ITALIA ITALIE

Claudio Camarca
Migranti
Verso una terra chiamata Italia

"Ci sono centri di accoglienza ed espulsione per migranti clandestini, anche se poi la distinzione è sottile, poiché a rigor di legge fino a quando stanno in mare sono migranti, tramutati in clandestini nel momento che toccano terra. Da disperato a criminale: un percorso che si copre in meno di cinquanta minuti di traversata adriatica."

A est dell'Italia: Albania, Serbia, Montenegro, Romania, Moldova, Russia... E ancora oltre fino in Cina. E poi a Sud, l'Africa, e le sue tormentate nazioni. La guerra, le armi, le persecuzioni, o anche semplicemente la fame, la povertà estrema, la paura. Est e Sud: arrivano soprattutto da qui questi migranti di cui Camarca ci fa sentire le voci e le emozioni, arrivano in questa Italia provinciale e distratta, incapace di affrontare un mutamento epocale a cui non si sente preparata. Parla di uomini e donne che vengono scaricati sulle spiagge di un Paese di cui spesso non sanno nulla, "nemmeno cosa sia, se una città, una pianura, una montagna". Parla di vite spezzate che qui cercano una possibilità o una fuga e spesso hanno trovato il rifiuto, la strada della prostituzione o lo sfruttamento e, talvolta, una mano solidale. L'autore entra nelle storie, condivide i luoghi di partenza, è sulle coste ad accogliere le navi dei disperati, li incontra e li ascolta, li cerca. Uomo indignato, uomo irrequieto, irritato dalla pietà compiacente e dalla spregiudicata indifferenza di noi ricchi occidentali, dall'ignoranza colpevole dei perché, dalle responsabilità ignorate. Così da storie singole, da racconti asciutti e da resoconti stringati, e la bella copertina del libro ne rappresenta una efficace sintesi, Camarca sa documentare questo drammatico momento storico che molti di noi vorrebbero riuscire a cancellare.

Migranti. Verso una terra chiamata Italia di Claudio Camarca
342 pag., Euro 16.00 - Edizioni Rizzoli (Saggi Italiani)
ISBN 88-17-87202-4

Le prime righe

C'era un vecchio

DIETRO AI NUMERI CI SONO LE PERSONE. Dietro alle parole, le facce.
Ci sono molti motivi che spingono a scrivere un libro. L'ambizione, il denaro, la fama, un formidabile complesso di superiorità che ti porta a credere di avere qualcosa da dire e qualcuno che la voglia ascoltare. Io ho conosciuto un vecchio. Un vecchio seduto al tavolino in un bar di Sarajevo. E che incontravo tutte le mattine uscito dall'albergo. Se ne stava là, seduto a sorseggiare un bicchiere di vino. Alle volte inquadrato da un raggio di sole. Sempre da solo, al tavolino di quel bar d'angolo. Dopo giorni mi sono fatto avanti e presentato. Gli ho chiesto perché mai stesse là seduto al tavolino. Lui ha sorseggiato un goccio di vino. Si è passato il dorso della mano sulla bocca. Ha detto che una volta viveva nella casa di fronte, quella sull'altro lato della strada. Una volta, prima della guerra. Prima che una notte venissero le milizie serbe a uccidere la moglie e a stuprare le figlie. A lui lo lasciarono in vita affinché vedesse, ricordasse, raccontasse. Poi se ne andarono. A questo punto il vecchio ha bevuto un altro goccio di vino. Quindi ha incrociato le mani sul tavolino rotondo. Le Nazioni Unite si presero cura di loro. Li sfollarono in un campo profughi. Gli trovarono una sistemazione in una fattoria. Ma la figlia grande non ha retto e si è impiccata. La seconda è emigrata in Germania, o forse in Francia dove hanno dei parenti. Il vecchio è rimasto. Gli è stato concesso un risarcimento e un'abitazione nella parte musulmana di Sarajevo.

© 2003 RCS Libri Edizioni


L'autore

Claudio Camarca è scrittore e regista cinematografico. È autore di romanzi e saggi tra i quali ricordiamo il grande successo di un'inchiesta sulla pedofilia, I santi innocenti (1998), Ordine pubblico (1996), SOS pedofilia (Con Maria Rita Parsi, 2000) e Il sorriso del mondo.


Di Grazia Casagrande


23 maggio 2003