IN PRIMA PERSONA

Joanne Harris
La donna alata

"La folla era tutta facce, le bocche aperte come per ricevere miele dal cielo. Sopra di me, il temporale si stava avvicinando rapidamente: la pioggia si era trasformata in una grandinata che tamburellava contro le tegole come dadi."

Un romanzo storico ambientato nella tormentata Francia del Seicento, personaggi dalla forte personalità, una vicenda intrigante e ricca di colpi di scena. Le componenti che caratterizzano questo complesso periodo ci sono tutte: la religione, la politica, il teatro, la peste, la vita nomade degli attori. La storia viene proposta sotto forma di diario. La protagonista e narratrice della prima parte del volume, che si chiama Soeur Auguste al momento della narrazione, si trova all'interno dell'abbazia di Sainte Marie de la Mer, una grande costruzione a poche miglia dall'Atlantico. Quello è il luogo in cui si era rifugiata cinque anni prima dopo essere stata vittima di delusioni, sventure e tradimenti in particolare dall'uomo che amava, Guy LeCorbeau, padre di sua figlia Fleur, e capocomico della compagnia di attori a cui la giovane si era unita. La vita del convento si era sempre svolta con regolare serenità, ma la mente della ragazza, che nel frattempo aveva preso i voti, era spesso tormentata dal pensiero dell'uomo e dal ricordo contraddittorio della vita nomade trascorsa.
Anche nell'Abbazia comunque, quasi all'improvviso, accadono cose che sconvolgono la vita della donna: la morte della vecchia badessa, la sua semplice sepoltura nel giardino delle piante medicinali, la nomina a nuova badessa di una ragazzina di dodici anni e la presenza del suo confessore privato che in realtà è l'uomo tristemente noto a Soeur Auguste. Ed è lui a tenere parte del diario che compone la seconda parte del volume e in ogni caso appare, direttamente o indirettamente, sempre al centro del racconto. Nella terza parte invece è la pallida Isabelle, la badessa bambina, severa e rigida come una vecchia maligna, ma con tutta la fragilità psicologica dell'adolescente, a far convergere su di sé l'attenzione del lettore.
Non solo la complessa serie di vicende complica la trama, ma anche gli accenni alla stregoneria, agli esorcismi, a quelle terribili idee di male e di peccato che dominavano quei tempi travagliati.
Un romanzo che avvince e che si fa leggere con facilità, un'autrice che si sperimenta in ogni nuova opera con generi e temi diversi e che, almeno per ora, non ha deluso le aspettative dei suoi lettori.

La donna alata di Joanne Harris
Titolo originale: Holy Fools
Traduzione di Laura Grandi
385 pag., Euro 16.50 - Edizioni Garzanti (Narratori Moderni)
ISBN 88-11-66539-6

Le prime righe

PRIMA PARTE
JULIETTE

3 luglio 1610
La storia comincia con sette attori. Sei uomini e una ragazza. Lei lustrini e pizzo sfilacciato, loro cuoio e seta. Tutti in maschera, parrucca, cipria e belletto: Arlecchino e Scaramuccia, il Dottore della Peste dal lungo naso, la virtuosa Isabella e Geronte il lascivo, le unghie dei piedi dorate e luccicanti nella polvere della strada, i sorrisi imbiancati dal gesso, le voci così aspre e così dolci che fin dal primo momento mi hanno strappato il cuore. Sono arrivati senza annuncio in un carrozzone verde e oro, graffiato e ammaccato. Ma l'iscrizione scarlatta era ancora visibile e, per chi sapeva leggere, recitava:

Gran Teatro del mondo di Lazarillo!
Tragedia e Commedia!
Bestie e Meraviglie!


Intorno alla scritta una parata di ninfe e satiri, tigri e olifanti rossi, rosa e viola. Sotto, dipinte in oro a lettere irregolari, campeggiavano fiere queste parole:

Attori del Re


Non ci credevo nemmeno io, sebbene si dica che il vecchio Henri avesse gusti ordinari e preferisse uno spettacolo di bestie feroci o una comédie-ballet alla più sublime delle tragedie.

© 2003 Garzanti Libri Editore


L'autrice

Joanne Harris, di padre inglese e madre francese, vive nello Yorkshire. Si è laureata al St. Catherine's College di Cambridge, dove ha studiato francese e tedesco medioevale e moderno. I suoi libri sono: Chocolat, un grande successo tradotto in tutto il mondo, da cui nel 2001 è stato tratto l'omonimo film; Vino, patate e mele rosse che sta diventando anch'esso un film; Cinque quarti d'arancia e La spiaggia rubata


Di Grazia Casagrande


6 giugno 2003