come ciò sia accaduto anche grazie alla notissima storia privata di questo uomo tormentato, assassino e genio. Baldassarri ne ha fatto un elemento centrale nella costruzione di una trama gialla "classica", con un cadavere, un investigatore e una serie di strani collegamenti che dal piccolo episodio di cronaca trasformano quell'indagine in una delicata vicenda internazionale. La vittima è Francesca Adorni, una skipper proprietaria di un vecchio due alberi: il Caravaggio. Il suo corpo viene ritrovato in mare, ma la morte non è dovuta ad annegamento. Incaricato delle indagini è il maggiore dei servizi segreti Franco Fabbri, ex marito della vittima, che proprio per questo coinvolgimento sente l'inchiesta come un "fatto personale". Che rapporto può avere questa storia con alcuni capolavori dell'arte italiana? E con un uomo chiamato Bruno Barent che uccise un poliziotto in via Larga a Milano nel lontano 1969 e che nel 1996 si trovava implicato in una feroce strage di innocenti in Algeria?

Il mistero del Caravaggio di Fabio Baldassarri
270 pag., Euro 13.00 - Edizioni Ponte alle Grazie
ISBN 88-7928-625-0

Le prime righe

PROLOGO

Novembre 1959, circolo culturale " Il Pozzo ", Orvieto.

" . ..e quindi? Si può sostenere o no che la figura di Golia sia un autoritratto del Caravaggio?
" La recente analisi dell'opera, a cura del professor Longhi, che vuole il dipinto realizzato dopo il 1608, quando Michelangelo Merisi era in fuga fra Napoli e la Sicilia per evitare la condanna a morte comminatagli dal Pontefice per l'omicidio di Ranuccio Tomassoni, è forte di riflessioni su aspetti psicologici, di coscienza e anche di opportunità, che non lasciano dubbi.
" Porsi così, trasfigurato, decapitato, ridotto a un cadavere senza più colore, sarebbe sia un segno di pentimento, motivato dalla certezza di una condanna celeste inevitabile, sia un segno di sfiducia nella possibilità di una revoca della condanna terrena. Caravaggio si vedrebbe, insomma, come Golia, che soccombe di fronte a Davide: interpretando il ruolo del Filisteo egli ammette la propria colpa, e al tempo stesso si dimostra rassegnato a subire le conseguenze di una giusta condanna. Sappiamo bene, poi, come finì. Li Caravaggio morì di malaria a Porto Ercole, nel 1610. Era al confine dello Stato Pontificio, pronto a rientrarvi non appena la notizia della grazia del Papa gli fosse stata confermata ufficialmente, ma niente affatto pentito del proprio delitto, a conferma di un carattere ribelle e spesso violento, refrattario sempre alle leggi ".
Mentre il professor Torracchi si sedeva, il moderatore della serata e segretario del circolo, un curioso ometto dai baffi a manubrio e dall'aria sofferente, si alzò: " Ringraziamo il professore per la sua chiarezza e, se ce ne sono, possiamo cominciare con le domande".

© 2003 Edizioni Ponte alle Grazie


L'autore

Fabio Baldassarri è nato ad Orvieto nel 1963. A Hemingway, a Edgar Rice Burroughs e a sua moglie Laura, storico d'arte, deve le tre passioni che hanno ispirato questo romanzo: la narrativa, l'avventura, la pittura.


Di Giulia Mozzato


6 giugno 2003