SCRITTORI STRANIERI

Inés Arredondo
I Fenicotteri
e altri racconti messicani

"Continuo e continuerò a vivere dentro di lui, non importa quanto tempo, perché l'unico sguardo imperituro d'amore non può che essere l'ultimo."

Bello scoprire nell'angolo dello scaffale di una biblioteca un libro come questo. Bisogna cercalo attentamente perché sarà difficile vederlo in una posizione di rilievo tra le pile di bestseller, ma se non riuscite a trovarlo non disperate: c'è sempre la libreria virtuale a soccorrervi. Inés Arredondo, di cui in Italia attualmente ci sono due libri in commercio, questo e Farfalle notturne, sempre edito da Ibis, è stata considerata uno dei massimi autori in lingua spagnola del Novecento (leggiamo nella prefazione di José Maria Espinasa che nel tempo è stata paragonata ad autrici del calibro di Virginia Woolf e Katherine Mansfield). Non possiamo dire se davvero questo corrisponda a verità, ma indubbiamente la sua capacità narrativa è grandemente superiore alla media. La forma del racconto è quella che ha prediletto, l'unica strada che ha percorso. Nello splendido testo iniziale che dà il titolo al volumetto, I Fenicotteri, una coppia, che ci viene presentata come affiatatissima in un primo momento, esprime i propri rancori e le insofferenze represse dividendosi nel breve tempo di un pranzo al ristorante. Ancora un coppia legata all'attimo è descritta in Londra: un uomo moribondo incontra casualmente una donna che lo soccorre e nasce l'amore. Non importa se l'uomo morirà perché quell'amore è così intenso da essere eterno. Ciò che non si comprende è espressamente un omaggio a Katherine Mansfield, "alla maniera di" e racconta le sensazioni di rifiuto di una bambina di fronte a un fratello handicappato (ma solo alla fine si scopre quale sia la causa dell'angoscia latente nella bambina e nella madre, nuovamente incinta), mediate dal forte affetto dei genitori e consolate dall'arrivo di un altro fratellino, questa volta 'normale'. Completano la raccolta Fiume sotterraneo, Gli innocenti, 2 del pomeriggio, Le morti, Gli specchi: tutti piccoli capolavori di indagine psicologica e di raffinata capacità narrativa.

I Fenicotteri e altri racconti messicani di Inés Arredondo
A cura di Furio Lippi
110 pag., Euro 12.00 - Edizioni Ibis (Tusitala)
ISBN 88-7164-124-8

Le prime righe

Fenicotteri

— Ha l'aria di un bel posto — disse lei osservando vagamente l'arredamento mentre camminava con passo elastico sui folti tappeti.
— Il tavolo di sempre, signor Fernàndez?
La domanda del maître lo colse alla sprovvista. Silvia gli lanciò una rapida occhiata che non seppe decifrare.
— No, meglio uno di quelli in fondo — rispose riacquistando l'abituale padronanza di sé. Lei tornò a guardarlo con i suoi occhioni chiari dai quali spuntava un piccolo rimprovero.
— Quello che occupo abitualmente e troppo grande, poco intimo — disse sottovoce mentre si accomodavano. Lei non rispose.
Chiesero un aperitivo e in attesa si mise a mostrarle minuziosamente i dettagli che davano un lusso esotico al ristorante. Lei assentiva, ma senza entusiasmo. Si sentì quasi offeso, in modo particolare, dalla scarsa impressione che le fecero i fenicotteri, lui ne era affascinato.
— Poveretti, sempre con la luce artificiale e in un posto tanto piccolo, con così poca acqua... Quando dormiranno? Deve essere spaventoso stare sempre rinchiusi in mezzo al chiasso e alla gente — mentre parlava, inclinando lievemente la testa ricciuta, li guardava con aria triste, senza un commento sulla loro eleganza, senza un briciolo d'ammirazione, come se fossero dei semplici animali.

© 2002 Ibis Editrice


L'autrice

Inés Arredondo (1928-1989) è considerata una delle principali scrittrici messicane. Autrice elegante e misurata, ha pubblicato tre raccolte di racconti frutto di una intensa e lucida "distillazione di parole e di temi".


Di Giulia Mozzato


23 maggio 2003